September 2017

Le buone notizie

Massimo GramelliniDa quando faccio il giornalista - e in realtà non ho mai smesso di farlo neppure quando la politica era la mia vita quotidiana - mi sono arrovellato su due temi.
Il primo - fuori tema... rispetto a quanto dirò dopo - è la convinzione che questo lavoro sarebbe di una noia mortale se nelle redazioni ci si limitasse a copiare i comunicati stampa o si fosse esclusivamente debitori di quanto scritto dalle altre redazioni, quelle delle "agenzie di stampa", oggi ampliate ai diversi e veloci strumenti del Web. Trovo che invece la gioia del giornalista è scovare le notizie, scavarci dentro e riuscire, nel limite del possibile, a raccontarle in modo efficace e comprensibile. Ricordo quando nei GR (giornali radio) nazionali mi davano quaranta secondi e mi sembrava un battito di ciglia, ma se sfrondi e vai al sodo quello basta e avanza. Oggi ci sono troppi colleghi che non cercano e ritengono la sintesi - e la notizia distinta dal commento - come un optional.

La deriva del buonsenso

Semi di quinoaSono per natura un libertario, per cui di fronte alle posizioni più strampalate cerco sempre di pazientare. Magari - boccaccia mia! - mi può scappare qualche battuta, ma in fondo meglio usare il fioretto che la clava. Devo dire però che il troppo stroppia e ormai mi sono letteralmente rotto di chi, facente parte di qualche setta (non è un parolaccia!), diffonde notizie infondate con il tono di chi conosce retroscena di cui è depositario rispetto ad un mondo pieno di complotti e complottisti, che lo facciano per soldi o per brama di potere.
Questo penchant antiscientifico ha nel Web il suo vangelo aprocrifo ed il paladino senza paura in chi ci crede, diventando un fondamentalista che ti spiega la vita.

L'autunno della montagna

Cadono le prime foglieArriva l'autunno e personalmente lo vivo - come ogni distacco dall'estate che lo precede - con una specie di rassegnazione. Perché l'estate, specie se piuttosto generosa come quella appena trascorsa, lascia dietro di sé il segno del rimpianto per i bei momenti vissuti, specie in vacanza ma non solo. Amo le lunghe giornate che ti accompagnano fino al tramonto e quando si accorciano stento a farmene un ragione, anche se sta avvenendo con dolcezza.
Ma poi, appunto, arriva l'autunno e devi comunque fartene una ragione nel ciclo delle stagioni. Così trovi quel lato piacevole, sia nei giorni di bel tempo ma anche in quelli di pioggia, trovando le molte ragioni per amare questa stagione. Che poi Giuseppe Ungaretti ha riassunto nei suoi versi fulminei:
«Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie»
.

Quando tocca scrivere di politica

L'ultimo incontro del 'Rassemblement' a cui ha partecipato Mouv'Ne scrivo o non ne scrivo? Ogni tanto mi capita di trovarmi di fronte a questo interrogativo. Specie quando mi accorgo che un certo argomento si è talmente avvolto su sé stesso, che si stenta a trovare la via di ingresso o di uscita e finisce per esserci una sorta di rigetto.
Così è per la "Casa degli autonomisti" o "Rassemblement", secondo le diverse dizioni di una lunga trattativa - fatta di alti e bassi - fra gli esponenti dello zoccolo duro dell'autonomismo valdostano, vale a dire - in ordine di apparizione - Union Valdôtaine, Alpe, Union Valdôtaine Progressiste e "Mouv'". Ognuno ha la sua storia: da un lato ci sono quelli che se sono andati dall'UV, altri da UVP, ma vi sono anche - perché quando ci sono delle novità capita - persone che hanno aderito ai singoli Movimenti provenendo da altre appartenenze, ma anche in certi casi da nessuna militanza politica attiva pregressa.

Rassegnarsi allo "stato d'eccezione"?

Carl Schmitt, che ha teorizzato lo 'stato d'eccezione'E' sempre difficile capire dove andrà la democrazia. Se ci si guarda attorno non c'è da stare allegri: dal livello comunale su fino alle Nazioni Unite i meccanismi democratici paiono inceppati. Il futuro del mondo è in mano a personaggi come Donald Trump e Vladimir Putin, in Italia regna la confusione è peggio ancora potrebbero essere le decisioni capricciose di Beppe Grillo. L'Europa vivacchia senza linea e aspetta l'esito delle elezioni tedesche, il Regno Unito decide la "Brexit" ma poi ne allunga i tempi, in Francia si sceglie di governare con "ordonnances" ma gli "insoumis" non sono meglio, la Spagna nega il referendum alla Catalogna e mostra il volto feroce, dittatori governano ed insanguinano decine di Paesi e la povertà spinge una larga di umanità verso un Occidente in crisi.

