Radio Bleue

Amo la radio.
Professionalmente sono nato lì e ancora oggi me ne occupo alla "Rai" per la programmazione regionale e ogni settimana curo un rubrica, come consigliere regionale, su di un circuito privato.
C'è qualcosa di magico e impagabile nel pensare che la voce ad un microfono attraversa ogni ostacolo per arrivare all'ascoltatore.
La radio è un media caldo e comunicativo e la sua forza sta anche nel suo radicamento locale.

Sono stato nelle scorse ore a Chambéry, da dove trasmette "Radio Bleue Pays de Savoie", che fa parte dell'impressionante réseau di radio locali francesi proprio sotto il label "Radio Bleue". Una rete nata nel 1980 sulle ceneri di una rete regionale più piccola preesistente e la cui estensione attuale, 42 stazioni che presto saliranno a 43 con un'ampiezza ben più vasta del solo livello regionale, mostra un volto diverso, almeno in questo settore, dal solito giacobinismo francese.
E questo è interessante perché nulla del genere esiste purtroppo nella regionalista Italia o nella federalista Svizzera e per questo il modello è interessante e sarebbe da imitare.
In Valle questo significherebbe offrire anche all'ascoltatore una dimensione transfrontaliera che renderebbe ancora più interessante un uso del francese come lingua di scambio e una difesa solida del francoprovenzale.
Quel che è interessante dell'uso della radio via Web (ma tra breve i canali si moltiplicheranno grazie al digitale radiofonico) è che la Rete consente già oggi di fare zapping sulle diverse "Radio Bleue" per consentire di capire la Francia più profonda.
Ogni territorio può specchiarsi nella propria realtà e questo sappiamo quanto è importante per la salvaguardia della propria identità in un tempo caratterizzato da grandi cambiamenti.

Commenti

La radio...

innanzitutto. Nulla è più alchemico e appagante anche se la "sintonia" sarà minacciata dall'avvento del digitale radiofonico.
Potenziamola, lasciandole l'aura magica che ha da sempre.

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