Avere un'identità europea non è xenofobia

La polemica è di qualche giorno fa e penso si possa dire che viene spenta da un intervento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su diversi giornali europei, "La Repubblica" per l'Italia.
La denominazione del nuovo commissario nella Commissione europea, che si occuperebbe dello "stile di vita europeo", ha suscitato polemiche, perché strizzerebbe l'occhio ai nazionalisti xenofobi. La verità è che si tratta di una discussione insensata: l'estrema destra non c'entra. Ma soprattutto, questo "stile di vita europeo" non esiste così come è stato strumentalizzato nel suo significato reale, come vedremo.
Così raccontava "Linkiesta" qualche giorno fa: "Il greco Margaritis Schinas, del partito di centrodestra Nuova Democrazia, ha preso il posto di Dīmītrīs Avramopoulos nella DG (Direzione generale) sulle migrazioni, con una novità: la denominazione è cambiata, e ora prende il nome di "Commissario per la Protezione dello stile di vita europeo". Apriti cielo, la polemica è subito scattata. La motivazione è che, accostando la competenza sull'immigrazione al termine "protezione" si strizzerebbe l'occhio all'estrema destra, rinsaldando la retorica xenofoba che vede nell'immigrazione una minaccia capace di minare le fondamenta della società europea".

Tengo per Lard e reines

Giorni fa ho avuto modo di leggere e di stupirmi di una lettera contro la "Festa del Lard d'Arnad" e contro le "Batailles de Reines" di un'animalista militante che - guardando sul Web - è avvezza ad attaccare manifestazioni come le due appena citate.
Non cito nome, cognome e associazione perché sarebbe pubblicità gratuita.
Per altro in genere ammiro chi sposa qualunque causa, ma sarebbe bene che chi lo fa conoscesse bene gli argomenti e francamente sono stufo dei "pasdaran dell'antispecismo" di cui mi sono già occupato.
E' legittimo allevare animali che non sarebbero neppure viventi se non facessero parte della catena alimentare, come i maiali, se non con il mantenimento di qualche raro esemplare da compagnia? Se vincessero i vegani non ci sarebbe più neanche una mucca negli alpeggi e nelle stalle valdostane, perché nessuno mangerebbe formaggi e carne e nessuno terrebbe mandrie come abbellimento della Natura.
Chiara la follia estremistica?

Parigi, un esempio di un Museo per ricordare

Nessuno nasce e si sviluppa nella sua personalità se non è accompagnato dalle necessarie conoscenze, che sia il cerchio familiare, il frutto delle amicizie e naturalmente il percorso di istruzione. Diciamo che forse una differenza importante sta nel fatto che il Web, pieno di altri inconvenienti, offre - per chi sappia fare la necessaria cernita delle informazioni - una massa clamorosa di preziose notizie che possono consentire un processo di auto-formazione.
Tuttavia, per fortuna della nostra umanità, ci sono anche luoghi - resi più allettanti da tecnologie moderne - che sono e restano i musei nelle diverse declinazioni possibili.
Ci riflettevo, pensando che proprio ieri a Parigi è stato inaugurato un museo che offre elementi significativi di conoscenza.
Traggo dal sito della Città di Parigi: "Le nouveau "Musée de la Libération de Paris - musée du Général-Leclerc – musée Jean-Moulin" sera inauguré officiellement le 25 août 2019 place Denfert-Rochereau (14e), à l'occasion des 75 ans de la Libération de Paris. C'est sur cette place que la 2e division blindée du général Leclerc arrivait depuis la porte d'Orléans, en direction de son poste de commandement, gare Montparnasse".

Ancora troppi suicidi in Valle d'Aosta

E' come se ogni tanto esplodesse una bomba in una famiglia della nostra Valle e capita da tanto tempo, creando situazioni di dolore terribili con ferite che restano aperte, spesso nella drammatica ricerca dei "perché", ed un lutto che in molti stentano ad elaborare.
Mi riferisco al fenomeno dei suicidi, vecchia storia che si è evoluta probabilmente nel tempo nelle sue ragioni scatenanti, ma resta un fenomeno drammatico non solo per chi decide di togliersi la vita, ma per parenti, amici, conoscenti in una Valle d'Aosta dove i rapporti sociali continuano ad essere stretti e dunque eventi così drammatici hanno una ridondanza notevole. Spesso, tra l'altro, questa ridondanza ha creato effetti imitativi concatenati nella scelta di darsi la morte.
Tante volte negli anni mi è capitato di essere addolorato per un amico che ha scelto di smettere di vivere o ad aver raccolto analoghi racconti di eventi dolorosi.
I dati purtroppo restano chiari e indicano un triste record per i suicidi in Valle, fatto salva la piccolezza del campione che può mutare per pochi numeri.
In Italia è come se ogni dodici mesi un piccolo paese svanisse nel nulla. Infatti ogni anno quattromila persone decidono di togliersi la vita ma la metà - così sostengono gli esperti - poteva essere aiutata a cambiare idea se ci fosse stato un grido d'allarme dato e ascoltato.

