Mariano Allocco e il bene comune

Cito qui, di tanto in tanto, il mio amico occitano, Mariano Allocco, intellettuale umanista e amministratore alpino con cui condivido molte idee e tanti pensieri. Lui vive nella Val Maira in Provincia di Cuneo, di cui segue l'attualità con sguardo profondo che solo la Storia consente a pieno.
Così è anche per le vicende valdostane, che hanno analoghe radici millenarie, di cui noi, con le nostre vite, dobbiamo essere degni. Ma, per affrontare la realtà odierna, bisogna operare confronti e abbeverarci di ragionamenti altrui per imparare e per avere punti di vista originali.
Come mi piacerebbe avere una agorà periodica con tanti amici di diverse zone delle Alpi per addivenire ad una pacifica Rivoluzione alpina. Ce ne sarebbero ragioni e forze, ma rischiamo di non arrivarci mai perché o sparpagliati o troppo chiusi nei nostri ragionamenti.
Ecco Mariano!

Impasse europea sui migranti

Il tema dei migranti scotta. La "prova del 9" è semplicissima: aprite (e direi chiudete in fretta) il capitolo ad una cena con amici e conoscenti e ne sentirete delle belle. Sono stato sere fa ad una conferenza di un prelato che conosco da tempo: ho sentito dire sul tema delle cose che mi hanno scosso, dette da chi dovrebbe predicare sempre la comprensione evangelica e l'apertura.
Ed invece questa questione solleva polemiche e si ragione più di pancia che di testa e le elezioni dimostrano apprensione e paura popolari anche laddove, come in Valle d'Aosta con tutta evidenza, i numeri sono piccoli e l'impatto marginale.
La propaganda politica gonfia però le vele e ciò avviene per la semplice ragione che il fenomeno migratorio sembra inarrestabile e agita paure ataviche e sembra in mano a dilettanti allo sbaraglio ormai da anni che stentano a gestire non dico i flussi ma neppure l'accoglienza priva di reali soluzioni per il futuro.

Aspettando l'estate

Siete pronti? E' sulla dirittura d'arrivo l'estate 2018 e mancano poche ore al solstizio.
Ricordo che la parola "solstizio" deriva da "-sol", ossia "sole" e "-sistere" ossia "fermarsi", in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l'eclittica.
Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per quindici ore e quattordici minuti. Poi dal 22 giugno un lento, ma inesorabile accorciamento fino a raggiungere il minimo nel giorno del solstizio d'inverno, ovvero il 21 dicembre. Ma, intanto, ci godremo l'estate e l'autunno!
E per me l'estate è soprattutto la luce fino alla sera e per questo mi batterò dappertutto contro la nascente paranoia che serpeggia sulla possibile abolizione dell'ora legale che consente questo "slittamento" combattendo la notte.

Il "Re Travicello" ed il serpente

Giuseppe Conte, nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, è un personaggio fiabesco. Sembra - l'ho scritto in un tweet prima di editorialisti ben più titolati - un "Re Travicello".
L'espressione deriva da una favola di Esopo, ripresa Fedro e poi da La Fontaine e si usa per riferirsi, spesso con una connotazione dispregiativa, a una persona che ricopre una carica o un ruolo importante ma che non ha l'autorità o le capacità per esercitare effettivamente il potere.
Essere un "Re Travicello" significa dunque avere un potere solo nominale e sulla carta, senza gestirlo realmente. Nel caso in esame Conte si è trovato catapultato a svolgere un ruolo importante senza avere alcuna esperienza politica e senza meriti particolari: un miracolato.

Fra impegno e disimpegno

E' un periodo nel quale oscillo fra due tentazioni molto contrastanti. La prima è quella che certe vicende valdostane, italiane e europee mi confermano che chi non si occupi di politica, per l'interesse necessario verso la cosa pubblica, perde un'occasione importante. L'altra, esattamente opposta, è quella di accomodarmi sul divano dei delusi e guardare in televisione solo programmi d'intrattenimento, al limite della stupidità, per distrarmi.
Per ora - ma non ci giuro sopra - opto per la prima soluzione con spirito libero e con la logica - mia moglie mi chiede sempre dove riesca a trovarne la voglia - di guardare avanti con occhi ben aperti. ed anche in questo caso il bivio indica due strade divergenti.
Da una parte esiste la questione - preso atto dell’esito del voto molto proporzionalistico per l'idea balzana del legislatore di fissare la quota maggioritaria al tetto elevato del 42 per cento - di capire come gestire il periodo che intercorre da qui al 26 giugno, data fissata per la prima riunione del Consiglio Valle.

Il potere salvifico del Popolo...

