Orti per la nuova stagione

orto.jpgGli orticoltori hanno da sempre la mia viva ammirazione, specie di questi tempi che partono con la nuova stagione. Ricordo Rosina che nell'orto di casa, a Verrès, seguiva con brusca determinazione i suoi disegni cartesiani, usandomi come garzone privo di pollice verde, e la medesima geometria la segue Rosa, coinvolgendo i miei figli nell'orto di Feilley.
Confesso che azzannare una carota, un pomodoro o saccheggiare i rovi delle more appartiene ai gusti della vita. Guardo gli orti quando vado in giro: ci sono degli architetti inespressi che realizzano costruzioni incredibili tra vecchi legni, ondulati dismessi, api e roulotte fuori corso riciclati per gli attrezzi e ci sono autentici Picasso dell'ortofrutta che mischiano la tavolozza della natura con maestria.
Ora Michelle Obama lancia il suo orto biologico alla Casa Bianca e piace questa sua austerità da Grande Crisi.
Biologico? Mi divertiva quando la "pasdaran anti Ogm" in Consiglio regionale chiedeva di bandire ogni seme sospetto di manipolazione genetica, mentre in certi orti locali erano evidenti semi già taroccati con zucche grandi come la carrozza di Cenerentola o pomodori pronti a spiccare il volo simili alle mongolfiere di Nello Charbonnier.

Commenti

Biologico...

è una definizione che lancia diverse domande ambigue oppure ambigue sono le risposte, cos'è o com'è il biologico?
Gironzolando tra gli scaffali d'un supermercato m'imbatto con dei vasetti di miele denominato biologico, ed il dilemma è il seguente: se biologico significa purezza, genuinità, niente manipolazione... e partendo dal presupposto che le api non vivono in una campana di vetro e riescono a percorrere chilometri per procurarsi il loro fabbisogno, e che, cosa improbabile, il proprietario coltivi genuinamente alberi da fiori per i suoi alveari, come può essere chiamato questo miele biologico quando le api raccolgono anche su piante trattate?
E' vero però che questi piccoli animaletti se raccolgono qualcosa d'infetto muoiono senza raggiungere l'alveare (grande lotta tra apicoltori e frutticoltori per il non uso dei pesticidi e similari).
Abbiamo, quindi, mieli biologici in tutta la Valle anche per quello non segnalato.

Tra l'altro anche to bien ha un orto biologico e bianco come quello di Michelle, di neve però :0)

Biologico...

è una definizione molto ambigua.

Guarda...

sui prodotti biologici sono molto scettico benché il mio lavoro sia in agricoltura ma sul miele che tanto sta a cuore ad Amy posso spendere due parole per rassicurarla e farle notare che forse è l'unico prodotto naturale in quanto, se l'ape entra in contatto con antiparassitari o sostanze tossiche, non fa ritorno all'alveare e muore. Di conseguenza non ci sarebbe materia prima per la trasformazione in miele . Vedasi i casini che stanno facendo i neonicotinoidi su questi fantastici operai a costo zero.
Calcola che dal momento che bottina polline al momento che opercola la celletta, l'uomo non mette mano sul miele, é dopo che possono iniziare i paciugamenti... sono gli apicoltori (non tutti) che sono dei paciocconi, l'ape è un indicatore biologico eccezionale ed una lavoratrice indefessa!

Bio... logico.

La coltivazione biologica, se fatta bene, sarebbe archeologia agricola con qualche miglioria portata dal epoca moderna.
Mi spiego. L'errore che si compie, indotti da nomi e pubblicità fantasiose, è immaginare una zona decontaminata e inattaccabile da ogni forma di civiltà. Ma per trovare questo paradiso dobbiamo tornare alla preistoria. Inevitabili, al giorno d'oggi, i fattori confondenti: magari hai sulla tua lattuga un pesticida usato in Texas e portato dalle correnti.
Fantascienza? Fatevi un "giro" in rete! Pertanto, qualche virtuoso, ha deciso di fare in modo che il proprio terreno e le proprie coltivazioni fossero esenti da "ulteriori" elementi di sintesi. Parliamo di pesticidi se non di concimi e, soprattutto, usare sementi autoctone e non conciate. La stessa trasmissione "Report", parlando di moria delle api, ha certificato, dati alla mano, grandi responsabilità dell'uso sconsiderato della chimica. Non nascondo che qualcuno ci marcia sopra e ne fa un business, propinando qualsiasi cosa come "bio", ma bisogna usare il discernimento.
Le api. E' vero, sono delicate e permalose ai cambiamenti chimici. Al punto tale da morire. l biologico entra quando cerchi di mettere l'alveare in un posto "protetto" e quando raccogli il miele non lo manipoli.
Per terminare. Chiunque di noi ha un orto, lo cura e non lo gonfia di aiutini e quasi un coltivatore biologico. Usi i rimedi della nonna? Usi metodi bio.
Bisognerebbe fare chiarezza, per non passare da invasati, in un mondo che si reputa un relitto.

