L'autonomia del futuro

Io con Laurent Viérin ed Alessia FavreIn Valle d'Aosta ci si occupa dell'autonomia speciale e la proposta più recente è quella, di cui sono uno dei promotori nell'Union Valdôtaine Progressiste, di una Costituente Valdostana per raccogliere proposte ed idee contro la deriva che stiamo subendo. Ho ripreso non a caso l'immagine, pur macabra, della "garrota", che uccide per soffocamento i diritti dei valdostani, benché retti da norma di rango costituzionale e su di un accordo pattizio di natura politica.
Fa piacere che analoga discussione sia oggi in corso in Trentino - Alto Adige / SüdTirol grazie al direttore del giornale Trentino - Alto Adige, Gianni Faustini. Un giornalista che conosco e stimo, di recente è stato anche a "Prima Pagina" di "Radio3", che fu anche capo dell'ufficio stampa del presidente della Giunta Provinciale trentina, prima con Carlo Andreotti e poi con Lorenzo Dellai, entrambi miei amici.

L'articolo che ha originato il dibattito aveva questo incipit: "Nessuno ha il coraggio di porsela. E molti la evitano con capriole politiche e istituzionali. Ma la grande domanda, oggi, è ormai una sola: l’Autonomia è provvisoria? Il colpo di genio di Alcide De Gasperi - che permise a questa terra di trasformarsi da ruota di scorta in motore della ripresa - è uno strumento a termine? Il grande statista, quando firmò lo storico accordo con il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber, si immaginava di riconoscere per sempre le forme di autogoverno che avevano caratterizzato la storia del Trentino - Alto Adige? O pensava, con una lungimiranza oggi quasi sconosciuta, alla creazione di un vascello capace di portare questo territorio dalla fame atavica ad una oggettiva ricchezza per poi riporre la barca nel porto di un’Italia che ormai vede le autonomie come forzature e privilegi indifendibili?".
Direi che Faustini non nasconde il problema e aggiunge più avanti: "Siamo in mezzo ad un attacco senza precedenti: un governo sempre più centralista cerca di svuotare le nostre casse fingendo di dimenticare tutte le competenze che sono legate alla gestione di quei quattrini. La politica e la stampa nazionale dileggiano ogni giorno la nostra realtà, usando ogni contraddizione (e ce ne sono molte, purtroppo) per evidenziare quanto l'autonomia sia ormai immotivata e superata".
Segue un affondo: "La difesa portata avanti dai nostri governanti è debole: perché certi argomenti (governiamo con rigore; ci sono le minoranze; abbiamo tante competenze...) non reggono più. E perché gli altri territori - a fronte di analoghe competenze - sono convinti di poter fare anche meglio, se non altro perché trovare una classe dirigente di livello, in regioni più grandi, è statisticamente molto più semplice. In quanto al rigore, poi, inutile fingere: è stato messo in discussione da troppi errori. Le fondamenta dell'autonomia, insieme alle stagioni eroiche che sono servite per costruirla, scricchiolano. Regioni e Province sono poi diventate simbolicamente, in Italia, il principale imputato della crisi delle istituzioni: per colpa di chi, da Nord a Sud, le ha usate come bancomat al servizio di avidi politici d'ogni partito. Chiedersi con trasparenza se l'autonomia sia provvisoria, significa allora cercare di prefigurare scenari, costruire vie d'uscita e nuove strategie e non stantie rivendicazioni che suonano addirittura come provocazioni agli occhi di altri territori, di altri governatori e di un certo Renzi. Come se non bastasse, l'aria che spira sul nostro presente è resa ancor più gelida dal fatto che un amico di questa terra stia per lasciare il Quirinale: senza Napolitano, sarà infatti ancor più difficile tutelare, a Roma o a Vienna, quelle che Rossi e Kompatscher - che hanno comunque il pregio di muoversi insieme, seppur trascurando l'assetto regionale - chiamano «le nostre prerogative». Forse è meglio che Dellai e Rossi - e tutti gli altri che li seguiranno - aprano le loro "Leopolde" cercando subito una risposta".
In fondo in Valle d'Aosta la "Leopolda de-nos-atre" è esattamente la proposta UVP. Ma è bene a proposito seguire con attenzione gli esiti della discussione dei nostri "cugini" alpini trentini e sudtirolesi.

Qui di seguito potete ascoltare il mio intervento alla conferenza stampa:

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