L'incredibile coppia Renzi-Grillo

Matteo Renzi avrebbe dovuto lasciare la politica dopo la batosta del referendum costituzionale, che fu un referendum contro di lui ed il suo confuso disegno di potere. E invece è rimasto sulla scena, piazzando nella nuova Legislatura una buona pattuglia di parlamentari per aspettare un'occasione per riciclarsi, non rassegnandosi agli eventi.
Ora trama per un Governo anti-Salvini per tornare in pista addirittura con un proprio partito, alleandosi con Grillo e company, quelli che di lui hanno detto il peggio del peggio.
Ma Renzi, pur di tornare sulla scena, è pronto a tutto con una logica da lettino di psicanalista.
Sullo scenario è chiaro, su "La Stampa", Marcello Sorgi: «Per prima cosa, è giusto chiamare le cose con il proprio nome: un ribaltone è un ribaltone, non c'è niente di illegale o incostituzionale nel farlo, basta solo non dipingerlo per quel che non è: un governo di salute pubblica, d'emergenza, di salvaguardia dell'euro e così via, siamo solo ai primi giorni del tentativo di evitare le elezioni, chieste da Salvini dopo aver annunciato la fine del governo Conte, e già le fantasie più sbrigliate si esercitano».

Primo Levi, nato 100 anni fa

Il 31 luglio del 1919 nasceva a Torino Primo Levi ed è giusto, ad un secolo di distanza, ricordare questo uomo, che ci ha lasciato un patrimonio ricco di pensieri sulla libertà, avendo subito il suo esatto contrario.
Ricordate - e l'evoco subito - questa sua profezia? «Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine».
Questo ammonimento vale molto se si pensa a questi tempi strani in cui la libertà e i valori sembrano subissati da nuove forme di comunicazione che obnubilano le menti, specie quelle più deboli di fronte alla marea di disinformazione che viene sparsa senza risparmio di energie e di denari.
Leggevo giorni fa su "La Repubblica" in una serie di articoli sull'anniversario di Levi scritti da Marco Belpoliti come una delle parole chiave della sua vita fosse "alpinismo" e trovo che sia stata una scelta interessante.

Quel volo sulla Luna

Mi ha sinceramente impressionato come - a parte quegli imbecilli di complottisti che non credono che l'impresa sia avvenuta - si sia celebrata in modo corale ed universale lana spedizione del luglio del 1969, quando gli americani arrivarono sulla Luna.
Pagine e pagine dei giornali e reportage televisivi e radiofonici di vario genere, oltreché le manifestazioni le più varie, hanno illustrato questa impresa, rimasta impressa nella memoria di chi la seguì all'epoca, ma anche chi è nato successivamente è sembrato ammaliato da questa storia di un progetto vincente.
Ho visto, avendolo perso a suo tempo, il film "First Man - Il primo uomo", del regista Damien Chazelle con Ryan Gosling nella parte di Neil Amstrong e di Claire Foy in quello della moglie del primo astronauta che scese sul suolo lunare.

Non dimenticarsi dell'Europa

Partirò da vicino, che è apparentemente distante da dove voglio davvero arrivare, tuttavia resta sempre chiarissimo di come chi pensi di avere una Valle d'Aosta come un orticello chiuso senza il peso dell'esterno è obbligato dalla realtà a ricredersi.
L'Autonomia, dal 1945 ad oggi, si è trovata ad affrontare un turbinio di cambiamenti interni ed esterni e sempre più certe decisione esterne, che siano italiane, europee o persino mondiali, si riflettono sul nostro ordinamento politico.
Chi si illude diversamente vive nel passato e quando si parla di una «nuova Autonomia» ciò significa anzitutto avere questa consapevolezza, quella di avere energie e conoscenze tali che consentano di decidere sapendo quanto influisce dall'esterno su queste nostre scelte.

Magris contro i muri

Ho letto con curiosità le dichiarazioni del presidente leghista del Friuli-Venezia Giulia, quando aveva sostenuto «Un muro», lungo 243 chilometri, «o altro» lungo il confine est dell'Italia.
«E' un'ipotesi che si sta valutando col Viminale» aveva aggiunto in un'intervista con il "Fatto Quotidiano" «perché noi dobbiamo dare sicurezza ai nostri cittadini. Tranquillità nelle case, decoro nelle pubbliche vie. Ladri, delinquenti di piccolo o grande calibro non ne vogliamo».
«Se l'Europa non tutela i suoi confini noi saremo costretti a fermare l'ondata migratoria che avanza attraverso altri Paesi dell'Ue con tutti i mezzi - ha detto ancora Massimiliano Fedriga - non possiamo mettere poliziotti a ogni metro, anche se le misure di vigilanza, grazie al nuovo piano del Viminale, stanno dando i loro frutti».

Mattarella al CSM senza sconti

Chi ha avuto la fortuna - ed io fra questi - di frequentare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, negli anni di lavoro comune alla Camera dei deputati, sa che il Capo dello Stato è un siciliano dall'ira fredda. Non c'è mai scompostezza in lui per indole e per educazione e questo suo tratto non vuol dire affatto lasciar correre e non esprimere i propri sentimenti, ma farlo con garbo e lucida determinazione.
Per questo - a fronte del tentativo di tirarlo dentro nelle recenti vicende fra politica e magistratura - non si è fatto "tirare per la giacchetta", ma ha voluto - nelle sedi istituzionali e non sui "social" o in chissà quali comizi - esprimere tutta la sua sferzante preoccupazione e richiamare all'ordine nelle vesti che gli sono proprie di custode di valori costituzionali inderogabili.
Ecco perché ritengo utile pubblicare il suo discorso al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, investito dal vento impetuoso di vicende inquietanti.
Così il Presidente: «Rivolgo a tutti un saluto cordiale, particolarmente ai due nuovi consiglieri, cui auguro buon lavoro all'interno del Consiglio nell'interesse della Repubblica.
Il saluto e gli auguri sono accompagnati da grande preoccupazione. Quel che è emerso, nel corso di un'inchiesta giudiziaria, ha disvelato un quadro sconcertante e inaccettabile.
Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l'autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche per il prestigio e l'autorevolezza dell'intero Ordine Giudiziario, la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica»
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