April 2017

Le musiche di Pasqua

Mi accingo a dedicare alla Pasqua una trasmissione radiofonica, con i mestieri e professioni che abbiano a che fare con questa Festività. Mancheranno al microfono, ma ci saranno dopo Pasquetta, i religiosi, per i quali è evidente il tour de force nel corso della Settimana Santa.
Non si può che dare per scontato come per i cristiani la Pasqua sia la festa per eccellenza, visto come la morte e la resurrezione sono uno degli snodi del patrimonio di questa nostra religione. Ma quel che colpisce è che non esiste alcuna possibilità di reale comparazione con il successo religioso e laico del Natale, giorno della nascita di Gesù. La Pasqua ha una dimensione infinitamente inferiore bei fenomeni sociali e di costume.
Faccio un esempio banale: tolte le filastrocche, le canzoncine, la musica sacra non esiste quel repertorio natalizio che invece è impressionante.

La democrazia incompiuta

Un significativo graffito su un muroChissà che fine farà la democrazia con la sua evoluzione molto incerta. Il "caso valdostano" è significativo, ma lo è anche quanto avviene in Italia e pure in Europa.
In Valle, dovendo usare un elemento cronologico, colpisce - in vista di una ridottissima tornata elettorale per le elezioni comunali - il fatto che nei tre Comuni interessati dal voto (Arnad, Issime e Valsavarenche) si è presentata una sola lista. Fenomeno già verificatosi in passato, ma oggi colpisce perché rischia di diventare una regola e non più un'eccezione anche in paesi dove il confronto politico è stato in passato piuttosto rude e chi vinceva lo faceva talvolta con una differenza di voti irrisoria. Si scompagina così uno dei principi della democrazia: l'esistenza di una competizione che porti ad avere una maggioranza e un'opposizione che creano quella situazione dialettica che sostanzia un confronto politico in chiave amministrativa.

La guerra contro gli infedeli

Il camion utilizzato nell'attentato di StoccolmaIl terrorismo islamista gioca la sua partita a scacchi e si tratta di una partita falsata, perché adopera sullo scacchiere dei matti fanatici che decidono di darsi la morte - quando ce la fanno - per onorare la loro religione in cambio, nella loro grottesca rappresentazione ormai in favor di telecamera, di un pezzo di Paradiso, conquistato con le stragi di noi infedeli. Anzi il termine giusto in arabo - toccherà impararlo - è "Kafir" (in arabo: "كافر‎, kāfir"), cioè la persona che non crede nel Dio islamico, solitamente tradotta con "non credente, miscredente" o "infedele".
Nel 1936 sulla "Treccani" l'illustre storico valdostano, Federico Chabod, così tratteggiava il termine "guerre di religione".

Il dubbio fra uovo e colomba...

Uova di cioccolato in lavorazioneFra i grandi rovelli della filosofia, vista dall'angolatura di quando si era studenti, esisteva il principio del "tertium non datur" (tradotto dal latino suona come "non è ammessa una terza possibilità"). Questa espressione risale alla logica aristotelico-scolastica e significa che, in un'alternativa di due giudizi contraddittori, o di due ipotesi contrapposte, o in generale tra una affermazione e la sua negazione, è esclusa ogni altra possibilità o soluzione. In età giovanile questa importante rappresentazione si scontrava - studiando ad Aosta - con il celebre slogan del digestivo della "Ottoz" allora in voga, che suonava esattamente, con evidente maschilismo: «Bionda, bruna o rossa Ebo Lebo è la prima mossa». Qui veniva, a confonderci, questa scelta triangolare, che ci obbligava a tenere presente i Teoremi di Euclide, la cui semplice evocazione ancora mi spaventa.

Pensieri pasquali

La classica 'torta pasqualina'Mamma mia che mondo complicato, in cui bisogna stare sul "chi vive" e sulla difensiva per poter esercitare anche le proprie preferenze più elementari di fronte a platee di persone che ritengono di saperla molto lunga (certo più lunga di te) e di avere la verità in tasca (certo più vera della tua). Così, per partire dalla quotidianità spesso più espressiva dei massimi sistemi, confesso che non so se mangerò capretto o agnello a Pasqua e dintorni, ma non posso escluderlo a priori. Anche se non ho particolari tradizioni da rispettare nella maggior libertà di movimento della Festività, rispetto al noto "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi". Un detto da commedia all'italiana o da cinepanettone...

