A Gignod, nel ricordo di Claudio

Un momento del mio intervento all'incontro di Mouv' a GignodPer fortuna la Politica non è solo un elemento impersonale ma cammina sulle gambe delle persone che ci credono. Le idee non vivono fra le nuvole ma sono trasfuse nei progetti e nelle proposte, che hanno per fortuna personalità che sanno dare quel tocco in più che fa la differenza, specie quando sanno lasciare la loro testimonianza per chi verrà.
Per "Mouv'", che ha scelto di diventare soggetto politico e non solo più d'opinione con un nuovo Statuto che verrà presto, c'è stato, fra chi ha dato il suo apporto a questo cammino, Claudio Brédy, morto prematuramente per un incidente in montagna. Il suo è stato un percorso nel mondo autonomista maturo e consapevole, di cui non bisognerà perdere la traccia, in una Valle d'Aosta spesso smemorata nel ricordo dei suoi figli migliori.

Così l'ho ricordato ieri a Gignod, contento della presenza dei suoi familiari e di tante persone che lo ammiravano e anche di chi ha scelto "Mouv'" come scommessa per il futuro.
Lo scriveva Claudio quando diceva di sperare «in una stagione di rinascita economica, sociale e culturale che solo attraverso la partecipazione, il confronto, le idee e la rappresentanza potrà prendere corpo».

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