I consigli di Steve Jobs

Steve Jobs inventore di Apple ha, con il suo lavoro e le sue “invenzioni”, rivoluzionato la nostra vita. Leggendo i libri su di lui emerge l’immagine di un antipatico di grande talento, forse addolcito quando la malattia che lo colpì gli rese evidente quanto la sua vita fosse arrivata al capolinea.
Tuttavia tutte le storie di successo passano attraverso alcune intuizioni di chi diventa capofila di rivoluzioni di qualche genere e nel solco della rivoluzione digitale e della sua discesa nella vita quotidiana di ciascuno di noi Jobs ha pochi rivali. La sua è stata una vita “fortunata”: madre svizzera, papà siriano viene adottato da una famiglia californiana e deve il successo ad una vita febbrile, spesso con andirivieni, che dimostrò soprattutto, oltre ad una certa bizzarria, un evidente fiuto imprenditoriale.
E’ uscito un libro in Francia “Trouver un job grâce aux conseils de Steve Jobs - 30 idées pour décoller», publié aux éditions Eyrolles, di Hervé Bommelaer, di cui Quentin Périnel su Le Figaro riassume le idee forti, specie a vantaggio dei giovani, ma non solo. Penso, infatti, che valgano, alla fine, per qualunque età in cui si abbia voglia di investire in novità, ma con un ammonimento che scrisse Jobs: “«Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero».

Le Stagioni di un tempo

In fondo il ciclo della Natura, che noi esseri umani con buona pace degli specisti abbiamo diviso in Stagioni, va preso per quello che è: una ripartizione del tempo, che non sempre sta nelle categorie che assegniamo loro.
Per cui, forse dai tempi delle caverne, ci lamentiamo del clima cangiante che agisce sulle nostre vite e sulle nostre abitudini.
Anche se so che non tutti ci credono, questa volta - ad agire in maggior profondità dei sempre esistiti cambiamenti, che nel caso valdostano hanno inciso in profondità sull'esistenza stessa del nostro territorio - ci sono mutazioni che non sono solo frutto di meccanismi legati al nostro pianeta e che hanno percorso milioni di anni, ma è l'umanità con i suoi comportamenti ad avere agito assecondando il riscaldamento globale nel breve volgere di pochi anni.
Una brutta bestia che agisce con velocità impressionante e conseguenze disastrose, come nel caso valdostano la pericolosa e non distantissima sparizione dei ghiacciai.

Finanziaria 2019: un calcio al buonsenso

Bisognerà leggere con calma la manovra finanziaria per il 2019 e toccherà farlo soprattutto quando ci saranno i testi veri e propri e non le anticipazioni delle linee guide del "Dpef" date alla stampa.
Sarà utile per capire - ma avremo modo di parlarne - come si sia risolto, se lo sarà, il contenzioso della Valle d'Aosta con Roma sul riparto fiscale.
Intanto la manovra, lo sapete già, "sfora" grandemente e per la prima volta senza che sia stato preventivamente concordato con Bruxelles, i limiti di spesa e di indebitamento fissati dall'Unione europea. Scelta siffatta è per me un errore che pagheremo con un isolamento politico italiano e con un disastro finanziario senza eguali.
Ma chi governa pare più interessato di compiacere chi gode del sovranismo e populismo all'italiana come se ferite sanguinanti fossero da medaglia e non da rischio di morte.

Il penoso assalto alle macellerie

I macellai in Francia incominciano ad avere paura. Già alcuni loro negozi sono stati danneggiati e alcuni di loro sono stati minacciati fisicamente.
Per altro le stesse manifestazioni pacifiche di queste ore degli antispecisti hanno avuto un tono che certo preoccupa per le connessioni con chi alla fine sceglie la violenza.
Mi spiego meglio con una cronaca su "HuffingtonPost" versione francese: "Des militants antispécistes ont organisé samedi 22 septembre des happenings pacifiques devant des boucheries en France pour dénoncer le "zoocide" que représentent, selon eux, l'élevage, le commerce et la consommation de viande, alors que les dégradations de vitrines de boucheries se sont multipliées ces derniers mois.
"Boucherie Abolition", qui organisait les happenings avec d'autres mouvements tel que "269 Life France", dénonce le "système zoophage". Les antispécistes s'opposent à toute hiérarchie entre espèces, notamment entre l'être humain et les animaux"
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Ambiente: pour éviter le pire

L'attrice Juliette Binoche e l'astrofisico Aurélien Barreau hanno messo assieme in Francia due storie personali molto diverse a fin di bene e ciò attraverso un appello pubblicato su "Le Monde" e firmato da personalità molto varie, nel solco del dibattito francese sul futuro del Pianeta.
Ciò è avvenuto dopo che il carismatico e mediatico ministro dell'Ambiente francese, Nicolas Hulot, ha annunciato le dimissioni dal suo incarico, motivandole con la mancanza di progressi sul clima e sulle altre tematiche ambientali.
Mi incuriosisce molto l'astrofisico, così descritto da un giornalista francese per il suo stile non convenzionale: «Avec ses cheveux longs, ses poignets couverts de bracelets et ses santiags, Aurélien Barrau, 45 ans, a le look du scientifique iconoclaste. Professeur à l'université Grenoble-Alpes, astrophysicien au Laboratoire de physique subatomique et de cosmologie du CNRS et auteur de plusieurs ouvrages scientifiques, il est spécialisé dans l'étude des trous noirs».