Dalla croce alla superbomba

Il crocifissoTocca ogni tanto ragionare su quanto di profondo ci sia nella nostra vita, così come posta di fronte, da una parte a tutta quella serie di elementi misteriosi delle ragioni della nostra esistenza e dall'altra come questi stessi elementi si applichino a quei processi formativi che formano il nostro modo di essere. Ragioniamo, in sostanza, avendo sempre come elemento di riferimento i modelli culturali che ci hanno forgiato e che sono il nostro punto di riferimento, consapevole o inconsapevole. Trovare le parole per capire come porsi di fronte a Pasqua non nel giorno gioioso della Resurrezione ma in quello cupo della morte del Venerdì Santo. Ogni tanto penso, se davvero esistessero gli alieni, che cosa potrebbero pensare di una religione che si fonda sulla croce, uno strumento di tortura vero e proprio.

Dietro al viaggio

La cattedrale di Notre Dame de ParisSono in queste ore a Parigi, città che non ha bisogno di presentazioni e che ha scandito tracce memorabili della mia vita. Questa volta è una specie di "mordi e fuggi" pasquale, profittando di quella nuova abitudine di prenotare con mesi d'anticipo - quando le tariffe sono molto basse - uno dei quei benedetti voli "low cost", che hanno accorciato le distanze e ci hanno pure obbligati - ed è comunque esercizio virtuoso anche per chi come me si è sempre fatto la valigia - a bagagli a mano minimalisti per non pagare penali salate.
Fa impressione pensare che ci sono state alcune persone che si sono dette stupite del fatto che ci andassi, perché spaventate dalle vicende di terrorismo che nella Capitale francese, come in altre città europee (l'Italia per ora l’ha scampata), sono state causate dall'estremismo islamista.

Pasqua senza Pace

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-unIntanto: auguri di Buona Pasqua!
Chissà che fine avranno fatto - probabilmente usucapiti - gli ulivi ereditati, nell'entroterra ligure, da mio nonno Emilio: figlie e nipoti, me compresi, se ne sono disinteressati. Eppure qualche legame con questi ulivi ce l'ho, visto che non mi stanco mai - quando mi capita la fortuna di trovare degli uliveti - di ammirare questa pianta e le sue straordinarie forme.
Come non pensare ai versi di Eugenio Montale:
«Pure colline chiudevano d'intorno
marina e case; ulivi le vestivano
qua e là disseminati come greggi,
o tenui come il fumo di un casale
che veleggi
la faccia candente del cielo»
.

La corsa all'Eliseo

Da sinistra, François Fillon, Emmanuel Macron, Jean-Luc Mélenchon, Marine Le Pen e Benoit HamonIn un clima di generale di sfiducia che non è certo promettente e che ho verificato di persona nelle scorse ore, in Francia si voterà al primo turno domenica prossima per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, mentre il ballottaggio avverrà il 7 maggio. Il test elettorale ha un valore non solo per i destini d'Oltralpe ma sul piano europeo e inoltre non può non interessare i valdostani per i rapporti storici con una Paese confinante e anche perché si calcola che almeno mezzo milione di francesi abbiano una qualche ascendenza valdostana, anche se la gran parte ne è ormai inconsapevole.
In passato certi rapporti con la politica e le istituzioni francesi erano più stretti - io me ne occupai a lungo da parlamentare (con la soddisfazione di ricevere la "Légion d'honneur") e brevemente da presidente della Regione - mentre piano piano, specie in questi ultimi anni, è calato un certo disinteresse, di cui l'assenza nelle riunioni più importanti della Francofonia è stato il segno marcato di una sorta di oblio rispetto invece ad un'istanza internazionale che consentiva alla Valle di coltivare una propria, pur piccola, politica internazionale.

Quel portafoglio sparito

Ci sono circostanze spiacevoli, ma non terribili, specie se comparate ai problemi veri. Ci pensavo non a caso l'altro giorno all'aeroporto "Charles De Gaulle" di Parigi, quando un nugolo di forze dell'ordine e di militari hanno bloccato nervosamente l'ingresso agli imbarchi delle Partenze con un andirivieni di artificieri, nel pigia pigia della folla di viaggiatori, che non prometteva nulla di buono.
Era, per fortuna, un falso allarme, ma serve sempre a misurare come nelle insidie della vita ci si possa trovare nel momento giusto nel posto sbagliato.
Per cui ogni cosa che sia al disotto del rischio reale finisce per essere una scocciatura da incassare senza farne troppi drammi.

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