July 2019

Luglio, caldo e politica

Sedie sdraioGiugno è ancora in larga parte primavera, agosto è il periodo saturo dell'estate, mentre settembre è già stagione declinante. Ecco perché vorrei ergermi in difesa del mese di luglio, che finisce per essere sottostimato, per quanto il mese sia dedicato a Giulio Cesare, che sradicò la precedente e banale definizione di "Quintilis" (quinto mese dell'anno).
A pensare al caldo, che sembra restare una costante anche di questo mese, viene in mente la leggerezza e l'ironia di Eugenio Montale:

«Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l'idraulico è in ferie»
.

Magris contro i muri

Ho letto con curiosità le dichiarazioni del presidente leghista del Friuli-Venezia Giulia, quando aveva sostenuto «Un muro», lungo 243 chilometri, «o altro» lungo il confine est dell'Italia.
«E' un'ipotesi che si sta valutando col Viminale» aveva aggiunto in un'intervista con il "Fatto Quotidiano" «perché noi dobbiamo dare sicurezza ai nostri cittadini. Tranquillità nelle case, decoro nelle pubbliche vie. Ladri, delinquenti di piccolo o grande calibro non ne vogliamo».
«Se l'Europa non tutela i suoi confini noi saremo costretti a fermare l'ondata migratoria che avanza attraverso altri Paesi dell'Ue con tutti i mezzi - ha detto ancora Massimiliano Fedriga - non possiamo mettere poliziotti a ogni metro, anche se le misure di vigilanza, grazie al nuovo piano del Viminale, stanno dando i loro frutti».

Autostrada e Statale: la mobilità è un diritto

Le code sulla 'A5' nel pomeriggio di domenica 29 giugnoCon tutta franchezza non ci voleva una grande scienza a capire che la canicola avrebbe spinto molti cittadini dalla pianura ancora più di assolata di quanto fossero le nostre montagne per cercare frescura a quote più alte. Immagino poi che i dati autostradali dimostrassero l'avvenuta salita verso le nostre vallate per il finesettimana o per la gita solo domenicale, cui si sommava naturalmente - specie lungo l'asse autostradale valdostano - anche il traffico vacanziero a lunga percorrenza attraverso trafori e colli.
Per cui l'ingorgo di rientro di domenica sera non credo fosse, a conti fatti, una sorpresa vera e propria, ma la semplice ridiscesa in massa di chi era salito in modo più scaglionato. Eppure domenica con code chilometriche sull'autostradale e sulla statale 26 è andata in onda una débacle, che certo dimostra positivamente che la Valle attira, ma certo lunghe attese non possono che sconsigliare di tornare se poi si deve viaggiare come lumache al ritorno a casa.

La foglia di fico del "cambiamento"

Le vere foglie di ficoNessuna Scrittura lo riporta, ma quando Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso dell'Eden pare che lei abbia detto sottovoce al partner arrabbiato: «Dai, in fondo è un cambiamento!». Da lì in poi - come dire? - la foglia di fico per uscire da situazioni altrimenti difficili è diventato il termine multiuso, come il coltellino svizzero, di "cambiamento".
Credo che nella politica italiana ma anche in quella valdostana sia stata la parola più pronunciata negli ultimi anni ed io stesso - maledizione! - l'ho usata spesso e, quel che è peggio, pure credendoci. Ora mi rendo conto che, mentre mi sforzavo di usarla in buona fede, quella parolina piano piano ha cominciato ad essere adoperata anche da chi crede nel suo esatto contrario, la "staticità".

L'Italia che non pesa in Europa

David Sassoli, neo presidente del Parlamento europeoCi voleva un cronista che conosce l'Unione europea come le sue tasche, Andrea Bonanni, per fare una sintesi in un editoriale su "La Repubblica" sull'esito delle nomine ai vertici delle Istituzioni comunitarie. Così fulmina i perdenti: «Si era schierato contro il candidato Timmermans perché designato da francesi e tedeschi: "E' una questione di metodo. Non vogliamo un'Europa a due, ma a ventotto", aveva spiegato Giuseppe Conte. Grazie a questa mossa geniale, il capo del governo italiano ora ha una tedesca delfina di Merkel alla guida della Commissione europea, una francese alla guida della "Bce", un liberale belga amicissimo di Berlino e Parigi alla presidenza del Consiglio europeo e il socialista spagnolo che ha diretto la guerra contro Maduro in Venezuela al timone della diplomazia Ue. Timmermans, la bestia nera dei populisti, resterà primo vicepresidente della Commissione insieme con la liberale Vestager».

La lontra come "Papillon"

Una lontraDurante un'intervista con il veterinario del "Parco nazionale del Gran Paradiso", Bruno Bassano, ho scoperto, nella mia trasmissione radio, il lieto fine di una storia iniziata nel 2013, quando arrivarono dall'"Alpenzoo" di Innsbruck due lontre in Valsavarenche. Poi il maschio - sterilizzato per evitare la riproduzione per regola imposta dalla Forestale valdostana (ma a Caramanico nel Parco della Majella e stato consentito) - fuggì per trovare la libertà.
Ne scrisse nel 2016 la penna impareggiabile di Enrico Martinet su "La Stampa": «E adesso "Cagliostro" è sparito. Fino a un anno fa le orme di questa giovane lontra maschio erano state trovate sulla sabbia delle rive della Dora di Valsavarenche, poi più nulla. Le telecamere del Centro del Parco destinato alla lontra non l'hanno più inquadrato».

