blog di luciano

Ogni volta

dall_aereo.jpgNon so quante volte avrò in questi anni attraversato le Alpi su di un aereo e lo stesso vale per sorvoli più mirati con l'elicottero, sin da quando ero un giovane cronista e piombavamo con la troupe sugli avvenimenti.
E' molto diverso sorvolare le montagne con l'elicottero, che consente di vedere ogni più piccolo particolare con una mobilità orizzontale e verticale straordinaria.
Ricordo quando la guida alpina Franco Garda diceva al grande pilota Ivo Pellissier, con il leggero balbettio del suo intercalare, scendendo dal Monzino, «facciamo il Vietnam», che significava sorvolare il ghiacciaio della Brenva bassissimi con brividi di paura.
L'aereo, con maggior rapidità al decollo e con una qual certa indolenza all'atterraggio, offre spunti di maggior vastità. Che sia Aosta, Torino-Caselle, Malpensa, Lugano, Innsbruck, Bolzano, Verona, Nizza, Cuneo, Lubiana, Vienna o chissà quale altro aeroporto la visuale offerta - arrivo o partenza che sia - riempie d'emozione.
Sarà qualche cosa di infantile, ma credo che sia il riconoscere in queste montagne, belle già oggettivamente per la varietà sposata con la maestosità (ogni massiccio ha una sua poesia), la propria terra.

Montagna, lupo e top model bovine...

megeve_bovine.jpgSono stato a Megève per parlare di montagna in un dibattito a largo spettro sul rapporto montagna-città o, come mi sembra che si debba più opportunamente dire, montagna-pianura.
La mia tesi è che gli antichi privilèges delle zone montane attorno al Monte Bianco - e con altre forme in tutte le Alpi - oggi devono essere aggiornati, specie per contrastare i sovraccosti e compensare gli handicap, attraverso forme autonomistiche contemporanee nel nome della sussidiarietà e del federalismo.
L'occasione sono le tradizionali Journées de l'Alpage, scosse da una polemica feroce per un lupo che si è sbranato l'ennesimo gregge di pecore. Bellissima la sfilata di mucche di razza Abondance lavate e pettinate come delle top model bovine nel vasto spazio interno del "Palais du Sport", allestito con grande eleganza, compresi gli allevatori in gran spolvero e segnalo un pubblico numeroso, anche di turisti, plaudente.

A essere precisi...

partigiani_aosta.jpgIn Valle d'Aosta la liberazione dai nazi-fascisti della città di Aosta avvenne il 28 aprile 1945, qualche giorno dopo la data oggi canonica della Liberazione.
Mi chiamo Luciano per un avvenimento luttuoso di quel giorno. Mio zio Antoine Lucien Caveri morì nell'allora Piazza Carlo Alberto (oggi Piazza Chanoux) a causa di una fatalità: la caduta a terra di una pistola che una persona aveva alla cintola e da cui partì un colpo mortale.
Aveva preso il suo nome dal fratello del mio bisnonno (suo nonno), Antonio Caveri avvocato e giurista genovese, che fu tra l'altro Sindaco della città e nel 1848 eletto deputato nel Parlamento Subalpino e successivamente Senatore del Regno.
Antoine era in piazza per un comizio, essendo comunista e capo del partito all'interno della Cogne. Fu convinto dalla sorella Marie ad andare a parlare per l'insistenza degli operai che andarono a chiamarlo in via Sant'Anselmo nell'abitazione di famiglia, malgrado quel giorno fosse ammalato. Fatalità, appunto.
Era stato fra i fondatori della Jeune Vallée d'Aoste e avrebbe avuto certamente un ruolo di spicco nel dopoguerra.
Mio padre scelse il suo secondo nome per me in segno di ricordo e io lo voglio ricordare.

25 aprile con i miei pensieri

25_aprile_2008.jpgPer oltre vent'anni la mia mattinata della Festa della Liberazione è stata occasione per parlare in pubblico. Una piccola sfida personale per, ogni volta, trovare uno spunto nuovo per non annoiare l'uditorio.
Quest'anno non ho impegni di questo genere e dunque sarà una giornata di riflessione intima, legata alla Resistenza e ai legami familiari.
Ho avuto la fortuna di vivere la Resistenza grazie ai ricordi, alle testimonianze di persone care, cui vorrei rendere omaggio senza ricordarle una ad una. Un abbraccio a chi mi ha insegnato quanto sia importante la democrazia.
E' bene ricordarlo perché i tempi di crisi economica - lo dimostrano gli avvenimenti post 1929 - possono creare involuzioni autoritarie.

