blog di luciano

Scuola regionale

banco_scuola.jpgDal 1975 il comparto scuola è pagato dalla Regione e il personale insegnante è dipendente regionale. Peccato che il contratto sia rimasto nazionale e la Regione lo subisca senza nessun tipo di partecipazione.
L'autofinanziamento ha evitato soppressione di scuole e di cattedre come avvenuto in Italia, anzi da noi offerta scolastica e insegnanti sono aumentati. Il costo del comparto scuola si appresta a superare il costo di tutti gli altri dipendenti regionali, eccettuata la Sanità i cui costi di personale sono egualmente decisi a Roma.
L'ovvietà alla Totò dovrebbe essere: chi paga contratta, come avviene felicemente a Trento, dove i contrari alla provincializzazione si sono ricreduti.

Europee

camera_ingresso.jpgPD e PdL sono una finzione di un bipolarismo inesistente. I medesimi schieramenti arlecchino avevano già approvato la legge per le elezioni politiche con la soppressione dei collegi uninominali e delle preferenze per la parte proporzionale. Tutto il potere ai partiti.
Ora fissano il 4% di sbarramento per le europee: nulla di scandaloso in sé, peccato che sia stato fatto senza nessun dibattito con un blitz parlamentare e certe promesse siano state da marinai, come quelli davanti a Montecitorio nella foto.
Così il seggio per la Valle d'Aosta è finito massacrato dal "niet" a tutti gli emendamenti. Lo sbarramento rende ancora più improbo usare il meccanismo di apparentamento per la Valle d'Aosta.
Ecco perché credo vadano valutati gli spazi di ricorso alla Corte Costituzionale.

Scuole di villaggio

scuola_antica.jpgLe scuole di villaggio erano una realtà capillare in Valle d'Aosta prima che l'istruzione diventasse un problema del pubblico, allora era uno sforzo delle comunità.
Per questo nei secoli passati i tassi di analfabetismo erano meno gravi che altrove.
Dove c'erano bambini, si ricavavano locali per fare le lezioni. Emile Chanoux ha dedicato pagine commosse a questa istituzione, segno di civiltà.
Nel dopoguerra - in una logica di continuità - parecchi dei soldi pubblici di un'autonomia speciale senza risorse vennero concentrate nella costruzione di scuole nei paesi, rispettose dell'architettura locale.
Sarebbe bello oggi pensare alla medesima capillarità per l'e-learning e per il telelavoro, immaginando luoghi fisici, come in certi casi le vecchie scuole dismesse, che creino attorno ai computer una socialità per evitare che si crei un effetto isolamento delle singole persone di fronte allo schermo del proprio computer. Per evitare il "digital divide", il "cultural divide" e il... "social divide"!

Levebvriani

lefebvre.jpgBenedetto XVI, tra molte polemiche, ha riaperto la porta ai vescovi integralisti capitanati dallo scomparso Monsignor Marcel Lefebvre.
Che poi, con evidente disagio del Vaticano, attraverso un loro Vescovo, hanno espresso posizioni negazioniste dell'Olocausto, poi corrette con lettera al Papa dalla Congregazione Pio X che raccoglie questa parte conservatrice della Chiesa.
Credo che pochi sappiano in Valle d'Aosta che il cuore pulsante dei preti tradizionalisti si trova vicino a noi, in un villaggio del Canton Valais, come potete vedere nel sito www.seminaire-econe.ch, e dove è stato sepolto, nel 1991, Monsignor Lefebvre.
Mi pare che ciò non abbia influenzato il Clero valdostano, dove sono state rarissime le simpatie per Lefebvre.

Felini

balzac.jpgHo sempre vissuto con i gatti, unici Felidi addomesticati che mantengono in piccolo le caratteristiche della Famiglia di cui fan parte bestioni come tigri e leoni.
Ho imparato a conoscere bene i gatti che mi hanno accompagnato fin da piccolissimo, nel rispetto del singolo carattere, e mai nella vita ne ho fatto a meno (ora ne ho tre, la decana è una gatta nera - che poi al sole si mostra marrone - di nome Balzac).
Quando nello studio di veterinario di mio papà arrivavano gatti più morti che vivi per essere curati, sul tavolo di marmo mostravano la proverbiale pellaccia. Caduti dal quinto piano, arrotati da un'auto, masticati da un cane, trovavano sempre modo di cavarsela con quell'aria di lieve scocciatura di chi ci sopporta.
Siamo noi a vivere con loro, non viceversa.

