Altro Calepin breve e triste

Mi viene da piangere a pensare allo stato d'animo dei miei amici catalani.
Se la scelta democratica e non violenta sortisce condanne alla galera, allora c'è da chiedersi che cosa debba fare un popolo per affermare il proprio desiderio di libertà.
Rabbrividisco pensando alla Spagna ed all'Europa sua complice.

Il "Calepin" più breve di sempre

Inviato da luciano 8 October, 2019 - 21:28.
So che la maggioranza è contenta del taglio dei parlamentari.
Il tempo dimostrerà che la Costituzione non si cambia "a spizzichi e bocconi" e che chi oggi festeggia in piazza odia la democrazia.
L'anti-parlamentarismo cavalcato dalla Camera dei deputati è un paradosso a furor di popolo.

Il coraggio della Consulta sul "suicidio assistito"

In premessa ricordo il caso di cronaca: Marco Cappato, politico radicale, accompagnò DJ Fabo, in fase terminale di una malattia degenerativa, in una clinica in Svizzera, dov'è consentito, come in altri Paesi del Vecchio Continente, il "suicidio assistito".
Una scelta finale, drammatica ma consapevole, per un malato sofferente senza più speranza. Ripeto: "consapevole" ed è certo meglio che buttarsi da una finestra o aprire il gas per farsi fuori.
Ricordo che i pubblici ministeri (che già avevano chiesto l'archiviazione della posizione) conclusero la requisitoria chiedendo l'assoluzione o, in subordine, l'incidente di costituzionalità. Questa fu appunto la strada scelta dal Tribunale di Milano che, con sentenza, aveva rimesso gli atti alla Consulta affinché valutasse - la compatibilità con i principi costituzionali della norma incriminatrice in questione, che punisce l'istigazione o l'aiuto al suicidio.

Avere un'identità europea non è xenofobia

La polemica è di qualche giorno fa e penso si possa dire che viene spenta da un intervento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su diversi giornali europei, "La Repubblica" per l'Italia.
La denominazione del nuovo commissario nella Commissione europea, che si occuperebbe dello "stile di vita europeo", ha suscitato polemiche, perché strizzerebbe l'occhio ai nazionalisti xenofobi. La verità è che si tratta di una discussione insensata: l'estrema destra non c'entra. Ma soprattutto, questo "stile di vita europeo" non esiste così come è stato strumentalizzato nel suo significato reale, come vedremo.
Così raccontava "Linkiesta" qualche giorno fa: "Il greco Margaritis Schinas, del partito di centrodestra Nuova Democrazia, ha preso il posto di Dīmītrīs Avramopoulos nella DG (Direzione generale) sulle migrazioni, con una novità: la denominazione è cambiata, e ora prende il nome di "Commissario per la Protezione dello stile di vita europeo". Apriti cielo, la polemica è subito scattata. La motivazione è che, accostando la competenza sull'immigrazione al termine "protezione" si strizzerebbe l'occhio all'estrema destra, rinsaldando la retorica xenofoba che vede nell'immigrazione una minaccia capace di minare le fondamenta della società europea".

Tengo per Lard e reines

Giorni fa ho avuto modo di leggere e di stupirmi di una lettera contro la "Festa del Lard d'Arnad" e contro le "Batailles de Reines" di un'animalista militante che - guardando sul Web - è avvezza ad attaccare manifestazioni come le due appena citate.
Non cito nome, cognome e associazione perché sarebbe pubblicità gratuita.
Per altro in genere ammiro chi sposa qualunque causa, ma sarebbe bene che chi lo fa conoscesse bene gli argomenti e francamente sono stufo dei "pasdaran dell'antispecismo" di cui mi sono già occupato.
E' legittimo allevare animali che non sarebbero neppure viventi se non facessero parte della catena alimentare, come i maiali, se non con il mantenimento di qualche raro esemplare da compagnia? Se vincessero i vegani non ci sarebbe più neanche una mucca negli alpeggi e nelle stalle valdostane, perché nessuno mangerebbe formaggi e carne e nessuno terrebbe mandrie come abbellimento della Natura.
Chiara la follia estremistica?

Parigi, un esempio di un Museo per ricordare

Nessuno nasce e si sviluppa nella sua personalità se non è accompagnato dalle necessarie conoscenze, che sia il cerchio familiare, il frutto delle amicizie e naturalmente il percorso di istruzione. Diciamo che forse una differenza importante sta nel fatto che il Web, pieno di altri inconvenienti, offre - per chi sappia fare la necessaria cernita delle informazioni - una massa clamorosa di preziose notizie che possono consentire un processo di auto-formazione.
Tuttavia, per fortuna della nostra umanità, ci sono anche luoghi - resi più allettanti da tecnologie moderne - che sono e restano i musei nelle diverse declinazioni possibili.
Ci riflettevo, pensando che proprio ieri a Parigi è stato inaugurato un museo che offre elementi significativi di conoscenza.
Traggo dal sito della Città di Parigi: "Le nouveau "Musée de la Libération de Paris - musée du Général-Leclerc – musée Jean-Moulin" sera inauguré officiellement le 25 août 2019 place Denfert-Rochereau (14e), à l'occasion des 75 ans de la Libération de Paris. C'est sur cette place que la 2e division blindée du général Leclerc arrivait depuis la porte d'Orléans, en direction de son poste de commandement, gare Montparnasse".

