February 2017

L'Autonomia non finisca in fumo

L'Autonomia valdostana verrà bruciata?Premetto che non gioisco dei guai altrui, ma troverei interessante, nelle settimane a venire, capire - mettendo assieme molte fotografie sparse delle diverse vicende giudiziarie in corso e anche di certe storie solo moralmente dubbie - come si configuri l'intero paesaggio di quella parte del sistema valdostano "deviato", fatto da troppi nessi e da amici degli amici in rete che forse diverrà per qualcuno ragnatela. Distinguo appositamente reati, il cui perseguimento e sanzione spettano a chi di dovere, dalla decadenza morale, che ricopre di una patina grigia molte persone e molti fatti e pretende risposte e una perimetrazione che permetta le decisioni conseguenti per fare una bella pulizia.

Le Alpi che verranno

Il ghiacciaio ritirato sul Monte BiancoSaranno molti i punti di rottura fra Donald Trump e l'Europa ed è bene preoccuparsene, anche se so che questa mia preoccupazione non è condivisa dai tanti "trumpisti" che ci sono in giro (alcuni dei quali mi scrivono in veemente difesa quando mi azzardo a criticarlo) e che hanno grande fiducia nel nuovo Presidente americano. Io penso legittimamente il contrario, anche se alla Casa Bianca lo hanno mandato - nel rispetto delle regole costituzionali - gli elettori americani e molti "mea culpa" devono essere recitati da chi, come i Democratici, hanno consentito questa vittoria. Non c'è poi da stupirsi se Trump, in barba a chi immaginava che mettesse dell'acqua nel vino, applichi anche le parti peggiori del suo programma: fa il suo lavoro, aiutato da quel suo ego ipertrofico che temo ci darà molti fastidi.

La confusione sotto il cielo valdostano

Bocce in movimento anche in Valle d'AostaNon ci vuole una grande fantasia a scoprirlo, perché è così da sempre, pur con diversi livelli di incidenza e oggi siamo a livelli piuttosto alti. Quando si avvicinano le elezioni, per la Politica c'è il rischio che, qualunque cosa si discuta, le cose non stiano come prima. Esattamente come avviene con gli specchi deformanti. Chissà che non vi sia capitato di entrarci in un "Luna park": certi specchi, a differenza di quelli piani, trasformano in modo strabiliante la nostra immagine.
Così sta capitando anche in Valle d'Aosta in vista del 2018 (o forse prima...), dove dossier stranoti come il coma profondo del Casinò, le magagne di "Cva", le ombre del Forte di Bard o della "Maison du Val d'Aoste" a Parigi (l'elenco potrebbe continuare) vengono "scoperti" anche da chi - con ruoli di maggiore o minore responsabilità - aveva accettato le tesi ufficiali contro chi invece aveva sollevato critiche, oggi diventate patrimonio comune, come se nulla fosse.

A Sanremo vince il cazzeggio

"Essere o dover essere / il dubbio amletico contemporaneo / come l'uomo del neolitico / nella tua gabbia due per tre mettiti comodo / intellettuali nei caffè, / internettologi / soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi / L'intelligenza è démodé / risposte facili, dilemmi inutili / AAA cercasi (cerca sì) / storie dal gran finale / sperasi (spera sì) / comunque vada panta rei / and singing in the rain".

Aspettando San Valentino

Gli innamorati di PeynetLa domanda alla vigilia è d'obbligo e capisco che ci siano appuntamenti cui è difficile sfuggire nella loro ripetitività. D'altra parte non si può neanche essere sempre originali nella pressante scelta della cadenza quotidiana.
Per cui: che fare per e con San Valentino? La battuta di questi tempi nella piccola Valle d'Aosta è scontata e me la levo subito di torno: si aspetta per domani la sentenza della Corte d'Appello di Torino sui "costi della politica", specie per vedere se le assoluzioni del Tribunale di Aosta terranno o no in secondo grado. In gioco non c'è la fedina penale dei singoli politici e l'eventuale incidenza sulla giustizia contabile già pesantemente in azione, ma il riflesso per chi fra di loro è ancora in carica e per certe condanne inflitte rischierebbe la sospensione dal ruolo elettivo.