Raffreddare gli animi, non incendiare le piazze

La premessa è la solita: la democrazia deve di questi tempi fare i conti con i "social", come strumento potente che crea un legame diretto fra Politica e cittadini ed è un capitolo nuovo di una storia antica nell'uso di mezzi di propaganda e di comunicazione di massa, che obbliga a ricordare come ci voglia molta misura per non attizzare gli animi e accendere scontri in un'Italia confusa e in transizione, che non può permettersi benzina sul fuoco.
E' auspicabile che nei giorni a venire si abbassino i toni derivanti dall'errore - perché di questo si tratta - di Matteo Salvini di adoperarsi in una continua campagna elettorale, specie come in questo caso rispetto alle vicende giudiziarie che lo riguardano personalmente nel suo ruolo di ministro dell'Interno e che riguardano la Lega per la conferma di un sequestro preventivo legato alle note vicende dell'uso, in passato, dei finanziamenti pubblici al partito.
Ieri, in diretta dal suo ufficio al Viminale il leader leghista, conscio di sondaggi che prevedono una Lega come primo partito in Italia, perse le primigenie caratteristiche di partito territorio della cosiddetta "Padania", ha aperto e commentato in diretta "Facebook" l'avviso di garanzia della Procura di Palermo nell'ambito delle indagini sul blocco dei migranti sulla nave "Diciotti".

Ricordando Cavalli Sforza

Muore, quasi centenario e dopo una vita piena di successi, il genetista Luca Luigi Cavalli Sforza, cui spetta il merito di avere diffuso un messaggio chiaro sulla baggianata che sta tornando in auge in politica e anche in ambienti pseudoscientifici delle razze umane: «Nella nostra specie non esistono le razze perché siamo troppo giovani come specie, non ne abbiamo avuto il tempo. Le grandi differenze sono tra individui mentre quelle tra popolazioni sono una piccola percentuale, per esattezza circa l'undici per cento delle differenze tra uomini».
Per cui chi cavalca il razzismo, oltre ad essere riprovevole ed erede di una serie di orrori nel suo nome, prende un granchio e si riallaccia a filoni che portano su strade pericolose.
Michel Wieviorka ("Lo spazio del razzismo", "Il Saggiatore", 1993) scrive: «il riconoscimento della diversità delle culture, di per sé, non porta ad alcun pericolo; è quando ciò lascia il posto all'affermazione della loro ineguaglianza che nasce il razzismo, indissociabile dal sentimento di una superiorità basata su rapporti di potere».
Si trasformano arbitrariamente le differenze culturali in altrettante caratteristiche "razziali" con la nascita di razze «superiori» ed «inferiori».

La religione degli spaghetti e dello scolapasta in testa

Odio i fanatici e credo per buone ragioni che ci derivano da pagine oscure della storia umana. Non so perché la parola "fanatico" sia usata meno che in passato, ma trovo che abbia sempre un suo perché.
Lo "Zanichelli" così ammonisce sulla duplice definizione: "chi, mosso da esagerato entusiasmo per un'idea, una fede, una teoria e simili, si mostra intollerante nei confronti di ogni posizione che non sia la sua: è un credente fanatico; il suo è uno zelo fanatico. Si aggiunge come sinonimi: fazioso, settario".
Altra definizione, abbastanza analoga, suona così: "ammiratore entusiasta di qualcuno o di qualcosa: essere fanatico del teatro, della letteratura, dello sport; essere fanatico per la musica; sono tutti fanatici ammiratori di quell'attrice; è un fanatico della puntualità, della pulizia".
L'aspetto tragico, pur nei diversi livelli di gravità, sta tutto in una frase di Michel Verret: «Le fanatisme n'est-ce pas cela? La haine justifiée par l'amour».

Salsa: i montanari e il progresso

Annibale Salsa, già presidente del "Club Alpino" cui diede una sterzata salutare e noto antropologo, è fra i pochi intellettuali italiani, ma dal respiro europeo, che sa con esattezza cosa dire sui problemi della montagna con competenza e con rara visione prospettica.
Esce un suo articolo de "L'Adige" - Annibale vive in Provincia di Trento da qualche anno - che ha elementi specifici di quella realtà, ma che hanno ridondanza anche sulla nostra Valle per le evidenti analogie e per la capacità dell'autore di adoperare le intere Alpi come la tastiera di un pianoforte per trovare elementi di comparazione.
Così esordisce: «I quarant'anni trascorsi dalla protesta delle popolazioni della Val Rendena contro l'apertura di cave per l'estrazione dell'uranio offrono l'occasione di riflettere sul pesante tributo che i montanari delle Alpi - ma non solo - hanno dovuto o rischiato di pagare al progresso, i cui benefici finali erano destinati ad altri. Le Alpi, fin dall'antichità, hanno rappresentato un grande giacimento di materie prime e, come scriveva lo storico francese Fernand Braudel, sono state "una fabbrica di uomini per essere usati da altri uomini"».

Dalla nefomanzia alla pareidolia

Il mio, da bambino, era un gioco solitario e ricordo certi tramonti colorati visti da Pila, nella baita estiva di zia Eugenia, che ispiravano la mia fantasia.
Ora - con la stessa curiosità tinta di ingenuità - mi capita di farlo con qualcuno, ad esempio i miei figli: indico la nuvola e mi confronto su che cosa lui veda. E' un gioco innocuo, che applicato alle nuvole fa sorridere, per quanto di effimero e cangiante, che dà il senso di come si possano piegare anche queste bizzarre e aeree costruzioni all'immagine umana che forgia questo nostro mondo.
In realtà, in passato, c'è chi ci campava nell'intepretazione delle nuvole. Mi riferisco alla "nefomanzia" o "nefelomanzia" o "arcomanzia", che è - sotto diversi definizioni - una medesima pratica con cui si vorrebbe prevedere il futuro analizzando la forma delle nuvole, basandosi sulla somiglianza più o meno spinta con oggetti, animali o persone.

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