Dialogo sulla montagna

Francesco Tomatis durante la presentazione ad AostaNei giorni scorsi è stato ad Aosta Francesco Tomatis, professore universitario e filosofo cuneese, che ha scritto in questi anni su argomenti assai interessanti attorno alle questioni della montagna e anche su personalità molto vicine alla Valle come il celebre Luigi Einaudi ed il filosofo di origine valdostana (Morge di La Salle) Luigi Pareyson.
"La via della montagna" (editore Bompiani) è il suo libro più recente, che presenta in ben settecento pagine fatte di idee, problemi, personaggi, in modo variegato e sempre convincente con estrema profondità culturale, da cui non si può che imparare.
Ne consiglio la lettura, che va fatta con la lentezza di chi ne deve apprezzare la ricchezza di contenuti e anche certi passaggi che obbligano alla riflessione.
Il vantaggio è che i molti capitoli si possono leggere con calma, essendo disgiunti, pur nel disegno complessivo dell'opera.

Ecco la registrazione, con alcuni miei passaggi nella presentazione, di quanto detto ad Aosta.

La Politica è ancora passione

Io con la valigia, la Grolla e la Coppa dell'Amicizia durante il comizio di 'Mouv'Lo so: al cuor non si comanda. Come uno dei fondatori di MOUV' non potevo esimermi da dire qualcosa al comizio di chiusura. L'ho fatto portando sul palco una vecchia valigia, zeppa di oggetti che servivano per raccontare idee, speranze e anche le paure e le delusioni.
La Politica resta una passione nella mia vita e non si può lasciarla da parte, anche quando non si hanno ruoli apicali di movimento e non si è in corsa per un seggio. Anzi, proprio per questo bisogna proporre la propria testimonianza civile in momenti di passaggio in cui "chiamarsi fuori" suonerebbe come un tradimento dopo una vita spesa in larga parte nell'impegno pubblico.
Buon ascolto.

La politica è una passione, ma non solo

Un momento durante il mio discorso all'Assemblea di 'Mouv'
La Politica è una passione, ma è anche un dovere civico e non caso la libertà di associazione e il ruolo dei partiti godono di una tutela nella Costituzione. E ciò deriva come reazione alle logiche liberticide del periodo fascista da non dimenticare mai e dalla preoccupazione dei costituenti di permettere "con metodo democratico" quel diritto non comprimibile dei cittadini di associarsi liberamente.
Ci pensavo al giro di boa di "Mouv'" nel corso dell'Assemblea fondativa di sabato pomeriggio, quando ho avuto il piacere e l'onore di intervenire con un discorso di cui vi propongo l'audio.
Penso che questo incontro sia stato un momento importante e non divisivo, nella strada di una ricomposizione del mondo autonomista, che ha bisogno di momenti di confronto e di approfondimento. Bisogna esserci e non accontentarsi di delegare.

Quello zio protagonista in Politica

Un momento dell'incontro, a Palazzo regionale, sulla figura di Séverin Caveri
La Politica è stata una vocazione di famiglia: io la iniziai per caso, a parte certe passioni da ragazzo, a dieci anni dalla morte di Séverin Caveri, zio savant in mille materie, avvocato e giurista, scrittore e poeta. Da leader dell'Union Valdôtaine per decenni a presidente della Regione, da deputato a presidente del Consiglio. Una carriera importante per una personalità autorevole.
Una gioia esserne "erede", ma sempre con la speranza di dimostrarmi alla sua altezza, seguendo un solco tracciato fatto di serietà e di impegno, magari con la sua stessa curiosità per quanto ci sta attorno, soprattutto per le persone con i loro pregi e difetti.
Solo Aosta fra i Comuni valdostani gli ha dedicato una piazza, per il resto oblio e, per essere stato uno dei protagonisti dell'Autonomia, siamo di fronte ad un'evidente mancanza di memoria e di riconoscenza.
Sono stato uno degli oratori che lo hanno ricordato una decina di giorni fa: propongo qui il mio intervento.

Stoppare per capire la quotazione di "Cva"

Un momento dell'incontro, con Elso Gerandin, il sottoscritto e Fabio CappaHo contribuito a far nascere e ho seguito nel tempo i fatti riguardanti "Cva - Compagnie Valdôtaine des Eaux". Ricordo la prima volta in "Finaosta" in cui parlai della questione con un funzionario, poi asceso ad alti livelli proprio in quella società, che si dimostrò - si vede che non conosceva neanche i fondamentali dell'ordinamento valdostano - del tutto ignaro della tematica acqua e idroelettrico come trattata nello Statuto Speciale. Comunque sia, l'acquisizione del patrimonio "Enel" in Valle fu una scelta giusta per la comunità valdostana e la sua centralità nell'economia valdostana è evidente.
Ora al centro della scena purtroppo ci sono anche errori compiuti su cui la Magistratura sta facendo il suo dovere. Mentre la società, sorda alle preoccupazioni serie sull'operazione, viaggia a tutto vapore verso la quotazione in Borsa.
Operazione che non demonizzo perché non è una privatizzazione, ma che appare in questa fase piena di incognite e poco discussa per com'è impostata, con alcune opacità e con un quadro giuridico che riguarda la legislazione nella triangolazione fra "Aosta - Roma - Bruxelles" poco chiaro che pesa, ad esempio sulla valutazione di "Cva", anche in prospettiva della gara per la scadenza delle centrali elettriche del 2029 (ma nel 2024 la gara dovrà essere bandita). Incide poi la data del 2047, quando scadrà per la Valle d'Aosta la proprietà di 99 anni, pur rinnovabile, delle acque, che si incrocia con la concessione - presumibilmente trentennale - delle grandi derivazioni che alimentano le centrali.
Sarebbe bene avere chiarezza, certezze e onestà di intenti nei piani di sviluppo - che come noti sembrano bozze più che certezze - per questa nostra società fiore all'occhiello, perché non appassisca e sappia davvero affrontare le trasformazioni del mercato elettrico.
"Mouv'" ne ha parlato venerdì scorso in un incontro pubblico ad Aosta assai partecipato e qui propongo la registrazione del mio intervento.
Chi voglia farlo - in attesa che il mio nuovo Sito riapra qui più facilmente le discussioni - potrà scrivermi a lcaveri@gmail.com.

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