May 2018

Quella montagna abbandonata

Un villaggio abbandonatoLo Statuto d'Autonomia valdostano rifletteva una realtà diversa da quella attuale, essendo datato 1948 e opera di costituenti che avevano in media 41 anni, e dunque nati nei primi del Novecento. Gli stessi politici valdostani non erano giovanissimi: il costituente eletto in Valle Giulio Bordon era del 1888 (sessant'anni), come il primo Senatore Ernest Page, mentre il primo Deputato Paul-Alphonse Farinet era del 1893 (55 anni).
Allora era ampiamente dominante il mondo contadino ed anche chi lavorava in fabbrica o in miniera non abbandonava campi e bestiame. Così, scorrendo le materie statutarie, si riflette su una Valle dove l'acqua irrigua è importante, come le consorterie e i boschi, la zootecnia e il miglioramento fondiario.

La Montagna e la Confindustria

Vincenzo Boccia, presidente di 'Confindustria' ed Anna Mareschi, delegata alla MontagnaLeggevo in questi giorni - su segnalazione del mio amico occitano Mariano Allocco - il documento di "Confindustria" (compresa quella valdostana) dedicato ai temi della Montagna. Avendo scritto nella mia vita numerosi documenti e anche tante normative su questi temi, mi sono avvicinato con un qualche scetticismo al tema, forse perché noto con tristezza che troppe cose attorno alla Montagna finiscono per essere afflitte da un terribile male italiano, pure contagioso. Si chiama "convegnite" e funziona così: esistono temi da risolvere, questioni da affrontare, urgenze che avanzano? Nessun problema: si fa un bel convegno e si parla e straparla con diversi oratori. Finita la giornata si va a casa contenti e tutto resta come prima
Invece, questo documento mi piace, perché è moderno, non è in politichese, anche se il linguaggio è del tutto confacente alle necessità di non volare basso, perché quando si scende troppo di livello sento puzza di demagogia o peggio di vieta retorica e di queste due storture non ne abbiamo davvero bisogno!

Felicità, Benessere, Welfare

Welfare, località degli Stati Uniti...Nella "Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America", il 4 luglio 1776, si legge: "Tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità".
Un testo che risente della temperie dell'epoca e della formazione culturale di quei costituenti americani che fondarono gli States.

Il sovranista non è federalista

Il Presidente Sergio Mattarella alla fine del suo discorso al 'The State of the Union 2018'Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'apertura della conferenza "The State of the Union 2018, solidarietà in Europa", ha pronunciato un discorso che è sembrato a tutti come un indice puntato su Lega e "Cinque Stelle", che stanno formando - che Dio ci perdoni - un Governo "sovranista", termine alla moda che serve a camuffare il nazionalismo più vecchio e polveroso e con odore sulfureo.
Lo ricordo per chi dice di militare in area federalista e gioca in squadra con la Lega, perché - con buona pace di chi vuole tenere il piede in due scarpe - chi è "sovranista" NON può essere "federalista" e viceversa, perché le parole hanno una loro storia ed è bene non giocarci.

Ricordi elettorali

I classici manifesti elettoraliVedo persone sostare di fronte ai cartelloni elettorali e scrutare simboli e soprattutto le foto dei candidati. C'è anche chi è fermato, nottetempo, per strappare i manifesti di MOUV' in maniera seriale e trovo sia come una medaglia sul campo di battaglia.
Resta un fatto consolante che ci sia ancora un pochino di tradizione in campagna elettorale, che pure ormai ha nei nello sfruttamento delle potenzialità del Web uno dei grandi giacimenti. Anche se, o nei "social" si metterà ordine, cacciando anonimi e cafoni patentati, o butteremo via questa logica che è stata piena di prospettive dell'Agorà digitale.
A poco più di trent'anni dalla mia prima campagna elettorale, mi viene da sorridere a pensarci ed esprimo la mia massima solidarietà per i candidati in lizza nelle diverse liste.

Un voto libero

Una settimana e si saprà...Siamo agli ultimi fuochi della campagna elettorale in vista del voto di domenica prossima, 20 maggio, quando i seggi apriranno dalle ore 7 alle 22, per il rinnovo del Consiglio regionale o, come da definizione più originale, del nostro Consiglio Valle. Si aspettano i big dei partiti nazionali con i loro "mordi e fuggi", coincidendo il voto rossonero con una fase convulsa della politica italiana e perciò ogni test diventa utile per capire gli umori popolari, compresa la piccola Valle d'Aosta che vedrà interventi di chi di noi sa poco o niente e farà vetrina con promesse e lusinghe per poi scomparire.
Ricordo che le operazioni di scrutinio avverranno l'indomani, lunedì 21 maggio e dunque proprio fra una settimana con un vero e proprio thriller, perché in assenza di sondaggi tutti si rifanno a sensazioni e a previsioni che somigliano agli oroscopi e dunque sono privi di qualunque valore reale.

