Qual piuma al vento...

Le elezioni amministrative, con l'unica eccezione delle comunali ad Ayas che hanno dinamiche tutte particolari, non interessavano direttamente la nostra Valle.
Si è trattato però di un "termometro" della politica italiana che ci interessa e non poco per i cambiamenti in atto. Chi in Valle fa spallucce o è in malafede o è stupido non reggendo la tesi che il Popolo della Libertà locale è «altra cosa» perché questo partito «è Silvio Berlusconi» qui come altrove e l'umore dell'elettorato da noi è esattamente come quello registratosi con il voto che commentiamo.
Per cui la scelta della maggioranza autonomista di "sposare" le forze di Governo nazionale per opportunismo potrà assomigliare al cartello con il teschio posizionato sui tralicci elettrici "chi tocca muore".

La mia tesi è stranota: il berlusconismo è in crisi e ormai è solo questione di tempo per assistere alla fine di un lungo periodo di centralità del Cavaliere e delle sue alleanze.
Il momento di passaggio temo non sarà un cammino in piano, ma assomiglierà all’attraversamento pericoloso su di un campo minato. Cosa capiterà dopo è difficile da prevedere come è avvenuto nel dopo "Tangentopoli" con la fine della vecchia "partitocrazia".
I competitor del centro destra, vale a dire il centro sinistra, sono frammentati e litigiosi e se non sapranno trovare strategie per sintetizzare le varie posizioni si rischia, anche in quell'area di trovarsi in dissonanza con l'elettorato, come avvenuto dopo la caduta, per "fuoco amico", dell’ultimo Governo di Romano Prodi.
Il centro, per contro, oscilla come un pendolo, ma prima o poi le diverse anime del progetto dovranno trovare anch'esse una sintesi.
In questo clima è stato un grave errore "annacquare" la maggioranza autonomista in Regione a causa non solo della corte spietata che è stata fatta dal centro destra, pronto a tutto pur di entrare nella cabina di comando (dicesi "cabina di regia"), a fianco dell'odiatissima Union Valdôtaine, ma anche per responsabilità di chi - proclamandosi «regionalista» o persino «federalista» - ha lavorato dal "di dentro" per far scoppiare la maggioranza "solo" autonomista per assicurarsi con gli "amici" del centro destra una candidatura nel 2013.
Si potrebbe parafrasare «il politico è mobile, qual piuma al vento…».
Purtroppo, però, c'è poco da ridere. La forza del pensiero autonomista è nella capacità di scegliere alleanze e di cementare amicizie al momento giusto, studiando bene l'evoluzione della politica italiana e facendolo senza mai venir meno alle proprie idee e ai propri principi, che non possono essere soggetti ad una "vendita di fine stagione" per raccattare soldi.

Commenti

Il vento è cambiato...

E adesso il Governo nazionale? E quello regionale?
Schiacciante vittoria dei candidati e delle liste del centrosinistra siano per le elezioni alle provinciali che per i sindaci in tutt'Italia e, infatti, nei Comuni capoluoghi di Provincia: centrosinistra vince ventidue ad otto ed alle amministrative provinciali: centrosinistra vince sette a quattro. Hanno perso quindi sia il PdL che la Lega che ha subìto una sonora sconfitta perché, tra l'altro, i voti fuoriusciti dal suo partner di Governo non li hanno intercettati ma sono andati direttamente dall'altra parte o al PD o a SEL o a IdV.
Anche Silvio, che aveva chiesto un referendum sulla sua persona e sul Governo, ha subìto uno schiaffone ben assestato avendoci anche messo la faccia ed ha avuto un crollo di più del 50 per cento delle sue personali preferenze a Milano. Naturale conseguenza di siffatte affermazioni dovrebbe solo essere le dimissioni di tutto il Governo nazionale ma, siamo abituati, al Presidente del Consiglio che cento ne dice in campagna elettorale come il peggiora piazzista e cento altre ne inventa per cercare si sopravvivere non rendendosi conto, e questo sì che è altrettanto molto grave, che non ha più la fiducia della maggioranza dei cittadini italiani.
Cittadini che ormai non sopportano più il suo narcisismo, la sua mancanza di realtà, la sua supponenza determinata di aver per molti anni, troppi anni, avuto una schiacciante forza economica e mediatica. Presidente che non rappresenta più il sogno degli italiani che stanno subendo una crisi economica tra le più pesanti del dopo guerra e che, ritenendosi sopra le parti, non vuole essere processato quando tutti sanno che "la legge è uguale per tutti" e che non ha tempo per i fatti nostri essendo impegnato a risolvere i fatti suoi, come dice bene Bersani.
Presidente che si è rilevato incapace, con la sua maggioranza e con la Lega che finora gli ha tenuto il sacco per semplice bramosia di potere e nella ricerca di un federalismo non solidale, di risolvere i problemi quotidiani di tutti noi. La speranza è quindi in "veri responsabili" della maggioranza parlamentare che facciano cadere il Governo, che si arrivi ad una stagione condivisa tra PD, IdV, FLI ed UDC con, appunto, i "veri responsabili" ancora presenti in Parlamento per modificare la legge elettorale ed affrontare efficacemente la crisi economica e, soprattutto, la mancanza di lavoro e si arrivi nelle primavera prossima alle elezioni politiche nazionali che chiuderanno per sempre il berlusconismo.
E cosa dire del Governo regionale valdostano che ha ritenuto recentemente di allargare la netta maggioranza, cosidetta autonomista, uscita dalle elezioni del 2008, al PdL? Era veramente necessario avere un rapporto privilegiato con il Governo nazionale quando c’era già il sentore che tutto il PdL stesse franando? E cosa dire di una Valle d'Aosta che senza sudditanza non riesce ad esprimere la sua vera autonomia? E ancora, ma questa è una motivazione meno nobile, la vera ragione dell’allargamento non sarà forse che nell'UV monta l'insoddisfazione per un Presidente che tutto vuole avere sotto controllo e mal sopporta le critiche (come Silvio!)?
Anche in Valle l'unica soluzione è quindi andare alle elezioni regionali anticipate, come ha chiesto chiaramente il PD durante il dibattito in Consiglio Regionale, nelle quali ognuno si presenterà con chi ritiene al vaglio del giudizio elettorale, unico metodo legittimo per decidere ci deve governare.

