March 2017

MOUV': la forza della discussione

Discussioni... felineSali e scendi dalle tante esperienze della vita e appare chiaro come valga la pena di non fermarsi mai nel troppo indugiare sul passato, che pure a me piace moltissimo rievocare ma mi auguro senza mai cadere nella trappola di una nostalgia retrograda. Claudio Magris, che vive in quel mondo mitteleuropeo che ha storie sovrapposte ricchissime di memoria, dice una cosa giustissima: «La vita può essere compresa solo guardando indietro, anche se dev'essere vissuta guardando avanti - ossia verso qualcosa che non esiste». Questo a me non dà per nulla un horror vacui, anzi semmai l'idea di una pagina bianca su cui poter scrivere è qualcosa che ti può dare molte energie, nate da quel motore potente che è la speranza.

A Roma un'Europa grigia

Le firme dei leader europei in calce alla 'Dichiarazione finale'Nella mia vita politica ho scritto oppure ho compartecipato alla scrittura di un gran numero di documenti, che fossero atti parlamentari, dichiarazioni finali di congressi, piattaforme programmatiche ed altro ancora. Ho sempre avuto la fortuna di farlo per le mie necessità più personali senza "ghost-writer", cioè autori che scrivessero per conto mio, quello che in italiano si chiama scherzosamente "negro" (espressione che viene dal francese, riferendosi a chi lavorava per il sin troppo prolifico romanziere Alexandre Dumas), vale a dire chi redige per altri discorsi e testi in genere, rimanendo anonimo. Semmai l'ho fatto io per altri...
Per cui, di conseguenza, mi piace leggere i documenti per verificarne non solo i contenuti, ma anche intravvedere il lavorio nascosto che ha portato alla sua stesura finale.

Il Palais Roncas rivivrà

L'interno di 'Palais Roncas' ad AostaLa verità nuda e cruda è che non si finisce mai di imparare, anche quando si crede di avere una discreta conoscenza della storia e della cultura della Valle d'Aosta ed invece ci si accorge quanto ci sia ancora da sapere. Sono contento che ogni anno la delegazione valdostana del "Fai - Fondo ambiente italiano" organizzi una visita ad un bene culturale non molto conosciuto, malgrado il suo valore straordinario.
Quest'anno è toccato al "Palais Roncas" (accento sulla a!) di Aosta, che conoscevo, avendolo visitato da presidente della Regione, quando una decina di anni fa era stata finalmente sbloccata la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri, condizione necessaria per il passaggio del bene alla Regione autonoma, che ormai è in fase dall'appalto per otto milioni di euro per metterlo in buona parte in sesto per ospitare uffici pubblici.

Tornano libri di carta e librerie?

Un fiume di libriIl tema mi interessa, avendo avuto sin da ragazzo una passione per i libri, che facevano la concorrenza a quanto bisognava invece studiare. Certo, ero facilitato da una ricca biblioteca di casa ed anche dal gusto compulsivo per l'acquisto di volumi, sempre assecondato da mio papà, sin dalla lettura fondamentale come punto di partenza, perché appassionante, di tutti i libri di Emilio Salgari. Mi ero abbastanza convinto - e l'ho pure scritto qui - che la benedetta carta stesse davvero perdendo colpi per via degli e-book, che io stesso ho cominciato ad usare per libri che non dovessero essere studiati o consultati più volte. L'aspetto più comodo - senza farmi maledire dai librai, per altro in Valle d'Aosta in diminuzione, come altrove - sta nel fatto che curiosando nelle scansie elettroniche, specie di "Kindle", trovi un sacco di possibilità con il gusto di riversarti il libro sul supporto elettronico in quattro e quattr'otto.

La Stampa fa discutere sulla Valle d'Aosta

La pubblicità de 'La Stampa' davanti Palazzo regionaleHo seguito di persona con viva attenzione la manifestazione, svoltasi ad Aosta, che "La Stampa" ha organizzato, in occasione dei 150 anni dalla nascita del giornale. Grazie alle doti di sintesi del vice direttore, Luca Ubaldeschi, anfitrione della serata, si sono susseguite - talvolta sollecitate dallo stesso direttore del giornale, Maurizio Molinari, tante voci in un clima festoso e soprattutto è stata presentata un'indagine su un campione di ottocento valdostani. Questo sondaggio d'opinione - rinvenibile sul sito del quotidiano torinese - ha presentato un'immagine piuttosto rosea del rapporto dei valdostani con la loro terra e con i problemi da affrontare. Non mi immergerò nel commento dei dati, perché per farlo bisognerebbe sapere un pochino di più su come è stato organizzato il lavoro.

Cassandra, ma con metodo scientifico...

Un orologio rottoIl modo di dire è ben conosciuto: «non fare la Cassandra!». Si intende, da vocabolario: "Persona che predice sventure, a cui non viene dato credito". Ci si riferisce a Cassandra, mitica profetessa, figlia del re Priamo, che predisse la distruzione di Troia senza essere mai creduta, specie quando ammonì i troiani a non trascinare dentro le mura di Troia il cavallo di legno abbandonato dai Greci sulla spiaggia. Come finì, poi si sa bene ed è proverbiale, visto che il cavallo in legno venne portato dentro le mura e, durante la notte, i guerrieri nascosti nel cavallo aprirono ai loro compagni le porte della città, che fu così distrutta e incendiata. Tempo fa, lo dico come digressione, si è supposto che la traduzione da Omero fosse sbagliata e che non si trattasse di un cavallo, ma di una nave di tipo fenicio con la polena a testa di cavallo. Ma ciò non cambia la sostanza dei fatti susseguenti.

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