La delicata questione europea degli impianti a fune

Le cabine della funivia di CourmayeurIn vita mia mi sono occupato sotto molte vesti degli impianti a fune. Sono stato presidente della "Sitib", che si occupava della piccola stazione sciistica di Brusson con uno skilift in paese (all'epoca) e gli impianti di Estoul (ai miei tempi venne costruita la lunga seggiovia). E' stata interessante come esperienza, visto che all'epoca come deputato ero più politico che amministratore: pur nel piccolo c'erano lì riassunti tutti i problemi di gestione legati al settore funiviario. La parte più promozionale l'avevo invece seguita quando mi occupavo della prima fase del "Monterosa ski" e mi trovai proprietario di una mongolfiera!
L'esperienza impiantistica crebbe non solo nell'Associazione valdostana impianti a fune - con un "maestro" di grande competenza e spessore umano come Ferruccio Fournier - ma anche nell'associazione nazionale di categoria, l'Anef, di cui son stato vice presidente, potendo a quel punto capire le di erse modellistiche alpine, appenniniche e insulari, pensando alle piste sulle pendici dell'Etna. Ma anche in veste politica seguii, nella veste di "lobbista buono", il settore prima a Roma e poi a Bruxelles, nel quadro naturalmente dei problemi della montagna e conoscendo impiantisti di provenienza di diversi Paesi europei.
Il "battesimo del fuoco" fu, in Europa, sul tema delicatissimo per la Valle e non solo degli aiuti pubblici al settore, senza i quali gli impianti chiuderebbero con un terribile effetto domino sul turismo invernale.
Già una decina di anni fa i responsabili della concorrenza europea, al tempo sotto l'occhio vigile del Commissario europeo Mario Monti (proprio lui!), seguivano in modo severo l'evoluzione del settore per vedere se ci fossero o meno distorsioni della concorrenza per gli aiuti di Stato. Eviterò di addentrarmi in una materia troppo specialistica, ma spero che l'ascolto del mio intervento in Consiglio Valle (esposizione e replica) possa risultare interessante.

La nuova legge sul commercio in Valle

Un negozio nel centro di AostaLa riforma del commercio in Valle, frutto di una lunga gestazione in Consiglio Valle, vede la luce alla fine di un percorso fatto di grandi discussioni. Non bisogna stupirsene, essendo in gioco non solo grandi interessi economici, ma anche delicati problemi di tutela e di interpretazione degli spazi del nostro Statuto d'autonomia per evitare che sia come una margherita che uno ad uno perde i suoi petali.
E' quello del commercio un tema che conosco bene, avendo seguito le riforme degli anni Novanta, quando a liberalizzare fu l'attuale candidato premier del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ed anche il dibattito vivace di questi mesi in Valle mostra la posta in gioco. Basti pensare al parere che i commercianti hanno chiesto al grande costituzionalista Valerio Onida.
L'argomento è complesso e certi passaggi giuridici sfuggenti, per cui il mio intervento in discussione in Consiglio Valle doveva servire, nelle mie aspettative, a mettere ordine nei miei pensieri.

Spero di esserci riuscito e vi propongo a proposito il mio intervento che mira certo agli aspetti giuridici ma si spinge anche a problemi più vasti, come la crisi del commercio al dettaglio.

L'UVP in pista

Il sottoscritto mentre presenta la candidatura alla Camera di Laurent ViérinNasce ufficialmente l'Union Valdôtaine Progressiste, dopo alcune settimane di incubazione.
Il caso vuole che l'approvazione dello Statuto e la scelta della Presidente - un volto nuovo, Alessia Favre, che svolgerà gratuitamente il suo ruolo e non si candiderà alle regionali - sia stata in contemporanea con il lancio della candidatura di Laurent Viérin per la Camera dei Deputati.
In un clima vivace e partecipativo, il lungo pomeriggio ad Aymavilles ha dimostrato l'impronta di novità che il Movimento impone nella politica valdostana. Certo è l'inizio di un cammino in un clima non facile nella cappa antidemocratica che, malgrado tanti bla bla e dichiarazioni propagandistiche, è calata sulla Regione e lo dico con mestizia ma con la serenità di chi ha deciso di reagire.
Intanto vi propongo il mio intervento di ieri.

Il Catasto mai regionalizzato

Il geonavigatore valdostanoTorno all'antico: come deputato e come parlamentare europeo gli strumenti ispettivi - genere interrogazioni, mozioni o ordini del giorno - erano un lavoro quotidiano.
Rientrato in Valle, essendo in maggioranza, non si usava farlo per ovvie ragioni se si è Esecutivo e per nulla se si è membro di Assemblea, come avviene a Roma e a Bruxelles, dove si fa a qualunque schieramento si appartenga.
Ma da noi il consigliere di maggioranza non usa "disturbare" il suo Governo: peccato, perché questo metterebbe un maggior interesse nelle sedute.
Adesso che sono all'opposizione sono libero di "ispezionare".
Ecco la mia interpellanza sulla mancata - da sei anni! - regionalizzazione del Catasto. Strano ma vero!

Nasce UVP

Nuova postazione in Consiglio ValleAlla fine si passa dalle riunioni sul territorio al Consiglio Valle: questo il destino del nuovo gruppo politico di cui sono uno - ormai uno dei tanti - fondatori.
Siamo in tre - Laurent Viérin, Andrea Rosset ed io - e forse avremmo potuto essere di più e un giorno si capirà perché così non è. Niente di nobile.
Ho partecipato, nella prima seduta dell'Assemblea del 2013, al dibattito che si è sviluppato direi in modo interessante, se non fosse che alcuni, pur legittimamente, hanno fatto più campagna elettorale che riflessioni politiche sul punto. Così è in politica e non me ne stupisco affatto.
Propongo qui il mio intervento.

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