May 2018

Cassese da leggere e da meditare

Grande Sabino Cassese sul "Corriere della Sera" nel raccontare l'evoluzione della politica italiana e il rischio di derive che fanno venire i brividi in questo quadro indeterminato.
Così esordisce: «E' nata la Terza Repubblica? Si completa il secondo importante rivolgimento tra le forze politiche italiane. Un quarto di secolo fa, erano usciti di scena Dc, Psi e Pci, oltre ai partiti minori, protagonisti di mezzo secolo di storia politica. Ora sono fuori dal governo (in via di costituzione) Forza Italia e il Partito democratico, che avevano dominato la scena dal 1994 (anche se prima con nomi diversi). La Costituzione, tuttavia, nonostante due tentativi di modifica, è rimasta la stessa, mentre la periodizzazione francese, a cui ci si ispira correntemente, indica, invece, altrettante modificazioni costituzionali».
Giusto! in Francia siamo alla Quinta Repubblica non per definizione giornalistica, ma per via delle riforme costituzionali.

L'intrico della politica valdostana

Situazione intricata...«À chaque jour suffit sa peine», verrebbe voglia di dire, pensando al fatto che tutti i santi giorni i giornali e gli altri organi d'informazione presentano nuovi scenari possibili di alleanze nel futuro immediato e in quello più distante, dopo l'esito del voto della settimana scorsa nelle elezioni regionali valdostane. Quel che è bello è che ogni situazione prospettata, in epoca di "social", crea per chi se ne occupi in qualche modo ondate immediate di commenti o di messaggini dei supporter o di semplici cittadini anche di fronte a notizie improbabili, spesso etichettabili come pettegolezzi o come notizie ad uso strumentale, tipo ballon d'essai per vedere l'effetto che fanno. Questa del contatto via Rete è una formula di democrazia diretta nuova ed anche vagamente inquietante, perché il rischio è quello di esprimersi con la rozzezza di questi media, che obbligano a sintesi, ed a conseguenti dialoghi imperfetti.

Giù le mani da Mattarella

Sergio Mattarella con Giuseppe ConteSpero che mi possa capitare di dirlo di persona al Presidente Sergio Mattarella - per me, con il "tu", è Sergio per la lunga e amichevole frequentazione parlamentare - che ho avuto un momento nel corso delle consultazioni in cui ho pensato che avesse scelto la linea della comodità istituzionale. Mi dovrei scusare con lui per aver dubitato per un attimo e mi riferisco al momento in cui aveva accettato di dare l'incarico per formare il governo giallo-verde a questo "Signor Nessuno", Giuseppe Conte, scelto come "testa di legno" dai due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che si erano elisi a vicenda perché entrambi convinti di dover finire a Palazzo Chigi.

Discutere con chi non sa

L'opera di Marc Didou, 'Echo', di fronte a Palazzo Nuovo, a TorinoC'è una frase che bisognerebbe tenersi sempre pronta in tasca - scritta come si potrebbe fare su di un bigliettino da impugnare come una "Colt" in un duello nel Far West - per concludere delle discussioni oziose con chi non sa ma pensa di sapere. In genere è chi disturba con atteggiamenti che possono essere saccenti, protervi o queruli, secondo le circostanze, in situazioni che mi sono sempre più insopportabili.
Eccola la frase, ed è di Isaac Asimov, lo scrittore russo naturalizzato statunitense: «Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi "la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza"». Frase utile anche in queste ore in cui le aggressioni contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si nutriranno non del legittimo diritto di critica ma di assurdità come la richiesta di metterlo in stato d'accusa per aver fatto saltare, prima che nascesse, il Governo Conte.

La Germania e le Alpi

Il Passo delle Erbe, nel Tirolo del SudE' saggio tornare a discutere, perché questo è necessario già in periodi ordinari e dunque figurarsi in momenti straordinari come quelli attuali per la Valle d'Aosta, in cui sembrano perdersi tradizionali punti di riferimento. Lo stesso invocare il cambiamento sembra, da parte di qualcuno, più esorcizzare l'eventualità che ciò avvenga piuttosto che darsi da fare realmente lungo questa strada.
Il mio amico occitano, Mariano Allocco, scrive alcune cose sulla questione europea o, se preferite, "europeista", che è stata per altro al centro della scena in fase di formazione - poi andata in malora - del Governo Conte per via della spinta antieuropeista, che è uno dei combustibili del "contratto" (sic!) fra Lega e "Cinque Stelle".

Il potere salvifico del Popolo...

L'utilizzo delle piazze pro o contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è piuttosto grottesco in una Democrazia, ma chi gioca con le Istituzioni lo fa volentieri e rischia di cascare nella medesima trappola chi, invece, intende difendere la democrazia rappresentativa. Uno scontro fra opposti che farà scintille con il solito rischio che al posto di assumere il valore di un confronto civile si scada, come sta già avvenendo, con insulti sui "social" al Capo dello Stato, che dovrebbe essere occasione per condannare in Tribunale gli insultatori professionisti per vilipendio, perché certe storie nulla hanno a che fare con la libertà d'informazione.
Difficile - lo capisco - mantenere i nervi saldi a fronte di certi eccessi, ma non si risponde ai vomitatori professionisti se non con la forza della Legge e non scendendo a certi livelli così bassi.

Italia, Paese immaginario

L'Italia, che fa acqua...Leggo i giornali stamattina e non finirò mai di stupirmi. Prende davvero corpo l'idea - francamente degna di un Paese immaginario - che si torni di nuovo al Governo "Lega - Cinque Stelle", dopo tutto il bordello di queste ore, causato dal "no" responsabile del Presidente Sergio Mattarella ai diktat della coppia Salvini - Di Maio. Il Capo dello Stato, vittima di una campagna odiosa e di minacce terribili, torna ad essere - così pare - un interlocutore affidabile con cui riprovarci. Si passa cioè dal possibile Governo Cottarelli di transizione verso le elezioni addirittura estive al "volemose bene" che farà ridere tutto il mondo e confermare che l'Italia è la culla della sceneggiata. Urla, pianti e strepiti: tutto risolto con un lieto fine con abbracci e baci e con i cittadini che si trovano con la sensazione di essere amabilmente presi per il naso. Roba da non credere e che dimostra come l'Italia non sia un Paese normale, anzi!

Un libro... di corsa

La copertina del libro su New York di Chiara MarchelliOgni tanto di fronte ad un libro, naturalmente finita la sua lettura, ci si domanda di quale genere sia, ammesso che poi alla fine i confini dello scrivere possano davvero essere etichettati in modo così preciso appunto nelle logiche dei generi. Sarà per questo che sono un lettore onnivoro, perché mi piace costruire ponti e non essere chiuso in recinti. e posso dire - questo e quel che conta - di avere vissuto la vita d'altri.
Scriveva infatti Umberto Eco: «Chi non legge, a settant'anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro».

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