May 2020

Lo spettro del risentimento

Il libro di Max SchelerLa retorica delle bandiere alle finestre, dei canti sul balcone, dell'eroismo per tutti, del #celafaremo si scontra con una realtà piuttosto greve, che dimostra come l'epidemia e le sue conseguenze economiche e sociali, accanto al nervosismo da obblighi di legge stringenti e da confinamento domestico, creino una miscela esplosiva.
Un panorama cupo, che alimenta un crescente malumore, proteste e incomprensioni, che sono l'esatto opposto di quegli appelli all'unità d'intenti ed al senso di comunità che vengono dispensati in lungo e in largo e risultano poco praticati da chi vuole mettersi in mostra per cavalcare la protesta senza pensare di poter poi essere disarcionato.
Bisogna prenderne atto e smetterla con certo buonismo di maniera e darsi da fare per evitare che cattivi sentimenti inquinino il presente e compromettano quella mobilitazione generale per ripartire.

Ti conosco, mascherina!

Guy Williams nel ruolo di 'Zorro', con la mascherina d'ordinanzaUn amico medico mi ha mandato, tempo fa, una pubblicazione tecnica sulle mascherine e vi assicuro che la varietà di modelli e le caratteristiche tecniche, pur molto interessanti (certi esemplari mai potrebbero costare 50 centesimi, prezzo imposto dal Governo), mi impedivano di occuparmi in maniera ragionata della questione per manifesta incompetenza.
Ma il tema mascherine resta interessante e sarà, nel fiorire di idee per renderle meno banali nel tempo lungo che verrà, una compagna cui - obtorto collo - ci abitueremo.
"Mascherina", racconta l'Etimologico, deriva da "maschera" su cui il dizionario si intrattiene a lungo e lo riporto per i tentativi che mostrano quanto sia difficile scavare nell'origine delle parole.

La "fase uno e mezzo"

Charles DantzigSi apre qualcosa da domani, in quella "fase 2" che è poi una "fase uno e mezzo", come si dice per ridere per non piangere in un guazzabuglio di notizie contrastanti, su cui spicca il "congiunto" visitabile tirato come un elastico nella spassosa interpretazione di Palazzo Chigi.
In parte lo si capisce: la pandemia ha dimostrato tutte le nostre debolezze e in politica «il re è nudo», come non mai. Anche se è difficile dividere vincitori e vinti, in una sconfitta collettiva, sperando che lo sconfitto alla fine sia lui, il "coronavirus", che si riproduce sulle nostre spalle.
Per altro in politica è sempre meglio decidere che mai decidere o farlo in sistematico ritardo. Con il senno di poi, che non è sempre un male, distingueremo meglio, anche in Valle d'Aosta, il grano dalla pula.

Volontà per la Scuola

La Ministra Lucia AzzolinaHo deciso di aderire al Comitato, nato in Emilia-Romagna, #lascuolaascuola, che si è costituito - cito le ragioni cardine - "con l'obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni nazionali e locali sui temi educativi e promuovere una mobilitazione nazionale che metta al centro dell'agenda del nostro Paese la riapertura delle scuole e dei servizi educativi. Occorre investire sulla scuola programmando un Piano a lungo termine, che consenta lo svolgimento dell'attività educativa in condizioni di sicurezza".
Ne fanno parte scienziati, medici, insegnanti, psicologi, genitori, che sono insieme per la riapertura delle scuole in sicurezza.
I promotori segnalano come, mentre parte la famosa "fase 2", nessun Piano di riapertura è stato reso pubblico dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, cui piace - permettetemi di annotare - farsi intervistare con annunci roboanti e mai discussi neppure in ambito governativo. Basta leggere il suo curriculum per verificarne la pochezza in un ruolo così importante.

Pensieri sbilenchi

Gente a passeggio nel centro di Aosta dopo la fine della 'fase 1'Propongo pensieri in apparenza sbilenchi, ma funziona così anche un puzzle con pezzi che paiono non combaciare, ma alla fine finiscono per farlo.
Ho smesso i tre giorni alla settimana dedicati allo "smart working". Torno a fare il mio mestiere sul posto di lavoro. Bilancio? Si può fare con giudizio e per chi crede al lavoro più per risultati che per impegno orario - un faro nella società del domani! - l'esito è interessante e ringrazio di avere la "fibra", per puro caso, a due passi. La connettività è infatti l'indispensabile premessa all'utilizzo delle tecnologie digitali, che rendono possibile una miriade di attività e di contatti.
Ho sempre creduto al "Telelavoro", prima che diventasse "agile" e quando ero presidente della Regione sognavo di svuotare gli uffici e ripopolare, sempre con discernimento, i paesi della Valle più vuoti con persone che lavorassero da casa o in uffici nei Municipi che fossero a disposizione di tutto il settore pubblico.

