C'era una volta la Stipel...

Un vecchio tombino della StipelLa privatizzazione di "Telecom" in Italia non è una storia di successo. Anzi, è la storia di un disastro, che in parte si incrocia con la distruzione della "Olivetti", e che pesa ancora oggi su di un settore come la telefonia e i suoi incredibili sviluppi tecnologici e economici, che i soci privati di "Telecom" hanno trasformato - con un tocco contrario a quello di re Mida - in un indebitamento da cui non riescono a riprendersi.
Personalmente ricordo i precedenti: il telefono che si afferma in Valle con la "Stipel", poi dal 1964 l'azienda diventa "Sip" e "presidia" anche la nostra Regione e la presenza resta ancora capillare in Valle dal 1994 con la neonata "Telecom", controllata dal Ministero del Tesoro e con una miriade di piccoli azionisti.
Poi, dalla fine degli anni Novanta, si susseguono le operazioni, in parte oscure e in parte finite in tribunale, che portano alla situazione attuale che per la Valle ha significato una progressiva desertificazione: sparite le strutture regionali, trasferito il personale, rallentati gli investimenti, cessata la manutenzione.
Un disastro annunciato e "Telecom" privatizzata è rimasta nel frattempo monopolista di una buona parte della rete fissa in barba alla liberalizzazione che è stato l'alibi per una privatizzazione da rapina.
Oggi l'azienda è un interlocutore lontano (l'ultimo accordo lo stipulai io per l'estensione della banda larga), per gli utenti qualunque guasto o nuovo impianto diventa un'impresa nei rapporti con call center, non c'è più una catena di comando locale.
Tanto che i nuovi "tagli" di personale "Telecom" da noi cadono su una realtà già sparita da tempo e che fa rimpiangere il "pubblico".

Commenti

A costo...

di contraddirmi con quanto scritto nel post sul Ministro dello sviluppo economico riguardo alla visione anglosassone del "fare business", devo riportare che gli effetti disastrosi delle privatizzazioni volute dalla Thatcher erano sotto gli occhi di tutti noi che abitavamo nel Regno Unito. Tanto il servizio di telefonia fissa quanto le ferrovie facevano acqua da tutte le parti. Non ricordo se ci fossero problemi finanziari grossi come nel caso "Telecom", ma i disservizi erano all' ordine del giorno.

Da noi

sono state privatizzazioni per gli amici degli amici...

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