24 aprile 1949

zio_severino_03.jpgCon domani, sono passati sessant'anni da quella data, poco ricordata in queste ore, benché sia stato un passaggio cruciale per la nostra Autonomia speciale.
Quel giorno si votò, dopo oltre tre anni di lavoro del Consiglio Valle nominato dai partiti del C.L.N. (Comitato Liberazione Nazionale), per il primo Consiglio regionale eletto a suffragio universale, secondo la Costituzione e lo Statuto (che, parafrasando Giorgio Napolitano, non sono un residuo bellico...).
Fu l'asse Union Valdôtaine - Democrazia Cristiana, già presentatosi alleato per le politiche dell'anno precedente, a vincere per volontà degli elettori valdostani contro le Sinistre con 28 consiglieri su 35, grazie ad un sistema elettorale maggioritario piuttosto bizzarro frutto di una legge statale e si dovettero poi aspettare quarant'anni - mia soddisfazione personale alla Camera - per ottenere competenza regionale sulla legge elettorale!
L'epoca appassionante è marcata dalla personalità di Severino Caveri, che nel 1954 scaricherà democristiani, imbarcando - fatto di rilevanza nazionale nella temperie di quel periodo - il Partito Comunista.

Mai muoversi...

tedeschi_scomparsi.jpgVedi la Valle d'Aosta da Bruxelles e resti secco. Spariscono all'ingresso di Aosta due giovani tedeschi che hanno abbandonato tre bimbi, con rischio di un evento drammatico. Sequestrano in Valle 500 milioni di dollari (!) in titoli bizzarri. Un geniale camionista rumeno, leggo accompagnato dal papà, percorre nove chilometri di autostrada contromano, provvidenzialmente stoppato dalla Stradale.
Stasera rientro e da qui ad allora non guardo le agenzie!

Commozione

chiodi_cdr.jpgIeri il Presidente dell'Abruzzo Gianni Chiodi è intervenuto al Comitato delle Regioni a Bruxelles per raccontare il dramma del terremoto.
Fa impressione pensare che esiste oggi un'assise europea dove sia possibile proporre una cronaca dettagliata e addolorata dei fatti. Dal dramma, ancora in corso, alle speranze di una ricostruzione rapida.
Chiodi ha accentuato l'aspetto della forza e del coraggio dei montanari. Sarà pure retorico, ma personalmente credo che esistano caratteristiche di coraggio e di resistenza che caratterizzano i montanari di tutto il mondo.

Incredibile

ahmadinejad_caricatura.jpgLe Nazioni Unite consentono, per l'ennesima volta, al Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di avere una tribuna - nella conferenza contro il razzismo! - per una parata di antisemitismo con riferimenti ad Israele indegni del diritto internazionale.
Bene ha fatto l'Italia a non andare a Ginevra, ingenui gli altri Paesi europei, che hanno alla fine fatto un piacere agli integralisti, mostrando al mondo, persino nel gesto plateale di abbandono della sala, una sorta di efficacia di uno dei leader mondiali dell'estremismo islamico.
Da anni ormai sull'Iran, che insegue la bomba nucleare, suona un campanello d'allarme: temo che il dialogo avviato da Barack Obama sarà destinato al naufragio.
Raramente parlo di temi di politica internazionale, ma ci sono argomenti cui non si può sfuggire.

Rettifica dei confini!

monte_rosa_01.jpgNon so come sia finita la disputa italo-francese sui confini sul Monte Bianco, di cui c'è ampia traccia nel Web e di cui mi occupai quando ero deputato. In discussione fra l'altro, benché in Europa sia un anacronismo, la cima vera e propria della montagna.
Ora al lavoro, anche sul versante svizzero, c'è l'analoga Commissione italo-svizzera e ciò riguarda una larga parte della linea di confine in territorio valdostano, con particolare attenzione alla zona Cervino-Monte Rosa. La causa sta nell'accordo del 1941 che fissava nelle linee di cresta dei ghiacciai uno dei criteri confinari, saltati con il riscaldamento in corso e il conseguente loro arretramento.
Credo che anche i valdostani, che pure possono considerare di carta le frontiere con i "cugini" vallesani, debbano seguire l'evolversi della trattativa, pensando che certe scelte (ad esempio fra Valtournenche e Zermatt, ma penso che ciò valga per Ayas e Gressoney-La Trinité) non sono per nulla ininfluenti.

Stamattina, niente Mezzalama...

mezzalama_rinviato.jpgHa vinto la neve, che cade copiosa sul percorso e così stamattina, per la prima volta dal 1997, data del "nuovo Mezzalama", la macchina è stata bloccata prima del via.
Gli organizzatori e i mille concorrenti hanno dovuto prendere atto che la tanto attesa "finestra" prevista dalla meteo non si è aperta e dunque il rinvio è d'obbligo.
Per chi ha vissuto, come me, la rinascita del Mezzalama il fatto che la Natura, a quest'altimetria e su un percorso così impegnativo, abbia bloccato la gara, non stupisce affatto, ma naturalmente spiace!

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