Legno

legna.jpgUna volta, guardando le geometrie perfette dei boschi polacchi, Albert Cerise mi spiegò la differenze fra i boschi da coltivazione ed i nostri, prevalentemente di protezione.
Chi giri la Valle vede come le piante debordino, occupando nuovi spazi. Ciò rilancia, con i limiti detti in premessa, l'utilizzo del legno come combustibile, testimoniato dai camini dei nostri castelli, essendo i camini invenzione medioevale.
In alcuni Comuni sorgono grandi impianti che usano proprio, come si dice tecnicamente, le "biomasse". Il legno o i suoi derivati arrivano da fuori, dove costano meno.
Sarebbe assurdo pretendere una percentuale di prodotto locale per garantire manutenzione e pulizia dei nostri boschi?

Galletto

foire09_manifesto.jpgQuesta mattina, guardando il manifesto della Fiera, che contiene un galletto, riflettevo sulla politica e sui saliscendi che la caratterizzano. Che il galletto in legno sia uno dei simboli del nostro artigianato del legno è indubbio ma non mi avventuro nelle spiegazioni del significato nel tempo del galletto: chi è curioso può scaricarsi un mio "Calepin" della primavera del 2006.
E' significativo come, in quello stesso anno, fosse il simbolo vincente delle elezioni politiche. Il segno di un evidente declino, malgrado i tentativi di rianimare quella coalizione, sono proprio visibili dalla scelta del manifesto della Fiera di quest'anno.
Se la simbologia politica avesse avuto la forza di allora, dubito che questo manifesto sarebbe stato prescelto o si sarebbe invocata la... pubblicità occulta.

Ritratti

ferretti_ritratto.jpgLaurent Ferretti - rimpianto savant valdostano - amava la ritrattistica e i suoi maestri locali, scrivendo un libro sul tema con tanto di bei visi d'epoca posti in sequenza nell'illustrare tratti di storia valdostana.
La fotografia ha convissuto per un certo periodo con questa nobile arte, travolgendola infine.
Malgrado fotografi ritrattisti di grande capacità, resta la nostalgia di pennelli che davano all'immagine della persona rappresentata una vivezza e un'intensità che ce li rende vicini.

Sant'Orso

foire_09_moneta.jpgConto alla rovescia per l'assedio che per due giorni, in una pacifica kermesse, bloccherà la città di Aosta. Nel tempo questa modesta fiera invernale è diventata un fenomeno gigantesco e gioioso, coinvolgendo ormai anche chi - e ne vedo tanti in giro - delle tradizioni valdostane ne farebbe volentieri a meno.
Gli ateliers hanno formato centinaia di nuovi artigiani che hanno scoperto una vocazione sopita e la "Veillà" da divertimento dei proprietari delle cantine sotto via Sant'Anselmo è diventata festa a tutto tondo.
Sant'Orso, Santo taumaturgo che faceva zampillare fonti quando era secco e bloccava le acque dei fiumi in piena, ne esce certamente vincente in un anno in cui le richieste di gesti miracolosi potrebbero essere tante.
Il blog, come sempre, è aperto a ricordi e testimonianze.

Fiat

fiat_500.jpgMolte volte, in questi anni, ho discusso con gli amici del "fenomeno Fiat", ribadendo ogni volta quanto fossi dubbioso sulla reale ripresa dell'unico produttore di auto rimasto in Italia.
In assenza di una reale ristrutturazione e di una forte alleanza internazionale, ma soprattutto vedendo poche auto Fiat in giro con vendite drogate dai chilometri zero dei concessionari, temevo che il gigante avesse i piedi d'argilla: più finanza che industria.
Ora, con la batosta della crisi, il conto è salatissimo e il Governo, come avviene nel resto d'Europa e in USA, non potrà non intervenire, vista la forza del ricatto sociale.
Mi auguro che gli interventi avvengano davvero per l'intero comparto auto, comprese le nostre aziende dell'indotto, quotidianamente ricattate dai gruppi automobilistici con margini di guadagno miseri.

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