La democrazia pencolante

La bandiera italiana in una finestra ad AostaI destini della democrazia credo che siano un tema altrettanto importante dell'epidemia, nel senso che il "coronavirus" e la sua incidenza sugli aspetti economici e sociali impattano necessariamente sul funzionamento e la credibilità delle Istituzioni.
In un mondo occidentale spaventato e distratto, tutto ciò sembra a molti una fisima specialistica e invece meglio non perdere di vista il fatto che l'eccezionalità degli eventi e la straordinarietà delle risposte necessarie ricadono non poco su meccanismi di funzionamento della democrazia, che se distorti o inceppati violeranno elementari principi di libertà.
Ci pensavo leggendo un articolo su "Leoni blog", dove si raccolgono idee a confronto, espressione dell'"Istituto Bruno Leoni", centro di ricerca italiano, Intitolato al giurista e filosofo del diritto Bruno Leoni, il cui scopo è promuovere le idee liberali in Italia e in Europa.

O la borsa o la vita

La minaccia trasformata in slogan«O la borsa o la vita»: è questa una vecchia espressione ottocentesca del bandito di strada che minaccia un viandante. Eppure, mai come oggi, questa espressione dimostra in maniera plastica e impressionistica la scelta che ci si trova a dover compiere di fronte a quel "bandito", che è il "coronavirus", che arriva sino ad uccidere per riprodursi.
Questa storia relativizza quella tracotanza di noi esseri umani che, negli ultimi secoli abbiamo fatto salti da gigante nella scienza e nella tecnologia, e ci troviamo d'improvviso sotto scacco, dovendo ripensare a molte cose. Naturalmente fa ridere i polli chi considera che questa sia una sorta di punizione divina o una specie di ammonimento della Natura contro il nostro strapotere sul Pianeta. Senza l'attuale livello di sviluppo e di conoscenze il "covid-19" avrebbe fatto una strage di centinaia di milioni di persone e invece l'impatto è enormemente diverso da quanto sarebbe avvenuto solo cinquant'anni fa.

La Scuola è la Scuola

Una lezione 'a distanza' in corsoCi sono tante cose che mi intristiscono di questo "coronavirus". L'elenco puntuale sarebbe troppo lungo e talvolta mi sono trovato commosso a vedere certe immagini di sofferenza e di solidarietà.
Eppure, a ben pensarci, spicca in questa sorta di malinconia la Scuola, il luogo per eccellenza che segna la nostra stessa esistenza, visto che ci passiamo tanti anni e visto che quando invecchiamo abbiamo l'avventura di associare ogni passaggio scolastico ai nostri figli che crescono. Io ne ho due all'Università ed uno alle elementari e misuro con loro il tempo che passa e pure la speranza che la loro vita sia felice, sapendo come non basti più leggere, scrivere e far di conto. Anche se queste tre abilità sarebbe non male restassero in prima linea e non affogati in mille attività ultronee.

Correre non più come un criceto

Un criceto... fermoLa ripresa dell'attività sportiva individuale, specie la corsa o corretta, è stata inspiegabilmente ritardata in una Valle d'Aosta, dove certo non mancano spazi poco frequentati (non uso "wilderness", perché esclude i montanari) e pure facilmente individuabili dai Comuni che conoscono bene i loro territori (ah! la sussidiarietà!).
E pensare che questa attività resta un caposaldo della vita normale ed anche della lotta al "coronavirus". Per stare in salute lo sport amatoriale è importante e resterà per sempre nella mia memoria l'esperienza singolare di queste settimane, costretto a correre attorno a casa senza sgarrare all'esterno della cinta. come se fossi un criceto nella ruota dentro la sua gabbietta. Immagine davvero agghiacciante, ma così era con buona pace dei Paesi che conosco, tipo Francia o Belgio, dove soluzioni per fare jogging erano state trovate per la consapevolezza dei benefici derivanti.

La sconfitta della poliomielite

Il dottor Jonas Salk mentre vaccina una bimbaOcchio agli antivaccinisti. Chi pensa che il "covid-19" li abbia convinti sbaglia e quando arriverà l'atteso vaccino contro il "coronavirus" risolleveranno la testa per la semplice ragione che sono una setta e come tale si comportano. Ragionare - ci ho provato con alcuni di loro - non serve: loro, a differenza mia, conoscono la verità e sono depositari di studi, dossier, rivelazioni avvolte da segreti nascosti e verità misteriose.
Inutile perciò perdere tempo e bisogna far valere la forza del Diritto ed è quanto in Italia si è stentato a fare per la presenza, specie fra i "pentastellati", di sfegatati avversari dei vaccini e in fondo i "noVax" sono elettori ed anche in Valle d'Aosta c'è chi per raccattare voti mette assieme senza scrupoli il diavolo e l'acqua santa.
Ci pensavo, leggendo un magistrale articolo di Maurizio Crippa su "Il Foglio quotidiano", che mi ha fatto tornare bambino, quando i miei genitori cercavano di fare di tutto, affinché mio fratello ed io non ci ammalassimo di malattie terribili, oggi sradicate grazie ai vaccini.

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