Piero Gobetti e i rischi per la democrazia

Piero GobettiCapita, al tempo dei "social", di avere degli amici remoti, che non si incontrano mai o raramente, ma con i quali - come gli amis de plume con cui un tempo si intrattenevano rapporti epistolari - ci si scrive lanciandosi dei messaggi a distanza. Così capita con Renzo Canciani, milanese che fu - oltre a molti incarichi manageriali - direttore della "Rai" in Valle d'Aosta all'epoca in cui ero in aspettativa per mandato politico: uomo decisionista e talvolta ruvido, ma con acume e anche antiche militanze politiche e frequentazioni culturali che rendono stimolante confrontarsi con lui via "Twitter". Non sempre la pensiamo nello stesso modo, ma confesso che più il tempo passa e più mi piace vedere le cose da altri punti di vista e non fissarmi sulle mie convinzioni, forse perché tutto gira in modo talmente veloce da dover spesso ri-fissare i propri punti cardinali.

La Politica è una cosa seria

Claudio Brédy al Congresso di Mouv' del gennaio 2017L'interrogativo, ormai sospeso per aria da tempo, è diventato persino noioso nella sua ripetitività e nelle more di un parto che sembrava infinito, tanto da far temere che si fosse trattato di una grottesca gravidanza isterica.
Nascerà o non nascerà il Governo fra Lega e "Cinque Stelle"? Se qualcuno su un'isola deserta, senza collegamenti esterni, ricevesse con un giorno di ritardo un solo quotidiano - come unico cordone ombelicale con il mondo - sarebbe nella curiosa situazione di essere regolarmente disinformato. Ciò avverrebbe per le alterne vicende che uccidono i poveri titolisti sull'orlo di una crisi di nervi, poiché la vicenda somiglia davvero alle fatiche di Sisifo con il masso che spinto in cima ricadeva - in un supplizio infinito - verso il basso. Quanto avvenuto in questi giorni, quando si è arrivati vicini al risultato, vale a dire alla formazione di un Governo, ritornando poi al nulla di fatto per poi invece - così pare - virare al sereno (per loro, non per noi). Magari il miracolo avverrà ad horas con una corsa dal ritmo dei cento metri piani, perché raggiungere il Potere non è un fatto secondario ed i "Cinque Stelle" sono impazienti e pronti a tutto, mentre la Lega lo fece già senza scrupoli nei Governi del passato con Silvio Berlusconi.

Le incognite delle elezioni valdostane

Pronte le sezioni ad Aosta per le elezioni regionaliSi sta quasi completando il conto alla rovescia per le elezioni regionali per l'elezione del Consiglio della quindicesima Legislatura, a quasi settant'anni dal primo voto democratico di questo organo, che risale all'8 dicembre del 1949.
Per chi ha vissuto molte elezioni da protagonista viverle da dietro le quinte ha un duplice sapore. Il primo è che si è più zen: quando ci si mette in gioco di persona prevalgono stati di attesa e di ansia che ingenerano nervosismo e creano negli ultimi giorni - specie quando le candidature di lista sono plurime - certe scintille che non sono patologiche ma umanamente connesse alla competizione quando si mischia il gioco di squadra con il risultato individuale. La seconda, meno personale, è che si guarda al quadro con la freddezza necessaria senza mischiare la realtà con le proprie aspettative e questo è un bene sia per i risultati personali - mamma mia quanti delusi ci saranno il 21 maggio sera! - sia per i risultati delle liste (sento proclami roboanti di chi forse stenta con l'aritmetica e pure con il buonsenso).

I teorici del "Gomplotto"

Quando si prende in giro qualcuno che costruisce castelli in aria su vicende banali o, viceversa, banalizza castelli ben solidi in italiano oggi si usa la parolina "Gomblotto" al posto di "Complotto". Si tratta di un fenomeno di storpiatura o meglio di malapropismo, cioè l'uso di un suono simile (la "G" al posto della "C") per creare un effetto comico.
Quindi, pur essendo il tema serissimo al limite dello svenimento, esiste - con l'affollarsi delle inchieste giudiziarie - un "Gomblotto valdostano" per colpire il Potere costituito?
Così qualcuno dice e adombra, segnalando la circostanza di come - a poche ore dalle elezioni - spuntino vicende molto pesanti su alcuni amministratori pubblici, come se si trattasse di missili "terra - aria" scagliati contro Qualcuno.
Ora si potrebbe a lungo disquisire sulla Giustizia in Valle d'Aosta e su certi "stop and go" di questi anni, specie sugli "stop", visto che molte vicende che ora arrivano a cottura risalgono a molto tempo fa e non si era più saputo nulla.

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