May 2017

Libri e dintorni

Una dedica del fumettista Leo Ortolani al 'Salone del libro'Mi è capitato, nel corso di una serie sui "Mestieri e Professioni", di invitare in radio degli editori, mestiere nobile e antico, che deve fare i conti con la rivoluzione digitale, originata dalle trasformazioni di quella che potremmo definire, come da intuizione del sociologo Marshall McLuhan, la "galassia Gutenberg", dal nome del tipografo tedesco quattrocentesco che inventò la stampa a caratteri mobili.
La data per la loro presenza non era per nulla casuale in vista del "Salone del Libro" di Torino, che si tiene come sempre al "Lingotto", con una manifestazione monstre che ho visitato molte volte negli anni, soffrendo talvolta del pigia pigia della folla fra gli stand, che stupisce sempre se comparata al numero non elevatissimo dei lettori di libri in Italia.

Pannella, morto un anno fa

Un anno fa moriva Marco Pannella, personalità della politica italiana che avevo molto ammirato da ragazzo e che poi ho avuto la fortuna di conoscere a Roma e poi a Bruxelles.
Era una specie di gigante sorridente, con una dialettica fuori dal comune, e una voglia di vivere senza schemi, nuotando senza paure controcorrente come sfida perenne e divertita.
Ho già raccontato di come si sentisse - per via della nonna vallesana, che lo aveva cresciuto con un francese impeccabile - un pochino alpino, anche se la sua montagna di teramano era il Gran Sasso. Mi chiedeva spesso delle "nostre" montagne sotto il Gran San Bernardo.
Essendomi più volte iscritto al Partito Radicale, perché condividevo certe battaglie per i diritti civili, che sono il sale della democrazia, mi considerava un interlocutore amichevole e non a caso - ogni volta che mi candidai - mi fece avere il suo appoggio, come ben sapeva il radicale valdostano di origine unionista Marino Pasquettaz.

Sport e sussidiarietà

Bimbi che giocano a calcio a Saint-VincentMi capita, nella quotidianità della vita, di seguire le attività sportive del mio bambino più piccolo, certo molto di più - e me ne dolgo - di quanto fosse accaduto con i miei figli oggi universitari. D'altra parte mia figlia ai tempi delle scuole materne - quando io ero via tutta la settimana a Roma e poi lo sarei stato a Bruxelles e poi ad Aosta per gli impegni politici locali molto assorbenti - mi disegnò con una valigia in mano e non c'era da esserne molto fiero.
Oggi, che sono stanziale e con orari normali, recupero certa socialità del quotidiano e mi confronto anche con questo mondo delle associazioni sportive, che come un reticolo fitto fitto ricoprono l'intera Valle d'Aosta, esempio di quell'associazionismo che tira avanti la baracca con molti volontari e tanta buona volontà.

No agli antivaccinisti

Scritte sui muri da parte dei complottistiGli antivaccinisti, al tempo dei loro esordi, li incontrai molti anni fa alla Camera dei deputati, invitato ad un faccia a faccia da un collega sudtirolese. Erano genitori della Provincia autonoma ispirati da correnti "Grünen" di area germanica, che già evocavano danni irreparabili per i bambini e loschi traffici delle case farmaceutiche.
A me certi atteggiamenti fideistici e complottisti hanno sempre fatto paura e dunque non mi avevano per nulla convinto. Anni dopo lessi, proprio sulla Germania, quanto scritto dal dottor Roberto Burioni, difensore dei vaccini contro "balle spaziali" e superstizioni medioevali, quando - annotando le differenze con le vaccinazioni contro la poliomielite fra Germania Est introdotta nel 1960 ed Ovest nel 1962 - ricordava come da una parte la malattia fosse quasi scomparsa, mentre nella parte occidentale i malati furono ancora migliaia! Elementare constatazione dell'utilità, ma si sa che certe leggende metropolitane sono virali come le malattie.

Il dito e la luna

La Luna di giornoCapita a tutti - ed è un esercizio salutare - di pensare come comportarci con il nostro futuro nelle cose piccole ed in quelle grandi, anche se poi la distinzione non è così facile da fare. Con il rischio evidente di finire prigionieri nella vita, così come nell'impegno politico, di uno spazio quello sì angusto, fatto di abitudini e di ripetitività, venato da una sorta di rassegnazione nel fissarsi confini.
Il proverbio - pare di origine cinese - è ben noto e di quelli pronti all'uso, persino ricorrendo ad un'efficace gestualità: «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito».
Detto che segnala in sostanza il rischio di navigare nel quotidiano senza guardare con la necessaria attenzione a quello che verrà, facendosi distogliere da quanto appare più evidente nell'immediato.

