May 2017

Castagneti

Una delle feste a Castagneti di IssogneLa storia ha un che di felliniano, di quelle atmosfere fine anni Sessanta che sanno di nostalgia e di odori e profumi che tornano accanto a tante immagini come mai nessuna macchina potrà fare, con buona pace dei robot che ci ruberanno ogni attività.
Era un mondo diverso, spazzato in buona parte via da tante cose che hanno fatto irruzione, compresa una parte di liquidazione dei rapporti umani, oggi veicolati a questa roba - il telefonino - che trasfigura la nostra vita per vie digitali. Meno baci e abbracci, strette di mano e cazzotti, sguardi e sorrisi, lacrime e sudore e tutta quella mimica di noi scimmie evolute. Era un mondo fatto di cortili e balconi, macchine piccole piccole e pullman panciuti, di autostrade in costruzione e strade non sempre asfaltate, di un solo autogrill (il "Pavesi" a Novara) ed una moltiplicazione di distributori di benzina, di una televisione di Stato e di maestri che da soli dominavano una classe, di negozietti di alimentari minuscoli e di arrotini che gridavano in strada, di poche lire per un ghiacciolo e di merende con pane e burro...

Sull'omeopatia

I classici 'globulini' omeopaticiLa morte di un bimbo per un'infezione curata con un prodotto omeopatico al posto degli antibiotici riapre il dibattito sull'efficacia scientifica di certi prodotti. Ciò avviene a pochi giorni dalla decisione delle Autorità italiane che si occupano di farmaci di sostituire, in linea con quanto già avvenuto in altri Paesi, la scritta già presente sulle confezioni da "medicinale omeopatico senza indicazioni terapeutiche approvate" in "preparato omeopatico di efficacia non convalidata scientificamente e senza indicazioni terapeutiche approvate". Come da tutti gli studi effettuati sulle caratteristiche di questi preparati, insomma, sparisce la parola chiave, cioè "medicinale". Si tratta di un brutto colpo per chi pervicacemente e spesso in buona fede ci crede lo stesso, pur senza evidenza scientifica sui reali benefici.

Calamandrei e il 2 giugno

Si avvicina il 2 giugno, Festa della Repubblica. Se guardiamo ad altre democrazie occidentali, ci accorgiamo di come per tutti noi - lo dico con autocritica - questa festività sia diventata buona per un ponte se, come quest'anno, il caso ed il calendario la fanno figurare in posizione strategica.
Non c'è retorica nazionale o nazionalista che possa combattere la peggior logica: l'indifferenza verso capisaldi di quella che potremmo definire la storia patria. Non si tratta di dare importanza alle date, ma a quello che si cela dietro di esse.
Così il referendum fra Monarchia e Repubblica, così come le elezioni di quei membri della Costituente che diedero vita alla Costituzione repubblicana non dovrebbero lasciare nessuno indifferente. Compresi i valdostani, visto che la Costituente votò quello Statuto d'Autonomia senza il quale saremmo un landa sperduta del Piemonte.

I ragazzi del 1999 e quelli del 1899

La festa dei coscritti del 1999L'invidia è una brutta bestia e non a caso viene catalogata nella teologia cattolica come uno dei sette vizi capitali. Ma forse ne esiste anche una versione più dolce, perché è senza rancore o astio, ma è solo pensare a quanta fortuna e felicità possono avere altri a vivere certi momenti. Per altro, già in italiano, espressioni come "ha una salute che fa invidia" o "essere degno d'invidia" non hanno quel malanimo e quella bile che alcuni hanno dipinto sul loro volto ed a cui uniformano le loro azioni, trattandosi invece di una logica di ammirazione e di considerazione.
Allora posso dire, giorni fa, di avere invidiato i ragazzi del 1999 di Issogne, impegnati in una festa popolare, con auto strombazzanti, foulard d'ordinanza, canti e balli nella loro prima ricorrenza da coscritti.

Saint-Marcel: le miniere parlano del passato

L'interno di una delle miniere di Saint-MarcelLe attività minerarie in Valle d'Aosta sono state, tra alti e bassi a seconda dei prodotti estratti dal sottosuolo nelle varie epoche con miniere che aprivano e chiudevano, una spina dorsale dell'economia valdostana con piccoli e grandi giacimenti, dovuti beninteso alle straordinarie e lentissime modificazioni geologiche, che hanno creato questo nostro angolo delle Alpi con ricchezze mineralogiche varie e entusiasmanti per chi ne capisca qualcosa.
Oggi - non essendoci più attività estrattiva in galleria - una parte di questo patrimonio, prima che fosse troppo tardi, viene adoperato - prevalentemente grazie a fondi comunitari in parte dei quali ho avuto qualche responsabilità - per visite a scopo ricreativo e didattico, perché certi luoghi di un lavoro duro e gramo del passato possano essere, in uno strano avvicendarsi nell'uso, riproposti a beneficio di un turismo culturale di qualità.

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