Sapendo...

oltretutto che, confrontando i prezzi, tutto quel che è bio costa ben più caro degli immediati concorrenti, dunque non è solo una definizione astratta ma assai concreta...

Il fatto è...

che se uno ha un orto suo, lo cura come se fosse un figlio per cui gli dà attenzioni a non finire e non guarda le ore di lavoro che dedica alla sua insalatina, per cui va benissimo, sono sicuro che si regolerà con i prodotti chimici e via dicendo, ma se un orto é destinato alla commercializzazione, allora i numeri cambiano ed è a questo punto che inizia il mio scetticismo circa il bio. "Bio" inteso come prodotto normato da metodi di produzione bio. Null'altro.
E' normale che i prezzi lievitano se le cure sono pressoché naturali ed allora non mi convince il prezzo finale che poco si discosta dai prodotti industriali. E' una moda e come tutte le mode ha tirato dentro tutto.

Bene...

allora la parola "bio" è uno specchietto per le allodole.
Luigi, scusa l'ingenuità, ma se smieli il miele poi come fai a pasticciarlo, è già puro così (a parte il pasticcio con lo zucchero di qualcuno, o la "gelée di tarassaco" venduta per miele) non ho idea di come potresti manipolarlo.

Bio, in questo periodo può succedere di imbattersi nell'osservare dei frutticoltori, imbardati come in una guerra atomica (tute bianche su intero corpo e maschere comprese), che padroneggiano tra i frutteti spruzzando a volontà e più, nuvola bianca sinonimo di purezza (schifezza). Spero proprio che la "Cofruit" si accorga e non metta in commercio simili frutti.

Buona parte della colpa è del consumatore: non si accettano più merce se non perfettamente geometriche o colorate, quelle mele che la nonna raccoglieva, piccole, storte, magari con un po' di imperfezioni vengono scartate ed al produttore che non tratta rimane poca roba da vendere, quindi poco guadagno.

Beh, penso e spero...

che qualcuno che lavora con cognizione ci sia ancora ma tanti ci navigano alla grande... Per quanto riguarda il miele l'uomo può intervenire sulla pulizia del materiale che usa per smielare, contenere e conservare questo meraviglioso alimento, può utilizzare locali non idonei o scaldarlo oltre il normale alterandone la freschezza... si può anche mischiare miele vecchio e nuovo eccetera... ma qui si sconfina nelle frodi... diciamo che sovente dove passa l'uomo bianco riesce a far danni!

Mi è venuta in mente...

una pubblicità dove si vede una coccinella spiccare il volo dalla mano di un melicoltore e, sia a me che al mio collega è venuta la stessa domanda...
Ma le hanno rimesse in circolazione dopo che le hanno sterminate tutte con gli antiparassitari?
Cattiveria o giusto presagio?

bio non solo alimentare...

ma anche edilizio, quante case ultimamente vengono vendute in tal modo, quando poi le hai viste costruire con gli stessi materiali delle antecedenti non dichiarate bio.
Abbiamo tutti una casa bio.
Seguiamo la moda.... non accendiamo più il pc perché non è bio.
Ciao

Sì, vabbè.

Però non si deve generalizzare. In ogni campo economico c'è qualcuno che macchia la categoria. Ci sono altri che ci credono e impegnano il loro tempo per fare bene il proprio lavoro. Sia per quanto riguarda l'agricoltura che l'edilizia o i vari isolamenti non convenzionali (e un tempo c'erano solo quelli).
Se tutti i campi applicativi della nostra vita, fossero abitati da persone limpide, su questo blog, sui giornali, in radio e televisione... scriveremmo e parleremmo tutti come dei novelli DeAmicis.

Non era per stufare...

ma per esaltare l'essere umano che veramente vuole credere. Assicuratevi ed il sogno nel cassetto s'avvererà, per voi, per noi, per tutti, soprattutto per il futuro.

Tra l'altro...

con i libri che ci sono in giro "viva De Amicis"!

Polemica.

Non lo era.
E concordo Amy: le eccellenze vanno tutelate e promosse. In questo modo si può scegliere.
:-)

Orto...

comunque consiglio un piccolo "orto" Zen... Non si deve neanche bagnare :-)

Ne ho avuto...

uno in regalo in queste ore. Parrebbe che il pacco fosse previsto per il mio compleanno a Natale, ma sia arrivato a Pasqua per colpa di Babbo Natale che ha alzato il gomito!

Ne ho uno sulla scrivania...

in laboratorio ma è un giardino!
Ci ho aggiunto solo due rane di plastica... poco zen ma un po' più di colore.

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