September 2020

Nessuno ferma Erdogan

Ebru TimtikC'è stato un momento in cui, quando ero al Parlamento europeo, mi sembrava di essere circondato solo da colleghi che spingevano per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea. Io restavo convinto del contrario e gli anni trascorsi da allora oggi mi confermano quanto i miei dubbi fossero fondati.
Scrivevo dieci anni fa: «Sono sempre stato e resto contrario all'ingresso della Turchia nell'Unione europea. Lo sono stato quando la Turchia era davvero sulla soglia e sarebbe bastato un nonnulla per chiudere la partita e ritrovarsi i turchi cittadini europei. La contrarietà è semplice: la Turchia non è geograficamente in Europa, la sua popolazione non ha cultura europea, il precedente allargherebbe a dismisura l'Europa. Oltretutto la Turchia ha avuto atteggiamenti con il popolo curdo di palese violazione di quei diritti umani caposaldo dell'appartenenza europea».

3) Diario di un candidato

Io nel 1987 nella foto ufficiale da candidato per le Politiche e quella attuale per le RegionaliLe fotografie fatte da candidato per le elezioni sono per me, come per tutti, un segno del tempo che passa. Il salto di di decenni restituisce sui manifesti un altro me stesso.
Eppure, con franchezza, non ho mai dato importanza ai manifesti con i cartelloni (oggi in genere uno solo di grande formato, al posto dei consueti due) che, da tradizione, vengono apposti nei Comuni.
E invece l'altro giorno, in attesa di un ritardatario in piazza Chanoux ad Aosta sotto l'Hôtel de Ville, mi sono messo a guardare il via vai di persone davanti ai cartelloni ora messi in un angolo della piazza, mentre un tempo venivano situati in posizione più centrale. Ebbene, è stato assai istruttivo, perché nel volgere di una mezz'oretta un vasto campionario di umanità - chi da solo e chi in gruppetti - si è susseguito di fronte a simboli e foto delle liste in lizza per Regionali e Comunali.

4) Diario di un candidato

I miei 'santini' per queste RegionaliSi avanza nel giorno per giorno e il clima resta, malgrado certi trionfalismi che leggo in giro, piuttosto strano, come di attesa. L'indifferenza colpisce e si capisce quanto sia il frutto di un progressivo logoramento. Chi in questi anni ha visto un'Autonomia letargica e lenta, avvolta in bizantinismi e inefficienze, tende ormai ad allontanarsi ed a dimostrare sfiducia complessiva. Bisogna con umiltà tenerne conto e saper ascoltare. Ma esistono anche rituali che si perpetrano nel tempo e restano e farò un esempio su tutti.
Mai mischiare il sacro e il profano e vale come rafforzativo anche il celebre detto lo «scherza con i fanti e lascia stare i santi». Eppure oggi le tipografie valdostane stampano santini e non sono volti e motti di Sant'Anselmo, San Bernardo o Sant'Orso i protagonisti, ma lo è l'esercito dei candidati alle Comunali e Regionali.

5) Diario di un candidato

L'inizio del programma di 'Vallée d'Aoste Unie'E' davvero un peccato che non ci siano in Valle dibattiti fra i candidati alle elezioni regionali sotto forma di trasmissioni tipo talk show e cioè con un contraddittorio serio fra le parti. Anzi, l'esistenza di una martellante produzione televisiva di questo genere sulle reti nazionali con i soli leader influenza molto gli elettori anche sul piano locale, falsando in qualche modo l'esito delle urne proprio per il vuoto pneumatico in Valle. Questo priva i cittadini-elettori di un punto di vista che sarebbe necessario in democrazia. Ciò non avviene neppure sui "social" per assenza di regole d'ingaggio e di spazi che consentano approfondimenti. E dunque per esprimere le proprie idee ed i propri progetti resta poca cosa.
Fra questi qualche articolo sui giornali e sui siti, comizi sparuti con militanti e poco pubblico neutro, qualche inserzione a pagamento e poi la distribuzione, timida in tempi di "coronavirus", di materiale cartaceo con gazebo piazzati in alcuni punti.

6) Diario di un candidato

Ernesto Galli della LoggiaMi piacerebbe credere che la rincorsa elettorale, giunta quasi sulla dirittura finale quando bisogna dar fondo alle energie per non perdere il passo, non fosse per la brevità di un mese ufficiale la sola cifra di riferimento per chi deve decidere. Nel senso che credo sia interessante scrutare - oggi che si trovano in Rete perché obbligatori - i curricula che i competitori alle regionali - assieme al casellario giudiziale - devono obbligatoriamente rendere noti. Carta canta.
Certo, dipende da quale età si ha, nel senso che mica si pretende che un ventenne (anzi un ventunenne, essendo rimasta paradossalmente questa età per presentarsi nelle liste) abbia chissà quale background, ma diverso è per chi è adulto. Questo non vuol dire, in chissà quale logica classista, che contino solo gli studi fatti ed il lavoro più o meno importante, ma neppure il suo contrario, come teorizzato da parte dei "nuovisti", che sembrano deridere cultura e competenze acquisite.
Difatti il dilettantismo e l'ignoranza creano disastri.

