Basta con diffamazioni sul "caso Gex"

Corrado Gex dopo un atterraggio in montagna nel 1965 (foto di Cesare Balbis)Una buona notizia da Milano, data dall'Ansa: "Per avere offeso la reputazione del procuratore capo di Mondovì, Maurizio Picozzi, e dell'ex politico valdostano Bruno Milanesio, il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione a nove mesi di carcere, con la sospensione condizionale della pena, Igino Melotti, di 79 anni, residente a Morgex.
I giudici hanno anche fissato un risarcimento di 20.000 euro a favore di Picozzi e di 30.000 euro a favore di Milanesio. Inoltre il Tribunale ha disposto la confisca e la distruzione delle copie in commercio del libro "Corrado Gex fu ucciso", dedicato all'incidente aereo in cui perse la vita il deputato valdostano nel 1966. Proprio all'interno del volume sono presenti delle frasi considerate diffamatorie dai magistrati milanesi"
.
Bene! Speriamo che adesso Melotti la pianti e la smettano anche quei politici che ancora di recente sono andati dietro a certe teorie bislacche. Nel libro che andrà finalmente al macero c'erano illazione offensive anche verso mio zio Séverin Caveri e noi parenti non avevano potuto sporgere querela. Ora la Giustizia ha messo fine ad infinite scemenze e cattiverie, che apparivano non solo infondate ma anche prive di qualunque aggancio reale con le vicende storiche di quegli anni.

La questione ora è chiusa, anche se resterà nella storia valdostana quel nefasto 25 aprile 1966, giorno della Liberazione, quando nello schianto dell'aereo che pilotava mori appunto Corrado Gex, deputato eletto tre anni prima alla Camera, astro nascente della politica valdostana. Credo di averlo incontrato una sola volta da bambino, quando due anni prima avevo fatto il "battesimo dell'aria" nei cieli di Aosta e ricordo un uomo bruno e sorridente. Era una personalità, così mi è stato detto, molto popolare e piaceva molto alle donne (fama che ritroverò io stesso ancora viva a Montecitorio).
Ricordo - io avevo sette anni - la telefonata nella notte fra il 25 e il 26 aprile 1966, quando mio zio Severino, allora presidente della Regione, telefonò a mio papà - che conosceva bene Gex - per avvertirlo della morte con dolore per la sua scomparsa, visto che era amico dei miei genitori.
Così venne presentata cronaca dalla "Gazzetta del Popolo": «Assieme all'Onorevole Corrado Gex hanno trovato la morte altri sette valdostani, tutti quanti a bordo di un aereo da turismo precipitato presso Ceva. La sciagura che sconvolge la nostra popolazione è avvenuta verso le 18.30 sulle montagne di Castelnuovo di Ceva. Il gruppo proveniva da Castellet in Francia dove si era svolto un avioraduno. L'aereo, un "Pilatus-Porter", aveva fatto tappa all'aeroporto di Albenga e qui il parlamentare valdostano era stato sconsigliato nel proseguire il volo visto le avverse condizioni meteo. Assieme a Corrado Gex, deputato al Parlamento ed ex assessore regionale alla Pubblica istruzione, hanno trovato la morte Giuseppe Chiavenuto, direttore del settimanale "L'Aeroporto", Eddy Tilliot, operatore televisivo, Marisa Zagari, figlia del direttore dell'Automobil Club d'Italia della Valle d'Aosta, Wilma Adorno, impiegata regionale e suo padre Giuseppe, Maria Coudre, impiegata regionale pure lei, e Plinio Maglione, Maggiore del Genio Navale. Profondo cordoglio in Valle per la terribile sciagura».
Le risultanze delle inchieste negano qualunque forma di attentato e confermano l'incidente. Testimoni che scesero dal velivolo all'aeroporto di Albenga mi hanno confermato che a Gex, per le condizioni meteo sul Piemonte, era stato consigliato di non partire, ma lui partì lo stesso e si trovò probabilmente senza visuale sino al tragico impatto.
E invece c'è chi da anni ha montato storie di spionaggio e di fantapolitica, benché ancora pochi anni fa proprio la Magistratura di Mondovì avesse di nuovo archiviato il caso di fronte ad una serie di sospetti rivelatisi infondati. Malgrado questo, Melotti ha scritto quel libro pieno di storie diffamatorie ed ha continuato testardamente a seguire le sue elucubrazioni.
Resta, al di la dello squallore della vicenda, la figura interessante di Gex, morto a soli 34 anni, dimostrando nella sua pur breve attività spessore culturale acume politico: la sua prematura scomparsa ha privato anzitempo la Valle d'Aosta di una grande intelligenza.
Ora basta con le dietrologie e le stupidaggini.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri