L'ovvietà del maltempo

E poi, a spalare neveIl "bollettino di guerra" del maltempo in Italia degli scorsi giorni dimostra una sola cosa: speriamo che il tempo sia sempre bello.
Per altro, che siano militari o civili, i meteorologi televisivi già la pensano così e se devono annunciare pioggia o neve lo fanno con aria imbarazzata o funebre. Con tono consolatorio, precisano sempre «che poi tornerà il bello».
A dar mar forte alla tesi, ci pensano molti cittadini che, anche in Valle, reagiscono alle naturali nevicate in zona alpina con sorpresa o dispiacere, dimostrando spesso un approccio alla neve degno degli aborigeni australiani.
Che cosa ci sta capitando?
Eviterò ogni riferimento alle tradizioni, alla abitudini, all'ovvietà delle nevicate d'inverno, ma certo c'è da restarci male.

Commenti

Cosa ci sta capitando?

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Quello che sono i ritmi naturali devono essere necessariamente sovvertiti e dopati per non perdere tempo prezioso... Per fare cosa non si sa, la pub ci invita a uscire con gli amici o ad andare a teatro, in analisi ci si va sicuramente se non piace la compagnia o la prosa...
Il tempo deve essere necessariamente bello, la neve tanta ma, possibilmente, localizzata e climatizzata.
Stiamo soffrendo l'imprevisto, non sopportiamo che qualcosa ci faccia il verso cambiando repentinamente i nostri piani.
Sorridevo (forse no) leggendo che hanno scoperto che il vino, che notoriamente ha i suoi tempi, se trattato con corrente a varie tensioni, invecchia prima e, sembra, meglio.
Io ho augurato che il tizio che ha fato questi esperimenti prendesse una salutare scossa elettrica, non letale, ma che trattasse i suoi neuroni e lo facesse maturare.
Comunque, per chiarezza, io sono ancora uno che sa aspettare. Magari bofonchio, ma aspetto.

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