Giuseppe Rollandin
Presidente Fondazione Giulio Dolchi

Accolgo il tuo contributo...

ma sulle elezioni anticipate, legge regionale alla mano, non ce ne sono le motivazioni giuridiche.

Nuove elezioni regionali...

D'accordo ma, correttezza politica, vorrebbe che la nuova maggioranza si dimetta e chieda l'avvallo agli elettori per poter legittimamente governare
Ciao.

Giuseppe Rollandin
Presidente Fondazione Giulio Dolchi

l' U.V. con la sinistra non si annacqua?

ma non eri per il "ni droite e ni guache"? Secondo il tuo ragionamento, dopo 15 anni di Union-Gauche, il progetto autonomista doveva rimanere solo, pronto a tornare con la Gauche alla prima occasione, Non è un pò partigiana la tesi? quando l'Union sta con la sinistra va bene perchè il dialogo con Roma è utile alla Valle. Se Governa il centro destra gli Autonomisti devono rimanere in spendida solitudine, anche se l'isolamento politico può nuocere alla Valle.
avanti Tafazzi!

Quando un fenomeno politico

è in fase declinante i matrimoni sono da evitare. Io predico, in questo momento, la necessità di una "terzietà" del mondo autonomista. Si può essere d'accordo o meno, ma questo è il mio pensiero.

Complimenti

Complimenti per la vittoria alle amministrative! Ma siete sicuri che ha vinto il PD? Con un partito che va da 24% al 17% dei consensi mi chiederei a chi fanno riferimento i candidati vincenti, Pisapia, de Magistris, o i loro leader Vendola e Di Pietro. Contenti voi!
Per onestà "noi abbiamo perso". come tutti i governi in Europa di destra e di sinistra che hanno governato nella crisi, ma questo non deve distoglierci dal messaggio forte e chiaro che ci hanno mandato gli elettori. Avanti con le riforme, in primis quella fiscale.
Sarà dura! Ma credo che a noi, per adesso, non ci sia alternativa e lo sapete anche voi. Se andassimo alle urne oggi chi sarebbe il vostro candidato a Palazzo Ghigi? Quale programma terrebbe insieme Bersani, Di Pietro, Vendola, Fini Casini e Rutelli? I numeri sono numeri e senza questa "Unione" non vincete mai! E se vinceste quanto durereste? Gli italiani sono meno gonzi di quello che pensate. Mettete insieme una opposizione decente con un programma credibile e un candidato Primo Ministro che non spacchi in centro sinistra, farebbe bene anche a noi. Buon lavoro

A me interessa

il futuro del mio Movimento politico e quello della Valle d'Aosta. Chi legge il mio blog sa che sono stato il primo - nel rapporto destra e sinistra - a scrivere sulle elezioni amministrative che "Se Sparta piange, Atene non ride", riferendomi alla crisi di passaggio dell'intera politica italiana. Per cui immagino che scrivessi a Giuseppe Rollandin.

fase Declinante?

quindi se fosse ascendente saresti d'accordo? ihihihi

mi riferivo al Sig. Rollandin Giuseppe

si scusa

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