L'orologio

l_aquila_orologio.jpgOgni tanto penso a quell'orologio fermo sotto i portici a due passi dalla piazza principale dell'Aquila. Un simbolo di come per molti il tempo si sia fermato in quella notte del terremoto.
Leggo lettere sui giornali, ascolto reportage (Radiotre si è distinta) o interviste (Radio Radicale), che mostrano una realtà crescente di disagio, che qui avevo segnalato dopo una visita ai luoghi terremotati. Ciò avviene mentre pian piano, come è destino che sia, il sisma e le sue conseguenze escono pian piano dal cono di luce delle prime pagine e finiscono nel cono d'ombra delle brevi nelle pagine interne.
Intendiamoci bene: se penso alle promesse non mantenute dello Stato (fondi speciali per la messa in sicurezza del territorio), dopo la nostra terribile alluvione del 2000, mi metto nei panni dei terremotati e della loro paura che mai certi sostegni diventino realtà.
Se la Valle non avesse potuto contare sulle proprie risorse finanziarie, lo scenario anche da noi sarebbe stato del tutto diverso.

Commenti

Autunno...

Questa sarà la stagione del termine di paragone. In questo periodo si dovrebbero concretizzare o, almeno, partire molte delle promesse del Governo italiano. Si pensi a scuole, servizi, case...
Sarei davvero contento che quell'orologio facesse tic tac segnando il progresso per L'Aquila.

Speriamo...

Intanto nel decreto anticrisi le misure di rinvio del pagamento delle tasse per gli abruzzesi sono peggiori degli abitanti delle zone terremotate in precedenza.

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