Località "Chiappetti": non solo frana

La frana in località 'Chiappetti' a QuincinettoLocalità "Chiappetti" si trova sulla sinistra (carreggiata di discesa dalla Valle d'Aosta) a poco meno di due chilometri da dove, sull'autostrada "Torino - Aosta", "Ativa" finisce a Quincinetto ed inizia, sullo stesso Comune, la "Sav". E' un luogo strano dal punto di vista paesaggistico e devo ad un documentario trasmesso su "Rai Vd'A" (che riproporremo a giorni) la consapevolezza del suo pregio grazie alla "scoperta" di un amico, lo svizzero Michael Jakob, professore di storia e teoria del paesaggio al Politecnico di Losanna "Epfl" e presso la Scuola di ingegneria di Ginevra-Lullier e cattedratico di Lettere comparate nell'Università di Grenoble.
Da allora ho sempre guardato a quello spazio con interesse, a maggior ragione dopo che quella zona, già da alcuni anni, è assurta alle cronaca per una frana monitorata dalla Regione Piemonte e dall'Università di Firenze, perché - in caso di caduta - bloccherebbe un'autostrada - la nostra, valdostana - che fa parte della "Rete transeuropea dei trasporti" e periodicamente, in assenza degli attesi lavori di bonifica, si sono registrati, come avvenuto ultimamente, caotici blocchi del traffico, riversato sulla Statale 26 con ingorghi epocali. Ora ci sono ipotesi importanti per contrastare rischi e affrontare emergenze, ma l'area "Chiappetti" vale un approfondimento.

I luoghi del cuore

La mitica 'Vespa 125'I luoghi del cuore esistono e sono scolpiti dentro di noi e la memoria è in grado di riesumarli. Basta un pretesto per accendere la miccia e ritrovarsi d'improvviso in situazioni di vita vissuta.
Capita spesso. Ogni volta che finisco a Pila mi rivedo nella baita che affittava zia Eugenia e magari la sera ripiglio in mano quelle foto in bianco e nero di me minuscolo che giravo nudo con il cappellino in testa. Se vado al Crest di Champoluc vedo la casa che costruì e poi vendette mio papà, e ricordo feste memorabili con i miei amici da adolescenti scapestrati. Salgo ancora oggi sulla mia "Vespa 125" del 1975 e non fosse per l'obbligo del casco mi ritroverei con quelle sensazioni uniche di libertà che mi dava lo scorrazzare senza pensieri. Vado nella mia cameretta nella casa di Verrès dove sono cresciuto e ritrovo quei libri che hanno fatto parte della mia formazione, sempre con un libro in mano.

Quando un premio ti commuove

Io durante la premiazione a Macugnaga'Racconterei una storia se dicessi che non sono stato profondamente lusingato a ad essere chiamato sul palco della "Kongress Haus" di Macugnaga per ricevere l'"Insegna di San Bernardo" (il grande santo valdostano forse da noi poco colto nel suo ruolo storico), motivato dalla giuria dal mio impegno per la Montagna e per l'attività politica in favore delle minoranze linguistiche, comprese naturalmente le popolazioni walser.
E' stato Enrico Rizzi, uno dei massimi esperti della storia e della cultura walser a dire: «Luciano è il primo e sinora il solo politico a ricevere l'onorificenza perché è stato l'unico a dimostrare un'attenzione costante alle minoranze linguistiche in tutto il suo prestigioso percorso politico».
Ha aggiunto, imbarazzandomi per lodi: «Ho conosciuto Luciano il 14 ottobre 1988 quando da giovanissimo deputato valdostano, accompagnato da Cesare Dujany a Gressoney, si presentò ad una delle assise walser. Da lì, da quel giorno, è nato il suo impegno in favore di tutte le minoranze linguistiche, walser in primis, di cui si è fatto paladino».

Aujourd'hui...

La giornalista francese Claire ConruytNon ci si accapiglia più di tanto ormai sul Francese in Valle d'Aosta, come se questa lingua fosse ormai destinata a spegnersi, raggiungendo il risultato perseguito da molti dall'Unità d'Italia in poi, quando la piccola Valle era rimasta unica isola linguistica della vecchia lingua materna dei Savoia stessi.
Personalmente non ho mai dato una lettura ideologica della lingua e delle sue conseguenze. Il particolarismo valdostano è un fatto millenario, forgiato più da ragioni geografiche ed economiche legate al contesto alpino che alla questione linguistica, nata e sviluppatasi - come dicevo - quando la Maison de Savoie ha deciso di scendere la Penisola e rompere quei legame d'Oltralpe che affondavano le radici anche nel francese.

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