L'utilizzo delle piazze pro o contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è piuttosto grottesco in una Democrazia, ma chi gioca con le Istituzioni lo fa volentieri e rischia di cascare nella medesima trappola chi, invece, intende difendere la democrazia rappresentativa. Uno scontro fra opposti che farà scintille con il solito rischio che al posto di assumere il valore di un confronto civile si scada, come sta già avvenendo, con insulti sui "social" al Capo dello Stato, che dovrebbe essere occasione per condannare in Tribunale gli insultatori professionisti per vilipendio, perché certe storie nulla hanno a che fare con la libertà d'informazione.
Difficile - lo capisco - mantenere i nervi saldi a fronte di certi eccessi, ma non si risponde ai vomitatori professionisti se non con la forza della Legge e non scendendo a certi livelli così bassi.

Cassese da leggere e da meditare

Grande Sabino Cassese sul "Corriere della Sera" nel raccontare l'evoluzione della politica italiana e il rischio di derive che fanno venire i brividi in questo quadro indeterminato.
Così esordisce: «E' nata la Terza Repubblica? Si completa il secondo importante rivolgimento tra le forze politiche italiane. Un quarto di secolo fa, erano usciti di scena Dc, Psi e Pci, oltre ai partiti minori, protagonisti di mezzo secolo di storia politica. Ora sono fuori dal governo (in via di costituzione) Forza Italia e il Partito democratico, che avevano dominato la scena dal 1994 (anche se prima con nomi diversi). La Costituzione, tuttavia, nonostante due tentativi di modifica, è rimasta la stessa, mentre la periodizzazione francese, a cui ci si ispira correntemente, indica, invece, altrettante modificazioni costituzionali».
Giusto! in Francia siamo alla Quinta Repubblica non per definizione giornalistica, ma per via delle riforme costituzionali.

I teorici del "Gomplotto"

Quando si prende in giro qualcuno che costruisce castelli in aria su vicende banali o, viceversa, banalizza castelli ben solidi in italiano oggi si usa la parolina "Gomblotto" al posto di "Complotto". Si tratta di un fenomeno di storpiatura o meglio di malapropismo, cioè l'uso di un suono simile (la "G" al posto della "C") per creare un effetto comico.
Quindi, pur essendo il tema serissimo al limite dello svenimento, esiste - con l'affollarsi delle inchieste giudiziarie - un "Gomblotto valdostano" per colpire il Potere costituito?
Così qualcuno dice e adombra, segnalando la circostanza di come - a poche ore dalle elezioni - spuntino vicende molto pesanti su alcuni amministratori pubblici, come se si trattasse di missili "terra - aria" scagliati contro Qualcuno.
Ora si potrebbe a lungo disquisire sulla Giustizia in Valle d'Aosta e su certi "stop and go" di questi anni, specie sugli "stop", visto che molte vicende che ora arrivano a cottura risalgono a molto tempo fa e non si era più saputo nulla.

Niente pop corn in Politica

Ne ho abbastanza delle lacrime di coccodrillo di buona parte della Politica italiana. Si piange poi sul latte versato, perché la legge elettorale in vigore - ennesima prova di incapacità legislativa - ha sortito la solita ingovernabilità ed ormai esiste un'evidenza e cioè che comunque la si giri resta il vizio antico dell'eterno terremoto politico.
Gli appelli del Quirinale cadono nel vuoto e per altro appare evidente che un Governo di minoranza non sta in piedi, vista anche l'eccitazione da voto anticipato di cui molti hanno la fregola vendendo l'esito delle urne sul quale dovrebbero essere quantomeno cauti.
Scrive oggi Antonio Polito sul "Corriere della Sera": «Con un discorso drammatico, perché non ha nascosto nulla della gravità senza precedenti della crisi in corso, Mattarella ha annunciato un suo governo a partiti dimostratisi incapaci di farne uno loro. Un governo "neutrale", "di servizio", composto da persone non ricandidabili, con scadenza comunque a dicembre; perché un governo in ogni caso serve, anche se si vuole tornare alle urne, perfino se si vuole votare, per la prima volta nella storia della Repubblica, in piena estate».

Non perdiamo di vista l'Europa

Leggevo l'altro giorno, sul "Corriere della Sera", la "Lettera dal'Europa" di Alberto D'Argenio e riflettevo sul rischio di terribile provincialismo del dibattito in Italia sul futuro dell'Unione europea.
Per non dire di come cui valga anche per la campagna elettorale per le regionali valdostane, che rischiano di diventare una rincorso alla promessa più mirabolante, mentre lo scenario europeo pare aver scarsa attenzione, forse perché non attrae voti.
Osserva D'Argenio: «Se ancora esisterà, nel 2025 l'Unione europea conterà almeno 31 partner. Serbia e Montenegro stanno già negoziando l'adesione alla Ue, Albania e Macedonia potrebbero farlo presto visto che Bruxelles con Federica Mogherini ha da poco raccomandato ai governi di aprire le trattative entro giugno. In futuro potrebbe toccare a Kosovo e Bosnia. Anche se alcune capitali preferirebbero rallentare questo processo, in fondo nessuno in Europa è contrario all'integrazione dei Balcani occidentali».

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