Telefonino, telefonino delle mie brame...

Va bene il rischio c'è: la dipendenza da telefonino esiste.
Lui, il telefonino, è una creatura multitasking ed è così onnivora da mangiare pure il nostro tempo, tanto che devi spremerti le meningi per pensare a come prima lo occupassi. Forse talvolta ci si riposava o si entrava in quella logica - che esiste come parola pure in francese - che è "farniente", l'ozio indispensabile per far fruttare il... negozio.
Oggi siamo connessi ovunque e ripeto che un giorno verrà in cui i "buen retiro" senza "wi-fi" saranno presi d'assalto, come le cliniche della salute per riscoprire sensi e sensazioni, oggi in parte appaltati ad un assorbente mondo virtuale.
Coltiva questa nostra nuova protesi digitale una situazione ambigua: la solitudine accresciuta con gli affetti che ci circondano, perché sei lì che contatti persone remote o fai altre cose che dovrebbero renderti social ed invece diventi antisociale con chi è in prossimità.

Brutta la fiducia e pure la nuova legge elettorale

Non si sa mai se parlare prima, quando si tratta di materia elettorale, della forma o della sostanza.
Cominciamo dalla forma con un riassuntino: dopo che la Consulta ha smontato per l'ennesima volta la legge elettorale in vigore perché incostituzionale, appurato anche che il Senato attuale restava vivente dopo il "no" popolare alla riforma costituzionale di Matteo Renzi, spettava al Parlamento dare le regole per il voto per le Politiche di primavera.
Si è a lungo cincischiato, malgrado apparisse periodicamente lo spauracchio delle elezioni anticipate, e benché - come noto - non si sarebbe potuto votare, pena il caos, con il sistema derivante dai "ritagli" sulla normativa vigente operati dalla Corte Costituzionale.
Poi, nelle scorse ore, si è partiti alla carica come i bersaglieri, con il "Rosatellum bis" o "2.0", con l'uso ridicolo di un latinismo senza un perché.

Quando Mentana "smonta" la Specialità

Non sarà né il primo né l'ultimo a pensarlo, ma certo non sono molti a dirlo, specie quando sono ospiti a casa di chi criticano. Ecco una prima frase molto forte: «Parlarne a Trento mi sembra quasi di dire le parolacce in chiesa, ma io la penso così: l'autonomia è un privilegio e non ha più senso di esistere».
Enrico Mentana - celebre giornalista televisivo ed oggi direttore del telegiornale di "La 7" - lo ha detto, con il suo modo diretto e un pochino svagato, in piazza Cesare Battisti alcuni giorni fa davanti a un pubblico delle grandi occasioni durante un intervento al "Festival delle Resistenze contemporanee".
Un elefante nella cristalleria in apparenza, perché in realtà ha avuto applausi e non contestazioni, specie da parte dei giovani presenti in massa.

I pensieri sulla politica del Vescovo di Aosta

Ho letto con grande attenzione, come penso sia doveroso fare, la lettera del Vescovo della Diocesi valdostana, Franco Lovignana, all'inizio dellìAnno pastorale 2017-2018.
Mai mi permetterei di commentare quelle parti che Monsignor Lovignana dedica alle questioni più propriamente religiose del suo mandato. Lo conosco da tanti anni e so non solo della profondità del suo pensiero, del dinamismo messo nella sua missione, ma anche quel suo radicamento nella realtà locale, che non è affatto provincialismo, ma è la consapevolezza che ogni comunità dev'essere conosciuta e interpretata.
E chi ha il privilegio di averla vissuta fin dalla nascita credo che possa farlo con un vantaggio, fatto di conoscenze e sensibilità. C'è, nel suo intervento, una parte più politica di altre, nel senso nobile di politica, termine che deriva da quel "politico", che viene dal latino "politĭcus", a sua volta ricavato dal greco "politikós, che riguarda i cittadini" e l'amministrazione della "pólis", che viene appunto da "polítēs, cittadino".

Fiducia e Politica

La ripresa post estiva sconta ancora una certa lentezza nella ripartenza, anche se talvolta cova il fuoco sotto la cenere. Ma c'è da prevedere che l'autunno porterà, come sempre, elementi che renderanno assai dinamica la situazione in Valle e, in più, l'approssimarsi dei due appuntamenti elettorali - politiche e regionali - renderanno il clima ancora più particolare, temo al calor bianco su qualche punto.
So che è sempre difficile scrivere di politica, perché per farlo con serenità ci vorrebbero due condizioni.
La prima è che ci sia chiarezza nel mondo della politica, in ossequio ai grandi discorsi sulla trasparenza e la partecipazione, mentre anche nella piccola Valle d'Aosta c'è troppa nebbia che avvolge lo scenario è questo crea preoccupazione perché un conto è una necessaria riservatezza in passaggi decisivi, un conto è profittarne per rendere oscuri i disegni.