Ancora troppi suicidi in Valle d'Aosta

E' come se ogni tanto esplodesse una bomba in una famiglia della nostra Valle e capita da tanto tempo, creando situazioni di dolore terribili con ferite che restano aperte, spesso nella drammatica ricerca dei "perché", ed un lutto che in molti stentano ad elaborare.
Mi riferisco al fenomeno dei suicidi, vecchia storia che si è evoluta probabilmente nel tempo nelle sue ragioni scatenanti, ma resta un fenomeno drammatico non solo per chi decide di togliersi la vita, ma per parenti, amici, conoscenti in una Valle d'Aosta dove i rapporti sociali continuano ad essere stretti e dunque eventi così drammatici hanno una ridondanza notevole. Spesso, tra l'altro, questa ridondanza ha creato effetti imitativi concatenati nella scelta di darsi la morte.
Tante volte negli anni mi è capitato di essere addolorato per un amico che ha scelto di smettere di vivere o ad aver raccolto analoghi racconti di eventi dolorosi.
I dati purtroppo restano chiari e indicano un triste record per i suicidi in Valle, fatto salva la piccolezza del campione che può mutare per pochi numeri.
In Italia è come se ogni dodici mesi un piccolo paese svanisse nel nulla. Infatti ogni anno quattromila persone decidono di togliersi la vita ma la metà - così sostengono gli esperti - poteva essere aiutata a cambiare idea se ci fosse stato un grido d'allarme dato e ascoltato.

L'incredibile coppia Renzi-Grillo

Matteo Renzi avrebbe dovuto lasciare la politica dopo la batosta del referendum costituzionale, che fu un referendum contro di lui ed il suo confuso disegno di potere. E invece è rimasto sulla scena, piazzando nella nuova Legislatura una buona pattuglia di parlamentari per aspettare un'occasione per riciclarsi, non rassegnandosi agli eventi.
Ora trama per un Governo anti-Salvini per tornare in pista addirittura con un proprio partito, alleandosi con Grillo e company, quelli che di lui hanno detto il peggio del peggio.
Ma Renzi, pur di tornare sulla scena, è pronto a tutto con una logica da lettino di psicanalista.
Sullo scenario è chiaro, su "La Stampa", Marcello Sorgi: «Per prima cosa, è giusto chiamare le cose con il proprio nome: un ribaltone è un ribaltone, non c'è niente di illegale o incostituzionale nel farlo, basta solo non dipingerlo per quel che non è: un governo di salute pubblica, d'emergenza, di salvaguardia dell'euro e così via, siamo solo ai primi giorni del tentativo di evitare le elezioni, chieste da Salvini dopo aver annunciato la fine del governo Conte, e già le fantasie più sbrigliate si esercitano».

Primo Levi, nato 100 anni fa

Il 31 luglio del 1919 nasceva a Torino Primo Levi ed è giusto, ad un secolo di distanza, ricordare questo uomo, che ci ha lasciato un patrimonio ricco di pensieri sulla libertà, avendo subito il suo esatto contrario.
Ricordate - e l'evoco subito - questa sua profezia? «Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine».
Questo ammonimento vale molto se si pensa a questi tempi strani in cui la libertà e i valori sembrano subissati da nuove forme di comunicazione che obnubilano le menti, specie quelle più deboli di fronte alla marea di disinformazione che viene sparsa senza risparmio di energie e di denari.
Leggevo giorni fa su "La Repubblica" in una serie di articoli sull'anniversario di Levi scritti da Marco Belpoliti come una delle parole chiave della sua vita fosse "alpinismo" e trovo che sia stata una scelta interessante.

Quel volo sulla Luna

Mi ha sinceramente impressionato come - a parte quegli imbecilli di complottisti che non credono che l'impresa sia avvenuta - si sia celebrata in modo corale ed universale lana spedizione del luglio del 1969, quando gli americani arrivarono sulla Luna.
Pagine e pagine dei giornali e reportage televisivi e radiofonici di vario genere, oltreché le manifestazioni le più varie, hanno illustrato questa impresa, rimasta impressa nella memoria di chi la seguì all'epoca, ma anche chi è nato successivamente è sembrato ammaliato da questa storia di un progetto vincente.
Ho visto, avendolo perso a suo tempo, il film "First Man - Il primo uomo", del regista Damien Chazelle con Ryan Gosling nella parte di Neil Amstrong e di Claire Foy in quello della moglie del primo astronauta che scese sul suolo lunare.

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