In vigore il Trattato di Lisbona

Montagne russeLa storia dell'integrazione europea sembra le "montagne russe" con salite e discese ripide e improvvise. Dopo una discesa da brivido, ora si risale pian pianino, anche se il "Trattato di Lisbona" è monco di molti dei contenuti del Trattato costituzionale, morto per mano dei referendum francese e olandese.
Ma anche noi valdostani dovremo sfruttare il meglio del nuovo Trattato, che evoca un ruolo regionale assente in passato, valorizza timidamente il "Comitato delle Regioni", esplicita la tutela delle minoranze linguistiche, afferma - finalmente - l'esistenza di territori di montagna e segnala il ruolo delle zone transfrontaliere.
Certo in Europa bisogna farsi conoscere e avere reti a geometria variabile che tessano alleanze utili. Salire a Bruxelles e girare l'Europa, in modo giudizioso, non è uno spreco di soldi e di energia. Si imparano un sacco di cose e si cementano amicizie preziose.

Commenti

Scripta manent...

Qualche giorno fa lessi, credo su "La Repubblica", di come il Presidente del Consiglio avesse l'abitudine di contraddire le proprie affermazioni non appena la situazione lo richiedesse.
L' autore dunque si soffermava sul valore dei blog, in cui, al contrario, le parole e le opinioni restano fisse per sempre nella galassia cibernetica. Chi lancia uno spunto si sottopone al giudizio degli altri e chi risponde fa altrettanto. Non ci si può più nascondere dietro alla cattiva memoria di chi ascoltò o credette di aver capito. Questa nuova forma di interlocuzione dialettica è decisamente più personale, più incisiva e nei toni più diretta, anche se certamente non può essere meno rispettosa degli individui coinvolti.
Detto ciò, leggendo il tuo commento su come sia opportuno avere influenze e amicizie in un'Unione Europea sempre più importante mi viene naturale da chiederti che cosa ti spinse a lasciare la carica di Eurodeputato con ancora svariati mesi di mandato per poi presentarti alle Regionali del 2003.
Per non essere poi tacciato di presunzione devo precisare che nel lontano 1998, allorché consigliere comunale a Saint-Oyen, decisi di partire alla scoperta del mondo lasciando i miei cari concittadini con un rappresentante in meno, anche se in verità non credo che il mio contributo fino ad allora fosse stato poi così determinante.

Rispondo volentieri...

lasciai quella carica per tornare alla politica in Regione. Lo feci nell'estate del 2003, quando la legislatura europea volgeva al termine e dunque le questioni più serie erano state trattate.
Il giudizio degli elettori fu positivo e dunque non ebbi modo di pentirmene, anche se qualcuno iniziò una sorta di campagna di sputtanamento che è proseguita poi, con maggior successo, sino alle elezioni regionali del 2008.
«Sic transit gloria mundi».
Vedi, Eric, la storia, purtroppo, non si scrive con i "se" e con i "ma", anche se in tutta la mia vita mi sono trovato di fronte a degli incroci, scegliendo di conseguenza una strada, che è stata quella, giusta o sbagliata nel giudizio ex post.
La vita va vissuta e ho imparato - nell'impegno dei nostri padri - che quel che conta, alla fine, è quello di specchiarsi con serenità allo specchio o nel riflesso degli occhi dei nostri figli.

Grazie...

per aver risposto ad una domanda che comunque l'avessi girata, avrebbe sempre assunto un tono un tantino provocatorio.
Condivido quello che dici sulle scelte che uno si trova a fare e sul modo in cui vanno affrontate le conseguenze delle proprie decisioni.
La mia domanda però , voleva avere anche una valenza più strettamente politica. Quando decidesti di tornare ad occuparti in toto della nostra "petite Patrie", dopo essere stato coinvolto in, diciamo, disegni di più ampio respiro, lo facesti perchè forse intuisti un vuoto di personalità all'interno del "Mouvement" che andava colmato ("Guste" a Roma, Dino Viérin fuori per raggiunto termine legislature, Roberto Louvin e Carlo Perrin non lontani dalla prossima defezione...) o furono altri i motivi che ti spinsero a candidarti alle "regionali" del 2003?

Perrin...

era vivo e vegeto tanto che, con un noto regista, divenne Presidente al posto mio...
Rientrai perché pensavo che fosse arrivato il momento di quelli degli anni '50...

Il cambio generazionale...

in politica non sembra una prassi tanto radicata...
"Prepensionamento" è un termine che a Palazzo si usa solo per i sindaci, o così pare.
Riguardo al regista, è certo che voglia l'Oscar alla Carriera, oltre a tutti i premi che può trovare lungo la strada.
Non è forse giunta ora che sia la "Casa di Produzione" a cui appartiene a dettargli qualche copione?
Sarà che al botteghino lui incassa...

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