Sangue a Manchester

La Polizia inglese davanti alla 'Manchester Arena' dopo l'attentatoTi svegli al mattino e l'orrore irrompe nella tua stanza con una notizia inaspettata, che si unisce ad una catena ormai infinita di orrori. Ieri notte, alla fine di un concerto di Ariana Grande a Manchester, un attentato terroristico ha ucciso una ventina di giovani e ne ha ferito una sessantina. Probabilmente un kamikaze islamista si è fatto esplodere nell'arena colma di ragazzi accorsi ad una serata festosa con la loro cantante preferita, una ventenne americana, che piace in particolare agli adolescenti.
Chi ha scelto - ed oggi conosceremo la storia di questo assassino - di colpire lì sapeva di colpire dei giovani innocenti e lo ha fatto perché chi persegue la strategia del terrore vuole minare la normalità e spargere la paura e seminare l'odio.

I due volti dell'animalismo

Michela Brambilla e Silvio Berlusconi con gli agnellini prima di PasquaToccherà abituarsi, nel dibattito politico, a sentire parlare molto di più dello "specismo", "-ismo" che teorizza l'esistenza di una discriminazione fra esseri viventi in base alla specie e che sarebbe per i suoi critici alla base della supposta superiorità umana sugli animali e del loro conseguente sfruttamento. Tesi finora praticate e diffuse da gruppi animalisti pacifici o violenti, secondo diversi livelli di gradazione e con una comparazione improbabile del fenomeno con razzismo e sessismo. Ora questa storia - se davvero si andrà fino in fondo - parrebbe essere destinata a diventare, immagino nella versione più moderata, appannaggio anche del centrodestra in Italia.

Tra cuore e cervello

Cuore e cervelloSi fa un gran parlare dello spezzettamento (viene in mente il suggestivo verbo francese "saucissoner" e cioè "découper en tranches") della politica valdostana, in particolare di quell'area autonomista diventata ormai così grande da risultare persino sfuggente nei suoi confini per chi abbia un minimo di memoria storica, risalendo neppure troppo indietro nel tempo. Si vada a vedere chi all'inizio degli anni Novanta tuonò contro il progetto di legge costituzionale per un'Italia federale che presentai alla Camera e ci sarebbero delle sorprese per certi "skipper" che hanno svoltato in favore di vento, tipo "Coppa America".

Tenere viva l'Autonomia

La targa che ricorda la nascita dell'Autonomia valdostanaMi capita spesso di riflettere sul rapporto che è bene avere verso la Valle d'Aosta per la comunità che ci vive, ormai composita e come tale alla ricerca di elementi unificanti. L'Autonomia del passato più remoto faceva il pari con una logica comprensibile: le Pays d'Aoste, situato nel cuore delle montagne, si posizionò - con il suo intramontanismo - a difesa della peculiarità di un mondo alpino, che riteneva le forme di autogoverno e di tutela di certi particolarismi fiscali, giuridici e culturali come una necessità.
Oggi, attraversati secoli e decenni, forti di un flusso che portò dal "Duché d'Aoste" al centralismo sabaudo, attraverso l'Unità d'Italia sino Fascismo e poi al passaggio da Monarchia a Repubblica, arrivando al regime statutario, è necessario capire come l'Autonomia contemporanea non debba mai vivere di rimpianti e neppure di una costruzione identitaria che appartenga al passato.

Fraternité

Il trittico francese sulla moneta da due euroChi mi segue sa che mi piace giocare con le parole e cercare nella profondità della loro storia le ragioni del loro uso. Naturalmente anche per un loro impiego nelle situazioni politiche, quando risulti necessario. Confesso - pur sapendo quante terribile storture si siano poi verificate - una particolare predilezione per quel trittico che imbeve la politica francese dai tempi della Rivoluzione francese - Liberté, Egalité, Fraternité - che poi si è irradiato, sotto diverse forme, nel mondo intero. All'inizio - lo racconta Yannick Bosc dell'Università di Rouen - questa "Fraternité" spunta come "formule de politesse" con la dizione "salut et fraternité", ma poi si afferma e già nel 1790 il sulfureo ma interessantissimo Robespierre scrive: «les gardes nationales porteront sur leur poitrine ces mots gravés: "Le Peuple Français" et, en dessous: "Liberté, Egalité, Fraternité"».

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