Radici e affetti in una targa

targhe.jpgIn Francia, da poco tempo, la targa identificativa dei veicoli è cambiata: due lettere, tre cifre, due lettere. Per chi lo chiederà ci sarà il numero del Dipartimento e il simbolino conseguente, simile al nostro leoncino (che mi auguro con il passaggio della Motorizzazione alla Regione non sia più appiccicato, ma stampato come nel frattempo è avvenuto a Trento e Bolzano).
L'aspetto singolare è che l'automobilista può chiedere di mettere, a sua scelta, il Dipartimento che preferisce sulla targa del proprio autoveicolo, dovunque abiti. Pare, così mi hanno raccontato, che in questo modo si soddisfi la ricerca delle proprie radici da parte degli abitanti delle grandi città, specie dei parisiens, ma la scelta può essere anche affettiva e riguardare un Dipartimento qualunque, magari quello dove si va in vacanza!

Commenti

Il senso di appartenenza.

Il senso di appartenenza si sviluppa e si manifesta nelle piccole cose. Tutti abbiamo qualcosa che ci lega al nostro, o della nostra famiglia, passato. Le origini danno sicurezza, spesso ci aggrappiamo ad un modo di dire, ad un profumo, un luogo particolare che servono da rifugio e da certezza.
Comprendo a fondo i francesi che "taroccano benevolmente" la loro targa. Io stesso, quando sento il dialetto piemontese della provincia di Cuneo o la cadenza veneta, vengo fiondato all'indietro in tantissimi ricordi e sono, non come in un film con i popcorn in mano, protagonista.
Morale? Chiudiamo gli occhi e sentiamoci "appartenenti" e "partecipi" alla e della Valle d'Aosta.

A me lo dici...

che sono della Granda e che ero tutto fiero di girare per la Valle con la mia prima auto di terza mano, un "2CV" verdino targato GE alla quale appena potuto ho cambiato in CN.
Bei tempi, appena arrivato a Verrès nell'82. Una vita fa.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri