June 2018

Il "Re Travicello" ed il serpente

Giuseppe Conte, nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, è un personaggio fiabesco. Sembra - l'ho scritto in un tweet prima di editorialisti ben più titolati - un "Re Travicello".
L'espressione deriva da una favola di Esopo, ripresa Fedro e poi da La Fontaine e si usa per riferirsi, spesso con una connotazione dispregiativa, a una persona che ricopre una carica o un ruolo importante ma che non ha l'autorità o le capacità per esercitare effettivamente il potere.
Essere un "Re Travicello" significa dunque avere un potere solo nominale e sulla carta, senza gestirlo realmente. Nel caso in esame Conte si è trovato catapultato a svolgere un ruolo importante senza avere alcuna esperienza politica e senza meriti particolari: un miracolato.

L'allodola, "Azzurro" e il maròn

Paolo ConteUn mattino di giugno, troppo presto
per svegliarsi, troppo tardi
per riprendere sonno.
Devo uscire nel verde gremito
di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.
Non si vedono, si fondono totalmente con lo sfondo, camaleonti perfetti.
Così vicini che li sento respirare
benché il canto degli uccelli
sia assordante"
.
Già, cosa avranno da dirsi la mattina gli uccelli con cui si conclude questa poesia dello svedese Tomas Tranströmer (1931-2015) Premio "Nobel" per la letteratura nel 2011. Li sento cantare in queste mattine e mi domando sempre che cosa li spinga a tante... chiacchiere.

La gita in pullman

Un momento della gita al Lago d'OrtaTutto gira nella nostra esistenza: arriva, sparisce, torna, si trasfigura. L'unica certezza è che bisogna godersi ogni momento ed hanno ragione quelli che, ormai come me, hanno i capelli bianchi ed ammoniscono i giovani di godersi la vita a piene mani ed a considerare che certi momenti, apparentemente insignificanti, un giorno diventeranno come pietre preziose che ci hanno arricchiti e che affioreranno magari in momenti meno lieti o quando - peggio ancora - ci si accorge che non potranno più essere replicati. Da giovani, quando ti dicono queste cose, le consideri solo banalità, ma non lo sono e lo si scopre... ex post.
Ma eccomi al punto: la gita in pullman (che mia nonna chiamava "corriera") è da questo punto di vista un classicissimo della mia generazione, che è quella che ha vissuto in maniera crescente quella motorizzazione che ha trasformato in un fenomeno di costume l'uso delle automobili e anche dei pullman, che un tempo erano davvero "torpedoni" piuttosto rustici, mentre si sono trasformati in mezzi sofisticati e persino lussuosi (ciò rende ridicolo il limite di velocità dei cento chilometri orari).

Sion 2026 e la fuga dalle Olimpiadi invernali

Pirmin Zurbriggen con la 'fiaccola olimpica' in cima al CervinoProsegue la grave crisi di credibilità delle Olimpiadi invernali con la scelta di domenica dei vallesani di dire "no" alla candidatura olimpica: un venticello che sentivo arrivare dai miei contatti d'Oltralpe e che non mi stupisce affatto, quel che è certo è che, provenendo dalla Svizzera, Paese alpino per eccellenza ed iconografie, dimostra quanto i Giochi Olimpici andrebbero rinnovati, se non chiusi, perché si trovano nella mani della cricca del "Comitato Olimpico Internazionale" con la ridicola valorizzazione di città che le montagne le vedono da distante, con spese miliardarie, spesso buttate al vento per il mancato riutilizzo delle strutture e con gare con discendente appeal verso il pubblico.

"Aquarius": simbolo di un problema irrisolto

La nave 'Aquarius' con a bordo alcuni migrantiLa vicenda della nave "Aquarius" - zeppa di migranti ed alla ricerca di un porto non dato dall'Italia ma dalla Spagna - ha acceso le tifoserie, aperto una querelle con la Francia, salita in cattedra quando ha poco da insegnare, e mostrato una cosa semplicissima, e cioè che il tema dei migranti o meglio delle grandi migrazioni - senza regole e con la complicità delle mafie e delle bande paramilitari al di qua e al di là del Mediterraneo - è un argomento politico complicato e che si presta a speculazioni e soprattutto a grandi spostamenti di voti.
Per cui la nave è servita al leader leghista e ministro dell'Interno, Matteo Salvini (ormai di lotta e di governo), per lanciare una sfida: prendersela con Malta che non accoglie migranti perché poi con i meccanismi degli "accordi di Dublino" dovrebbe tenerseli ed è davvero un'isoletta; lanciare un avvertimento all'Europa che i soldi li dà ma la maggior parte dei Paesi i migranti non li vuole; prendere atto del fallimento che da tempo riguarda la politica di accoglienza con i "richiedenti asilo" che lo meritano mischiati ad una folla dolente di poveri che vedono l'Occidente come un "Eldorado" dove vivere e non sempre chi arriva è uno stinco di santo, vista la presenza di islamisti in missione.

Un quadro, la vita, la comunità

Il grande quadro di Paul Gauguin«Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?».
E' questo il titolo di un celebre quadro di Paul Gauguin (1848-1903), presentato in pubblico nel 1898 e dipinto a Tahiti dove morirà. Il quadro sottolinea l'enigma appassionante della vita e va considerato il suo testamento artistico e spirituale, sintesi perfetta della sua pittura e della sua visione del mondo. Non è semplice interpretarlo: si tratta dell'età dell'uomo, dall'infanzia alla vecchiaia, con una serie di simboli che i critici si sforzano di decriptare.
L'unica cosa chiara è quella scritta che il pittore ha apposto e che ho citato all'inizio: è in fondo un interrogativo che può assumere come tutto diverse coloriture (dallo scherzoso al drammatico) e serve - qualora lo si volesse fare - a riflettere in qualche modo non solo sulla nostra vita ma su quella della nostra comunità.

Il crollo dei motorini

Motorini funzionanti ed un 'Ciao' abbandonatoPur di avere il motorino a quattordici anni avrei fatto carte false. Quell'oggetto del desiderio era per me anzitutto la Libertà: uso persino la maiuscola per dire che la mobilità - termine all'epoca inesistente - significava per un ragazzino di paese come me potersi muovere finalmente sdoganato da treno, pullman ed autostop. Era anche - bisogna dirsi la verità - una specie di rito di passaggio verso l'età più adulta, anche per sedare l'ormone vivace, perché la moto all'epoca voleva anche dire uno status symbol e la speranza di caricare qualcuna sul sellino... In più, pur essendomi da deputato battuto per l'obbligatorietà del casco, ho nostalgia di quel vento nei capelli e di quelle comitive di motorini che, specie durante le vacanze estive, come un nugolo d'insetti si spostavano per semplice diletto. Ricordo notti con il motorino e poi con la "Vespa 125 Primavera" (che ho ancora!) in cui vagavamo nella notte per il semplice piacere di andare, che fosse nelle mie strade di montagna o via per i lungomare o nelle stradine dell'entroterra della Liguria estiva, dove spedivo la moto con il treno.

Il difficile puzzle politico

Un puzzle in fase di risoluzione?Per l'edizione di questo sabato mi è stato richiesto di scrivere su "La Vallée notizie" tremila battute sulla situazione politica valdostana: esercizio non semplice per la comprensibile ragione di un puzzle da comporre che appare complesso e foriero di scelte di una certa rilevanza in vista della convocazione del nuovo Consiglio Valle, prevista tra poco più di una settimana. Con la solita incognita che non si sa mai, nello scegliere una strada piuttosto che un'altra, dove si arriverà con certezza e per fortuna non ci sono in giro "bookmaker".
Così avviene ogni volta che deve nascere una maggioranza di governo, nei casi in cui avere numeri certi si fa complicato e obbliga a sforzi inventivi ed a riunioni a baraonda. Basti a dimostrarlo la Legislatura regionale scorsa in cui si è visto di tutto con equilibri ballerini e con strane creature - mi riferisco alle coalizioni a geometria variabile - simili ai personaggi eccentrici seduti al bar di "Guerre Stellari".

Aspettando l'estate

Siete pronti? E' sulla dirittura d'arrivo l'estate 2018 e mancano poche ore al solstizio.
Ricordo che la parola "solstizio" deriva da "-sol", ossia "sole" e "-sistere" ossia "fermarsi", in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l'eclittica.
Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per quindici ore e quattordici minuti. Poi dal 22 giugno un lento, ma inesorabile accorciamento fino a raggiungere il minimo nel giorno del solstizio d'inverno, ovvero il 21 dicembre. Ma, intanto, ci godremo l'estate e l'autunno!
E per me l'estate è soprattutto la luce fino alla sera e per questo mi batterò dappertutto contro la nascente paranoia che serpeggia sulla possibile abolizione dell'ora legale che consente questo "slittamento" combattendo la notte.

Oggi a te domani a me

Bimbi sulla giostra...Vedi il caso: mentre sbircio su "Twitter", nel cercare qualche notizia come da abitudine in questa parte digitale della mia vita (cosa facevamo prima in certi momenti?), trovo una rubrica dedicata ai proverbi. Premetto che mi piacciono tanto i proverbi: sono una sterminata collezione di saggezza in pillole, come dei pensieri in miniatura, che riducono grandi ragionamenti in poche parole che possono essere di una semplicità disarmante oppure così complicati da dover scomodare la semantica. Messi nel cassetto della memoria, sono pronti all'uso con la loro carica piena di storia e di arguzia multifunzionale. Oltretutto sono per ciascuno un caso preclaro di ereditarietà, perché mi trovo - capiterà a tutti - ad adoperare certe espressioni che non sono niente altro che il patrimonio culturale orale trasferitomi dai miei genitori, familiari e conoscenti, introiettato e fatto diventare oggetto delle mie conoscenze, pronto a tornare in superficie quando utile.

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