Stagioni della vita e filo di ragno

Ogni tanto, a chiusura della stagione estiva, quando le giornate si riaccorciano visibilmente, mi domando se questa dovrebbe essere la stagione di sempre, perché questa pienezza della natura, dal sole sulla pelle in poi, è davvero stare da papi.
Poi, quando mi è capitato di viaggiare in Paesi tropicali, che pure hanno le loro magagne per via di intemperie che sono tempeste, mi sono risposto da solo, pensando a come sarebbe artificiale avere sempre caldo per chi è cresciuto nel clima continentale. Dovendo sempre spiegare a chi non conosca come sia che nella nordica Valle d'Aosta si registrano record di freddo d'inverno e record di caldo in estate e dunque siamo davvero abituati a vivere gli estremi per confluire poi, come se fosse la politica, al centro...

I droni buoni e quelli cattivi

E' naturale che, nel corso della propria vita, appaiano ma anche scompaiano oggetti, perché frutto di nuove scoperte oppure, al contrario, destinati al dimenticatoio, perché improvvisamente obsoleti.
Oggi - esempio di qualcosa che si afferma lentamente per poi apparire come elemento accertato - ci sono i droni, che fanno ormai parte del nostro quotidiano. Ciò avviene nell'uso professionale ma anche nell'impiego per lo svago. Alzi la mano chi non ha un amico, che ormai sfida le rigide regole di volo, che è diventato un maniaco nell'uso di questo oggetto volante.
Ma cominciamo dal nome "drone". Federico Petroni, giovane giornalista in un suo e-book che ha scritto insieme al collettivo "iMerica", "La guerra dei droni", racconta la storia, partendo dal nome: «Sulla questione c'è ancora un velo di mistero. In inglese antico, il termine significava "rimbombo", mentre in quello moderno sta per "fuco", il maschio dell'ape. Ecco, la metafora che riconduce il drone all'insetto è molto in voga».

Messner, l'orso e il lupo

Prima che la famosa orsa del Trentino venisse uccisa dalla Forestale provinciale della Provincia di Trento, Enrico Martinet per "La Stampa" aveva raccolto il pensiero del montanaro-alpinista Reinhold Messner, che si è poi complimentato con la scelta di abbattere un animale pericoloso, così dicendo a "L'Adige": "«Faccio i miei complimenti al presidente Rossi». Reinhold Messner, alpinista e uomo di montagna, non ha dubbi: bene ha fatto il governatore della Provincia, Ugo Rossi, a firmare l'ordinanza che ha portato all'abbattimento dell'orsa KJ2. Tanto che, di fronte al polverone sollevato dagli animalisti e alle polemiche che hanno investito la Provincia per la decisione di uccidere l'orsa, Messner taglia corto: «Questa storia degli orsi inizia ad essere noiosa - dice lo scalatore - Finalmente hanno preso una decisione chiara e mi congratulo con il presidente. Quello che mi fa pena - aggiunge - è il fatto che i fondamentalisti non siano disposti ad accettare che bisogna trovare una soluzione. Un orso pericoloso è un orso pericoloso e siccome l'habitat è piccolo, non c'è posto per tutti questi orsi, quelli pericolosi bisogna abbatterli»".

Il gorgo delle Mafie

Qualche anno fa ero stato nel Gargano, dove mi avevano raccontato fatti e misfatti della criminalità locale, originale espressione di quella logica di clan del malaffare, che si disputano - con faide e lotte intestine - il controllo del territorio in una delle perle del turismo pugliese.
Una recente strage conferma quanto già era ben noto, per cui la reazione muscolare dello Stato potrà servire a tranquillizzare l'opinione pubblica, ma non nasconde la realtà di Mafie che, comunque si definiscano (Mafia, 'Ndrangheta, camorra, criminalità foggiana) restano della stessa pasta e dimostrano come, in Italia - come se fossimo in America Centrale o in quella del Sud - vaste porzioni del territorio sono occupate manu militari da organizzazioni di delinquenti che si sostituiscono alle autorità pubbliche e seminano pure adepti nelle Amministrazioni locali, per cui sfugge chi siano controllori e controllati, in un pastone che fa paura.

La forza della Bellezza

E' con il suo spirito acuto, giocando con i sinonimi, che Umberto Eco così osservava: «E' ritenuto bello ciò che è carino, piacevole, attraente, gradevole, avvenente, delizioso, armonico, meraviglioso, delicato, grazioso, leggiadro, incantevole, magnifico, stupendo, affascinante, eccelso, eccezionale, favoloso, fiabesco, fantastico, magico, mirabile, pregevole, spettacolare, splendido, sublime, superbo».
Questa storia della bellezza non è cosa di poco conto, se applicata al posto dove abitiamo. Mi è capitato negli anni di visitare luoghi meravigliosi in giro per il mondo e di trovarli tempo dopo irrimediabilmente rovinati perché imbruttiti in vario modo.
Oppure ho visitato zone dove si affiancavano zone dove la bellezza dominava a fianco a località deturpate senza pietà con un contrasto eclatante.

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