Le problème des hommes

L'abbé Joseph BréanE' sempre molto importante che le citazioni tratte da grandi personalità che marcarono il Novecento in Valle d'Aosta non diventino orpello retorico, ma siano pensieri viventi, purché - attraversando i decenni ed essendo espressione di epoche diverse - ci consentano di andare al nocciolo contemporaneo di certe riflessioni, essendo ormai sfrondate da certe polemiche contingenti e datate. Assurgono, invece, nella secchezza rimasta rispetto certe vicende del momento, nella loro essenzialità, come opinioni che finiscono per avere un valore generale, direi morale.
Così, in questo strano periodo della nostra Autonomia, pieno di problemi e con autostima sottozero, ricevo - per un caso benevolo - una riflessione di un amico di Saint-Vincent, che mi ha chiesto tuttavia di mantenere l'anonimato, e così ve lo propongo.

Pugno di ferro a Torino sui costi della politica

Un momento del processo con il magistrato Giancarlo Avenati Bassi ed il giudice Elisidoro RizzoE' arrivata, infine, l'attesa sentenza della Corte di Appello di Torino e ciò piomba - come uno "Stuka" che bombardi a bassa quota - su di una Politica valdostana in fibrillazione, caratteristica per altro che connota ormai questa sbilenca XIVesima Legislatura con maggioranze variabili e crisi, frutto di legittime aspirazioni ma anche segno di una generale fragilità istituzionale. Su questa condizione pesano anche altre vicende giudiziarie a grappolo, che stanno investendo più di un Palazzo di Aosta e l'impressione generale, specie in rapporto all'incidenza della 'ndrangheta in Valle e riguardo ad intrecci affaristici, è che ci saranno nuovi capitoli.

La giovinezza ad oltranza

Stefano Fresi e Teo Teocoli in 'Forever young' di Fausto BrizziCi sono pensieri che baluginano per uno spunto improvviso, che diventano a loro volta oggetto di riflessione e di esame di coscienza e si sa quanto faccia bene. Mi è capitato l'altra sera, guardando in televisione un film italiano molto simpatico e con bravi attori e di questi tempi non è così facile che avvenga con produzioni troppo spesso misere. Si tratta di "Forever Young" del regista, sempre acuto e simpatico, Fausto Brizzi. La storia raccontata è un incrociarsi di vicende umane che ruotano attorno ad un tema che ormai incomincia ad interessarmi per spietate ragioni anagrafiche. In sostanza: esiste il rischio, come emerge dalle storie raccontate con affetto e leggerezza, che a partire da una certa età ci sia chi continua a fare il ragazzino, non avendo più l'età per farlo, e rischi di conseguenza di risultare incongruo e persino patetico in questo afflato contro natura.

Dal fondo al pozzo guardare la luce

Un lato di Palazzo regionaleOgni tanto mi prende una profonda malinconia a vedere la situazione della Valle d'Aosta, che ormai ha virato da uno stallo pericoloso ad un precipitare sempre più rapido verso il basso, premessa ad un possibile crash. In gioco - lo dico subito - c'è la circostanza che, scampata la Riforma costituzionale renziana (premessa alla fine delle Autonomie speciali, malgrado formule di salvaguardia che erano di cartapesta), un giorno verrà il redde rationem per le Specialità che non tengono il passo.
Capisco che il rischio è quello di sentirsi dire per certe critiche che si tratta di immotivati rimpianti del passato o persino di una forma di ripicca personale perché non sono più in prima linea, ma corro volentieri il rischio.

La morte sulla cascata di ghiaccio

La cascata di ghiaccio 'Bonne année' a Gressoney-Saint-JeanPer alcuni anni, poco più che ventenne, sono stato un cronista d'assalto e questo in Valle d'Aosta ha significato seguire da vicino molti incidenti in montagna per realizzare reportage. Ho visto, spesso raggiungendo il luogo della sciagura con l'elicottero, vicende umane che mi hanno colpito profondamente: un padre morto, ma il figlio si salvò, nella tenda colpita da una valanga sotto una parete sul Monte Bianco; una moglie che accarezzava il viso del marito ucciso sotto un piccolo strato di neve crostosa alle Cime Bianche; i corpi nel sacco dei cadaveri di parecchi giovani caduti sul Rosa per il distacco di una cornice di ghiaccio; ho seguito le ricerche spasmodiche di un gruppo di persone seppellite da una valanga a Pila. Sono flash che arrivano dal passato, che ricordano come anche il giornalista più scafato abbia il diritto di commuoversi e soprattutto il dovere di trattare certi fatti con delicatezza e rispetto.

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