E' la democrazia

Dopo le elezioni c'è di tutto, come è giusto che sia: commenti, spiegazioni, allusioni, critiche, speranze, ma soprattutto i dati reali, vale a dire l'esito delle urne.
Prima si può far di tutto, in campagna elettorale, perché si è nella fase precedente, dopo è più difficile per una serie di ragioni.
Chi ha vinto scoprirà che adesso inizia il difficile.
Chi ha perso ci resterà male.
Sono sentimenti naturali ed entrambi dignitosi e non bisogna né troppo bearsi né troppo deprimersi da entrambi i lati della barricata.
Presentarsi al voto è comunque una prova coraggiosa e soggetta a rischi, per cui ne va preso il bene e il male con filosofia ed equilibrio, sapendo che un impegno è sempre una scelta lodevole.

Se la dialettica maggioranza-opposizione può andare in una gradazione da blanda collaborazione ad odio feroce, lo stesso vale anche "dentro" le liste dove il conteggio delle preferenze, chi più chi meno, chi entra e chi sta fuori, innesca incomprensioni e dolori.
La politica, anche a livello comunale, è fatta di queste cose molto umane e la democrazia, con le sue regole costituzionali, deve tenere conto anche di chi gioca la partita, cioè ogni essere umano che alla fine si mette in gioco e di questo tutta la comunità, qualunque siano le idee professate, deve essere riconoscente.
Per chi è riuscito: complimenti vivissimi.
Per chi non ce l'ha fatta: non si abbatta, ci sono tante altre cose da fare.

Commenti

Come scrisse Kipling...

sei un uomo se sai trattare nello stesso modo il successo e la sconfitta.
Non è facile, ma è un buon suggerimento.

L'importante...

per me è collaborare. Come tu hai giustamente detto, ci sono vincitori e sconfitti, ma per i cittadini di un paese la sconfitta maggiore sarebbe quella di non vedere collaborazione tra maggioranza e minoranza.
E' un po' come essere su una barca a vela in cui tutti devono collaborare per far sì che questa continui a regatare e non si fermi alla prima bonaccia.

Signor Luigi...

la collaborazione fra minoranza e maggioranza è pura utopia (anche se sarebbe una cosa bellissima e costruttiva): oggi sui quotidiani ci sono le interviste dei sindaci eletti e sconfitti, tutti gli sconfitti parlano di minoranza costruttiva e collaborativa.
L'esperienza però dimostra che la minoranza è fatta in maniera assente o distruttiva nella gran parte dei casi. Le belle parole di chi non è stato eletto fra qualche mese verranno rimangiate dai fatti.

Immagino...

che Luigi citasse un caso ed un impegno specifico.

Luca...

cito il caso di Donnas, dove il Sindaco auspica una collaborazione anche in visione di un Consiglio comunale attivo, mentre leggo su "Facebook" un post di Domenico Martoni che, al termine delle sue righe, chiude con un «auguri di buon scontro».
Io "campo" di parole e dialettica e spero davvero che sia solo un modo linguisticamente scorretto di esprimersi. Anche perché, chi ben comincia... ed in questo caso è una frase aperta ad ogni interpretazione.

Ha ragione Luciano...

parlavo di un caso ben preciso.
Magari è utopia, ma parlo di me stesso, visto che mi toccano un po' di anni di minoranza.
Continuo a pensare che si può collaborare anche se naturalmente ci saranno differenze di vedute e farà parte del gioco di chi ha vinto farlo pesare, mi auguro con le dovute maniere, ma partire "per principio" a fare la guerra non porta da nessuna parte anzi, se proprio devo essere sincero, i paesi non hanno nessun bisogno di queste cose, se vogliono andare avanti e non richiudersi a riccio su sé stessi.
Il bicchiere è "mezzo pieno" e non "mezzo vuoto"!

Ma il candidato eletto...

il bicchiere deve offrirlo!

Quando vuoi!

Appena ti vedo in giro, oppure passa a trovarmi.
I miei amici e colleghi già mi aspettavano...

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