7) Diario di un candidato

I contatti di 'Vallée d'Aoste Unie'Aldo Moro, pensando immagino sia al destino della sua Democrazia Cristiana ma buon profeta rispetto al crollo dei partiti della cosiddetta Prima Repubblica, scrisse: «Un partito che non si rinnovi con le cose che cambiano, che non sappia collocare ed amalgamare nella sua esperienza il nuovo che si annuncia, il compito ogni giorno diverso, viene prima o poi travolto dagli avvenimenti, viene tagliato fuori dal ritmo veloce delle cose che non ha saputo capire ed alle quali non ha saputo corrispondere».
Esattamente quel che sta capitando in Valle d'Aosta a un fenomeno politico e storico cui ho compartecipato, l'Union Valdôtaine. Lo dico con dispiacere, ma chi se n'è andato - e mi riferisco a chi è rimasto in area autonomista e non a chi è stato voltagabbana approdando dove gli è solo convenuto - lo ha fatto perché aveva visto crescere le ragioni che hanno portato ad una decadenza.

75 anni dopo

La prima pagina dei Decreti luogotenenzialiSo che esiste nel ricordare certi giorni simbolici un rischio di una qualche ripetitività. Ma dico sempre che bisogna continuare a ricordare in un mondo in cui l'oblio è di casa e nel quale spesso si dimenticano le radici che nutrono la pianta.
Oggi siamo il 7 settembre, data che è stata per un breve periodo "Festa della Valle d'Aosta" per i significati che ha, da una parte è festività ad Aosta perché San Grato è il Santo Patrono della Diocesi di cui dovrebbe essere stato secondo Vescovo, dall'altra festa laica senza dubbio, essendo questa la data canonica delle udienze dei Savoia nel Duché d'Aoste e pure data di emanazione dei decreti luogotenenziali del 1945, alla base dell'attuale regime autonomistico. Tre circostanze in uno e quest'ultima è una probabile casualità che stupisce e può fare immaginare una sorta di mano invisibile.

8) Diario di un candidato

Elon MuskI "social" sono uno strumento straordinario in uno scenario digitale che incalza. Leggevo, giorni fa, dell'ultima trovata di Elon Musk, che ha presentato alla stampa "Gertrude", il maiale con un chip grande come una moneta impiantato nel cervello. Questo progetto "Neuralink" nelle intenzioni del geniale e bizzarro miliardario «garantirà il futuro dell'umanità come civiltà connessa all'intelligenza artificiale». Questo solo per dire che l'evoluzione tecnologica ha avuto sviluppi pazzeschi, ma storie come queste prefigurano sistemi che vanno ormai al di là di qualunque fantascienza.
Nel concreto e senza, per ora, voli pindarici, se guardiano alle elezioni regionali e comunali ci si accorge di come nel breve volgere di pochi anni molto sia cambiato e tanto sia rimasto inspiegabilmente uguale.

Nessuno spazio per la 'ndrangheta

Imputati ed avvocati entrano al Tribunale di Aosta per il processo 'Geenna'Per me il "caso Caminiti" si riassume nel vivo dissenso espresso dalla Lista verso la sua scelta di far parte del gruppetto ritrovatosi sotto il Tribunale di Aosta per solidarizzare, nel suo caso, con Marco Sorbara. Personalmente trovo quanto avvenuto inconcepibile e persino nocivo per la difesa delle persone sotto processo. Il caso vuole che passassi nella zona, ma non in vista di via Ollietti, e scambiassi un applauso lontano come chissà quale festeggiamento. La scoperta successiva da una notizia di cronaca mi ha lasciato esterrefatto. Mai ad Aosta avrei pensato a qualcosa del genere.
Vincenzo si è scusato con la Lista, segnalando il suo impegno contro la mafia attraverso anche il suo lavoro da consigliere comunale, ma nel contempo è tornato a dire che era null'altro che un modo per dimostrare la sua amicizia per Sorbara. In un suo messaggio inviato ai colleghi di Lista, che in vario modo avevano criticato i fatti e lamentato le conseguenze per la credibilità di tutti, ha precisato che per non creare disagio non parteciperà a nessun incontro pubblico.

9) Diario di un candidato

I cartelloni elettorali delle Regionali in piazza Chanoux ad AostaQuando mancano alcuni giorni alle elezioni ci si trova, per chi abbia già vissuto l'esperienza, come avveniva da bambino nel salire in cima alla scala di uno scivolo: basta poco e ci si trova in fondo al gioco. Tutto si muove velocemente e cresce l'attesa e mai come quest'anno ciò avviene con parecchie incognite su cui alla fine è meglio non soffermarsi. Odio la logica di drammatizzazione delle urne, quando invece si tratta di un passaggio logico in una democrazia.
Anche i punti "da fare subito" scritti nel programma dovrebbero essere integrati dalle molte scoperte avvenute. Questo è in fondo la forza dei contatti personali, utili non solo per sondare gli umori, ma per scoprire cose che non si conoscevano ed a cui dare soluzione, perché questo è il compito principale di un eletto, non insultarsi all'infinito in Consiglio Valle.

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