Non sottostimare il voto tedesco

Alice Weidel, candidata di 'Afd' alle elezioni federali tedesche del 2017Ci sono temi che tornano in questo Vecchio Continente, impastato da tante storie che si sono sovrapposte e che ogni tanto tornano dal passato. Anche in politica ci sono le mode e sono più pericolose dei pantaloni a zampa d'elefante o dei "tailleur", perché alcune raccontano di vicende che sembrano lontane e che, purtroppo, prosperano nel peggior vizio, quello della capacità di dimenticare.
Nel poema "Le opere e i giorni" lo scrittore Esiodo racconta che Zeus regalò a Pandora un vaso contenente tutti i mali del mondo, con la raccomandazione di non aprirlo mai. La forte curiosità femminile spinse Pandora ad aprire il vaso facendo uscire tutti i mali (malattia, fame, vecchiaia, eccetera) che si sparsero in ogni luogo. Solo la "speranza" rimase in fondo al vaso, successivamente anch'essa fu fatta uscire. Da qui, anche, il detto «La speranza è l'ultima a morire».

I pensieri sulla politica del Vescovo di Aosta

Ho letto con grande attenzione, come penso sia doveroso fare, la lettera del Vescovo della Diocesi valdostana, Franco Lovignana, all'inizio dellìAnno pastorale 2017-2018.
Mai mi permetterei di commentare quelle parti che Monsignor Lovignana dedica alle questioni più propriamente religiose del suo mandato. Lo conosco da tanti anni e so non solo della profondità del suo pensiero, del dinamismo messo nella sua missione, ma anche quel suo radicamento nella realtà locale, che non è affatto provincialismo, ma è la consapevolezza che ogni comunità dev'essere conosciuta e interpretata.
E chi ha il privilegio di averla vissuta fin dalla nascita credo che possa farlo con un vantaggio, fatto di conoscenze e sensibilità. C'è, nel suo intervento, una parte più politica di altre, nel senso nobile di politica, termine che deriva da quel "politico", che viene dal latino "politĭcus", a sua volta ricavato dal greco "politikós, che riguarda i cittadini" e l'amministrazione della "pólis", che viene appunto da "polítēs, cittadino".

Fra utopia e realtà

Il domino ed il suo classico effettoLa libertà dei popoli più è distante e più fa l'unanimità. Per cui se ci deve battere per le tribù amazzoniche o per i diritti degli aborigeni australiani vanno fortissimo anche quelli che si fanno tiepidi quando certi diritti si fanno vicini. E' il caso dell'autodeterminazione dei curdi, popolo negletto senza un suo Stato, che va bene per combattere gli islamisti, ma che non si illudano di avere finalmente una propria terra riconosciuta. Troppi interessi economici - dal petrolio ai minerali pregiati - ruotano in quell'area. Per non dire dei catalani: simpatici se si va a Barcellona per godere della loro vitalità, ma guai a pensare all'effetto domino che da lì potrebbe svilupparsi, che siano per cominciare i baschi e poi i galiziani, ma magari poi potrebbero crederci i corsi o i bretoni e via di questo passo, smembrando i vecchi Stati e chissà che in una prospettiva nuova la famosa "République du Mont-Blanc" di Émile Chanoux non possa diventare un'utopia realizzata.

La Storia ritorna con diverso travestimento

Una medaglia di guerra nazistaE' sempre complicato esprimersi, perché chi si espone se ne assume le responsabilità, mentre chi tace può sempre veleggiare. Vedo molti "velisti" anche in mezzo alle nostre montagne che su certi temi si pongono in attesa di vedere dove tira il vento oppure danno "un colpo al cerchio ed uno alla botte" per non dispiacere a nessuno. Mentre piacere a tutti è impossibile e questo è un bene, perché tanto prima o poi la maschera che cela cade e la verità si manifesta.
Questa scelta di dire come la si pensa senza troppi giri di parole porta giustamente a raccogliere consensi e anche, per contro, a tirarsi addosso delle obiezioni. E' un gioco dialettico che mi stimola, perché nessuno ha la verità in tasca e punti di vista diversi, anche difformi, aiutano a migliorare la qualità delle proprie opinioni.

Sui bagni fra il serio e il faceto

La ricerca di un bagno per le signoreUno può riderci sopra e l'argomento appare sin da subito come un esercizio futile, per nulla escatologico, anche se si dimostra indispensabile nella vita di chiunque.
La constatazione è che uno dei segni di civiltà nel mondo sono i bagni (intesi come "cesso, gabinetto, latrina, ritirata, toilette..."), specie se pubblici od a disposizione del pubblico, cioè vale per la loro qualità e pure per la loro quantità, soprattutto se si è colti da necessità impellenti. Chiunque abbia viaggiato è obbligato, obtorto collo per ovvie ragioni fisiologiche, a questo tipo di test e la "pausa pipì" nei giudizi complessivi assume un suo valore, che sia un Paese tropicale o una città d'arte dalle nostre parti, che si tratti della stazione di una funivia o dei locali di un museo. Non mi metto a stilare classifiche e non mi perdo in eccessive descrizioni, che talvolta sfiorano l'horror, ma credo che ci siamo capiti e immagino che ognuno abbia in mente esempi virtuosi o brutture da dimenticare.

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