La cornucopia avvelenata

Paperone indica...Avete presente la "cornucopia", il corno mitologico dell'abbondanza da cui fuoriescono frutta e verdura in abbondanza? Ecco, trasformando tutto questo in soldi, come nei sogni di Paperon de' Paperoni, questa è la ragione principale a supporto dell'ingresso in maggioranza («senza chiedere nulla in cambio», è stato detto) del Popolo della Libertà in Regione.
Ieri sono stato uno dei pochi nella grande assemblea unionista del Conseil fédéral a dire di «no» a questo accordo politico improvvido e lesivo del "patto" elettorale che presentò agli elettori nel 2008 l'alleanza autonomista oggi forte di una larga maggioranza in Consiglio.
Ma il Governo Berlusconi oggi ci ama (anche se Silvio non è mai venuto in visita in Valle da quando è entrato in politica...) e chiede che i "pidiellini" entrino in maggioranza e in cambio, appunto, avremo la cornucopia. Naturalmente non ci credo e anzi penso sia uno sbaglio macroscopico e le vicende future lo dimostreranno con la lenta fine del "berlusconismo" e le conseguenze che ne deriveranno che consigliavano collaborazione ma non un matrimonio d'interesse senza amore.
Intanto subisco il dispiacere di un'assemblea unionista che abbacinata da grandi interessi a vantaggio della Valle vota come un solo uomo.
Ma sono davvero gli interessi della Valle? Per tutti i dubbi che ho e nel rispetto delle mie idee e convinzioni sono lieto di aver pronunciato un voto negativo e, senza il piacere di "gufare", temo per quel che avverrà.

Commenti

L'importante...

è potersi guardare allo specchio, e credo che pochi dei presenti al Conseil di ieri possano farlo con la stessa cosa.
L'omertà valdostana ormai è come quella del sud: come dei carbonari tutti contestano il sistema ma come dei ruffiani votano come soldatini.
Sembra di essere tornati nel lontano 1933...

Sono con lei...

Le sono vicina politicamente e umanamente, Presidente.
Politicamente perché da elettore condivido pienamente la scelta di salvaguardare il patto con gli elettori del 2008, umanamente perché immagino il dispiacere e il senso di disgusto nel vedere che le persone che le si avvicinano sostenendo di essere concordi con lei poi al momento di agire si turano il naso e mettono la testa sotto la sabbia.
Del resto una consulenzina, una poltrona in qualche Consiglio di amministrazione, un contributo per un'iniziativa (e chi più ne ha più ne metta!) fanno sempre comodo.
Gli ideali non sono più patrimonio della società valdostana e la scelta di apparentarsi con il movimento d'interesse (perdonatemi, l'aggettivo "politico" mi sembra francamente inopportuna) del PdL ne è la dimostrazione.
Mentre in tutta l'Africa del nord i popoli si ribellano a regimi anti-liberali, nella nostra piccola regione pseudo democratica noi decidiamo di sottometterci ancora una volta alla politica del ricatto e del voto di scambio: un favore in cambio del proprio voto (o silenzio), in alternativa l'inserimento nella black list degli epurati.
Come dice Prezzemola sembra di essere stati catapultati nella macchina del tempo, peccato che invece che essere proiettati verso il futuro stiamo rincorrendo un passato da cui siamo fuggiti.

Occasione persa...

Ai posteri l'ardua sentenza... personalmente lo ritengo un errore, un grande errore, inoltre il danno d'immagine si trascinerà dietro di noi per un'eternità (volevo dare un po' di enfasi)...
Peccato...

Non capisco...

perché ci si stupisca tanto di quanto accaduto.
L' atteggiamento dei Valdostani nei confronti della politica è da anni impostato su queste linee. Il clientelismo sta forse degenerando in servilismo ma il trend è lo stesso da decenni.
In positivo, conforta vedere come alla fine, anche il presidente Ego Perron si sia ricreduto e farà festeggiare il 150° dell'Unità da veri italiani anche agli Unionisti.
Purtroppo nella foga deve essersi sbagliato perché ha scelto uno degli aspetti peggiori del nostro (di noi Italiani) modo di fare le cose per celebrare la sua appartenenza al Bel Paese.
Altro che speciali...

Da qualche giorno...

il sito del Peuple è stranamente, ma forse di proposito, inaccessibile...

In un momento...

come questo reputo la scelta dell'UV quanto mai inopportuna, grazie per aver detto "no".

Le votazioni...

cosiddette "bulgare" mi hanno sempre fatto venire l'orticaria perché non sono mai, dico mai, sintomo di una democrazia matura.
E ciò a maggior ragione quando parlando con la famosa "gente" senti che il sentimento prevalente è di segno diverso. Evidentemente i votanti sono condizionati ma ciò non può, in persone raziocinanti, se non altro statisticamente credo ce ne siano, un sordo malcontento che, prima o poi, da qualche parte esce.
Il "no" di Luciano è un segno di grande onestà intellettuale anche perché perdente (oggi).

Ne abbiamo...

già parlato in altre occasioni, ma sembra che ormai la maggioranza del popolo italiano si sia allineato (o rassegnato) alla regola dominante del «tanto vince il più furbo» o del «ma chi me lo fa fare?».
La sensazione è cioè che chi non ne approfitta, alla fine, rischia di essere "cornuto e mazziato". Con buona pace della morale, di qualunque natura, e del bene della comunità.
Cosa serve per cambiare?

Grazie...

pur nella speranza che gli interventi non finiscano qui, come tappa intermedia, ci tengo a ringraziare quelli che hanno apprezzato la mia posizione politica e rispondo all'ultima domanda, appunto, che mi obbliga a intervenire direi solo: «esprimersi».
La democrazia è uno strano marchingegno che può funzionare bene se esiste una reale partecipazione, ma che lascia interstizi che altri riempiono se si resta passivi. Io ho imparato che in certi passaggi far finta di niente o allinearsi senza convinzione è un errore. Anche nel momento in cui c'è il rischio di sentirsi soli o incompresi quel che conta è sentirsi a posto con la propria coscienza.
E io, per fortuna, lo sono.

Mi sbaglierò...

ma vedo in questa scelta dell'Union l'inizio della sua fine e condivido ed applaudo la sua scelta.

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