Dalla nefomanzia alla pareidolia

Il mio, da bambino, era un gioco solitario e ricordo certi tramonti colorati visti da Pila, nella baita estiva di zia Eugenia, che ispiravano la mia fantasia.
Ora - con la stessa curiosità tinta di ingenuità - mi capita di farlo con qualcuno, ad esempio i miei figli: indico la nuvola e mi confronto su che cosa lui veda. E' un gioco innocuo, che applicato alle nuvole fa sorridere, per quanto di effimero e cangiante, che dà il senso di come si possano piegare anche queste bizzarre e aeree costruzioni all'immagine umana che forgia questo nostro mondo.
In realtà, in passato, c'è chi ci campava nell'intepretazione delle nuvole. Mi riferisco alla "nefomanzia" o "nefelomanzia" o "arcomanzia", che è - sotto diversi definizioni - una medesima pratica con cui si vorrebbe prevedere il futuro analizzando la forma delle nuvole, basandosi sulla somiglianza più o meno spinta con oggetti, animali o persone.

Si decida sulla "Torino - Lione"

L'autocitazione talvolta ci può stare, specie su un tema serio come quello dei Trasporti attraverso le Alpi. Scrivevo, a proposito, quattro anni fa, su questo stesso mio blog, e la sua attualità risulta sconcertante: «L'Italia è il Paese del "Gioco delle tre tavolette". Ad un certo punto certi cambiamenti di direzione sono così rapidi da non permetterti di capire più nulla.
Pensiamo al destino incrociato fra la Valle d'Aosta e la Val di Susa, in tema di trasporti, a causa dell'ovvia collocazione geografica, oggi come nel passato remoto. La modernità, dopo i Colli alpini, sono stati i trafori. Si comincia nell'Ottocento con la ferrovia: tra il 1857 e il 1871, quindi si comincia sabaudi e si finisce italiani, viene costruita la galleria ferroviaria del Fréjus e questa scelta spiazza per sempre la speranza dei valdostani di avere un collegamento ferroviario internazionale verso la Francia sotto il Piccolo San Bernardo o sotto il Monte Bianco»
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Mariano Allocco e il bene comune

Cito qui, di tanto in tanto, il mio amico occitano, Mariano Allocco, intellettuale umanista e amministratore alpino con cui condivido molte idee e tanti pensieri. Lui vive nella Val Maira in Provincia di Cuneo, di cui segue l'attualità con sguardo profondo che solo la Storia consente a pieno.
Così è anche per le vicende valdostane, che hanno analoghe radici millenarie, di cui noi, con le nostre vite, dobbiamo essere degni. Ma, per affrontare la realtà odierna, bisogna operare confronti e abbeverarci di ragionamenti altrui per imparare e per avere punti di vista originali.
Come mi piacerebbe avere una agorà periodica con tanti amici di diverse zone delle Alpi per addivenire ad una pacifica Rivoluzione alpina. Ce ne sarebbero ragioni e forze, ma rischiamo di non arrivarci mai perché o sparpagliati o troppo chiusi nei nostri ragionamenti.
Ecco Mariano!

Impasse europea sui migranti

Il tema dei migranti scotta. La "prova del 9" è semplicissima: aprite (e direi chiudete in fretta) il capitolo ad una cena con amici e conoscenti e ne sentirete delle belle. Sono stato sere fa ad una conferenza di un prelato che conosco da tempo: ho sentito dire sul tema delle cose che mi hanno scosso, dette da chi dovrebbe predicare sempre la comprensione evangelica e l'apertura.
Ed invece questa questione solleva polemiche e si ragione più di pancia che di testa e le elezioni dimostrano apprensione e paura popolari anche laddove, come in Valle d'Aosta con tutta evidenza, i numeri sono piccoli e l'impatto marginale.
La propaganda politica gonfia però le vele e ciò avviene per la semplice ragione che il fenomeno migratorio sembra inarrestabile e agita paure ataviche e sembra in mano a dilettanti allo sbaraglio ormai da anni che stentano a gestire non dico i flussi ma neppure l'accoglienza priva di reali soluzioni per il futuro.

Aspettando l'estate

Siete pronti? E' sulla dirittura d'arrivo l'estate 2018 e mancano poche ore al solstizio.
Ricordo che la parola "solstizio" deriva da "-sol", ossia "sole" e "-sistere" ossia "fermarsi", in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l'eclittica.
Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per quindici ore e quattordici minuti. Poi dal 22 giugno un lento, ma inesorabile accorciamento fino a raggiungere il minimo nel giorno del solstizio d'inverno, ovvero il 21 dicembre. Ma, intanto, ci godremo l'estate e l'autunno!
E per me l'estate è soprattutto la luce fino alla sera e per questo mi batterò dappertutto contro la nascente paranoia che serpeggia sulla possibile abolizione dell'ora legale che consente questo "slittamento" combattendo la notte.

