April 2018

Senza autocritica

Chissà se ogni tanto qualcuno si guarda allo specchio...Seguo e compartecipo con curiosità - e con quella visione più fredda che deriva dal non essere candidato - a tutto ciò che ruota dietro al gran fermento generato dalle imminenti elezioni regionali valdostane. Si tratta - per la numerosità dei partecipanti e per la passione politica che la Valle ha sempre avuto - di un test interessante, che mostra come certe cose restino ed altre cambino in un moto perpetuo fatto di antico e di nuovo. Ci vorrebbe la penna di un Honoré de Balzac per raccontare quell'aspetto di "comédie humaine", di cui comincio ad avere - per aver seguito le gesta della politica locale da decenni come spettatore e protagonista - ricordi così vasti e un'aneddotica che mi consente di essere diventato, malgré moi, una sorta di "troubadour" con un vasto repertorio che mi capita di riversare a chi manifesti interesse. Commedia che talvolta sfocia in tragedia con la sue componenti drammatiche o diventa, all'opposto, simile ai "fescennini" del Latini, con quel pizzico di salace adatto ad una festa paesana in cui Odio e Amore strappano grasse risate.

Pensieri dal 68 al 77

Una manifestazione studentesca nel 1977Perché scrivi ogni giorno? Me lo chiedono e me lo chiedo anch'io, visto che costa fatica. Ho sempre spiegato, fatta salva ogni spiegazione narcisistica, che si tratta di una forma di impegno, che mi serve - con un diario pubblico di pensieri più o meno riusciti a cadenza quotidiana - per tenermi in esercizio e per dire la mia, anzitutto a me stesso, e per chi ha la bontà di leggermi. Ci pensavo rispetto anche al mantenimento - che talvolta considero io stesso inusitato - della passione per la politica, fatta anche da una militanza piccina piccina, dopo aver fatto esperienza ben più importanti.
Non sono figlio del 1968 - inteso come processo di proteste di piazza e di elaborazione di idee dei giovani di allora - per ragioni anagrafiche, essendo all'epoca un bambino.

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