Il "Re Travicello" ed il serpente

Giuseppe Conte, nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, è un personaggio fiabesco. Sembra - l'ho scritto in un tweet prima di editorialisti ben più titolati - un "Re Travicello".
L'espressione deriva da una favola di Esopo, ripresa Fedro e poi da La Fontaine e si usa per riferirsi, spesso con una connotazione dispregiativa, a una persona che ricopre una carica o un ruolo importante ma che non ha l'autorità o le capacità per esercitare effettivamente il potere.
Essere un "Re Travicello" significa dunque avere un potere solo nominale e sulla carta, senza gestirlo realmente. Nel caso in esame Conte si è trovato catapultato a svolgere un ruolo importante senza avere alcuna esperienza politica e senza meriti particolari: un miracolato.

Fra impegno e disimpegno

E' un periodo nel quale oscillo fra due tentazioni molto contrastanti. La prima è quella che certe vicende valdostane, italiane e europee mi confermano che chi non si occupi di politica, per l'interesse necessario verso la cosa pubblica, perde un'occasione importante. L'altra, esattamente opposta, è quella di accomodarmi sul divano dei delusi e guardare in televisione solo programmi d'intrattenimento, al limite della stupidità, per distrarmi.
Per ora - ma non ci giuro sopra - opto per la prima soluzione con spirito libero e con la logica - mia moglie mi chiede sempre dove riesca a trovarne la voglia - di guardare avanti con occhi ben aperti. ed anche in questo caso il bivio indica due strade divergenti.
Da una parte esiste la questione - preso atto dell’esito del voto molto proporzionalistico per l'idea balzana del legislatore di fissare la quota maggioritaria al tetto elevato del 42 per cento - di capire come gestire il periodo che intercorre da qui al 26 giugno, data fissata per la prima riunione del Consiglio Valle.

Il potere salvifico del Popolo...

L'utilizzo delle piazze pro o contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è piuttosto grottesco in una Democrazia, ma chi gioca con le Istituzioni lo fa volentieri e rischia di cascare nella medesima trappola chi, invece, intende difendere la democrazia rappresentativa. Uno scontro fra opposti che farà scintille con il solito rischio che al posto di assumere il valore di un confronto civile si scada, come sta già avvenendo, con insulti sui "social" al Capo dello Stato, che dovrebbe essere occasione per condannare in Tribunale gli insultatori professionisti per vilipendio, perché certe storie nulla hanno a che fare con la libertà d'informazione.
Difficile - lo capisco - mantenere i nervi saldi a fronte di certi eccessi, ma non si risponde ai vomitatori professionisti se non con la forza della Legge e non scendendo a certi livelli così bassi.

Cassese da leggere e da meditare

Grande Sabino Cassese sul "Corriere della Sera" nel raccontare l'evoluzione della politica italiana e il rischio di derive che fanno venire i brividi in questo quadro indeterminato.
Così esordisce: «E' nata la Terza Repubblica? Si completa il secondo importante rivolgimento tra le forze politiche italiane. Un quarto di secolo fa, erano usciti di scena Dc, Psi e Pci, oltre ai partiti minori, protagonisti di mezzo secolo di storia politica. Ora sono fuori dal governo (in via di costituzione) Forza Italia e il Partito democratico, che avevano dominato la scena dal 1994 (anche se prima con nomi diversi). La Costituzione, tuttavia, nonostante due tentativi di modifica, è rimasta la stessa, mentre la periodizzazione francese, a cui ci si ispira correntemente, indica, invece, altrettante modificazioni costituzionali».
Giusto! in Francia siamo alla Quinta Repubblica non per definizione giornalistica, ma per via delle riforme costituzionali.

I teorici del "Gomplotto"

Quando si prende in giro qualcuno che costruisce castelli in aria su vicende banali o, viceversa, banalizza castelli ben solidi in italiano oggi si usa la parolina "Gomblotto" al posto di "Complotto". Si tratta di un fenomeno di storpiatura o meglio di malapropismo, cioè l'uso di un suono simile (la "G" al posto della "C") per creare un effetto comico.
Quindi, pur essendo il tema serissimo al limite dello svenimento, esiste - con l'affollarsi delle inchieste giudiziarie - un "Gomblotto valdostano" per colpire il Potere costituito?
Così qualcuno dice e adombra, segnalando la circostanza di come - a poche ore dalle elezioni - spuntino vicende molto pesanti su alcuni amministratori pubblici, come se si trattasse di missili "terra - aria" scagliati contro Qualcuno.
Ora si potrebbe a lungo disquisire sulla Giustizia in Valle d'Aosta e su certi "stop and go" di questi anni, specie sugli "stop", visto che molte vicende che ora arrivano a cottura risalgono a molto tempo fa e non si era più saputo nulla.

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