January 2017

Se mi "trucchi" il diesel

Angela Merkel e Paolo Gentiloni durante l'incontro a BerlinoQuesta storia dei trucchi per contenere le emissioni dei motori diesel nei parametri di scarico, così come previsti negli Stati Uniti ed in Europa, si dimostrerà pian piano una pratica usuale da parte di molti costruttori e chi godeva dei guai altrui oggi trema. Vorrei essere una mosca per seguire il dialogo sul punto fra Angela Merkel, cancelliera tedesca con sul gobbone la storiaccia delle auto tedesche molto più inquinanti del dovuto, ed il povero presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che si troverà da parte sua a difendere "FCA", già "Fiat" ed oggi con più marche, che sembra alla fine avere seguito anch'essa la stessa strada di non far sempre corrispondere realtà e dati ufficiali. Almeno la Germania difende quello che è inequivocabilmente un prodotto nazionale, anche per gli aspetti fiscali, mentre il premier italiano dovrà difendere un'azienda che ormai ha la testa a Detroit negli Stati Uniti e buona parte della fiscalità, per convenienza, in Olanda.

Triste anniversario per il Casinò

Il Casinò di Saint-Vincent in notturnaDelle volte devo davvero sforzarmi per capire quale forma di avvitamento sia in corso e la preoccupazione da cittadino sta nel fatto che, in ogni cassetto che si apra, si trovano nell'attuale amministrazione della Valle d'Aosta dei dossier che si sono fatti nell'ultimo periodo sempre più caotici, come delle "matrioske" infinite in cui un problema ne contiene un altro in un crescendo inquietante. C'è da uscirne stremati, domandandosi - di fronte a certe macerie - da dove ragionevolmente sarà possibile ricominciare, mettendo mano con impegno e pazienza alla soluzione di tanti problemi affastellati. Facendo attenzione che molti dei medici in azione non siano in realtà addetti delle pompe funebri, nascosti dietro a camici bianchi e stetoscopi.

Lunga e diritta correva la strada...

Francesco GucciniCi sono delle storie che nessuno vorrebbe mai raccontare e dei giorni in cui resta una malinconia incolmabile che non ti lascia. In una fredda mattina qualunque d'inverno, due fratelli, appena ragazzi, muoiono in un terribile incidente stradale lungo la strada regionale della Valtournenche, mentre scendono per andare a scuola e l'intera Valle d'Aosta ha trattenuto il fiato per questa notizia così grave, che dimostra nei fatti che cosa sia una comunità partecipe e commossa. Ho visto le foto dell'auto accartocciata nell'urto frontale con un camion e mi hanno suscitato un vivo sgomento, come se non avessimo mai piena coscienza - specie in certi tratti di strada, dove si fila veloci verso il fondovalle - dei rischi che incombono sempre e gli inviti alla prudenza scompaiono per tutti noi di fronte ad un eccesso sicurezza che ci rende in realtà deboli rispetto alle circostanze, spesso per un battibaleno che cancella la vita e mai - chi resta - potrà rassegnarsi a un infinitesimale e fatale momento.

Appennino: fra fatalità e responsabilità

Il salvataggio di uno dei bambini estratti dai Vigili del fuoco dalle macerie dell'hotel 'Rigopiano'Seguo come tutti quelli che hanno un cuore gli eventi drammatici e concatenati nello scenario da tregenda di quella vasta area del Centro Italia, che sembra essersi trasformata in un buco nero di sfortune. Come se davvero esistessero delle maledizioni e vengono in mente certi accanimenti evocati in antiche leggende.
E questa storia dell'hotel "vip" travolto dalla valanga killer pare essere solo la punta clamorosa di un iceberg pieno di storie più piccole ma altrettanto agghiaccianti, messe in fila sin dai mesi scorsi, quando la terra ha cominciato a tremare. Una vicenda - quella di Rigopiano - che è stata dapprima choccante e poi, grazie alle persone ritrovate vive, piena di colpi di scena ormai inattesi che oggi fanno evocare sui giornali il miracolo, anche se resta la violenza devastante dei fatti ed il valore esemplare di esseri umani colpiti d'improvviso senza che ne possa trovare una ragione plausibile. Oltretutto in una dolorosa lotteria fra vivi e morti.

C'era una volta il Kilometro Lanciato

Un dettaglio della copertina di Luciano ProverbioLa storia del Breuil-Cervinia, senza risalire al secolare sfruttamento della conca come zona di monticazione del bestiame, si gioca su due periodi fondamentali: nella seconda metà dell'Ottocento la testata di valle della Valtournenche diventa oggetto d'interesse per la conquista del Cervino (avvenuta nel luglio del 1865) e dunque per lo sfruttamento alpinistico, la seconda - a partire dagli anni Trenta del Novecento - riguarda invece lo sci e il turismo invernale. Per cui, tutto sommato, si tratta di una storia breve rispetto ad altre località della Valle d'Aosta, anche se certe zone - come il Colle del Teodulo - potessero parlare potrebbero raccontarci storie avvincenti caratteristiche dei passi alpini più importanti e delle diverse forme di passaggio a seconda delle epoche e dei cambiamenti climatici che aprivano e chiudevano certi sentieri di alta quota.

Pensieri fra passato e futuro

La partenza di una corsa ad ostacoliSono stato nelle scorse ore con mia moglie e con i miei figli a Bruxelles e mi auguro di fare la stessa cosa più avanti su Roma. E' stata una gita piacevole, per nulla nostalgica, in quei luoghi che conosco per averci lavorato nei ruoli pubblici che ho ricoperto. Sono in genere un pochino restio a tornarci, perché ho sempre pensato che nella vita ci siano porte che si chiudono e porte che si aprono e limitarsi ad indulgere su quanto c'è stato in passato è sotto diversi aspetti superfluo, specie se reducistico.
Tuttavia non bisogna neppure buttarsi via nel vivere il presente, come talvolta mi è capitato in questi anni, mettendo la sordina alle mie esperienze pregresse nell'idea di aiutare e supportare altri in politica in un gioco di squadra, cui credo, ma che in quel caso non si dimostrò tale.

Il Parlamentarium a Bruxelles

L'interno del 'Parlamentarium'Il tema di come avvicinare certe Istituzioni ai cittadini non è per nulla semplice, specie un'epoca in cui fermenti di antipolitica e di antiparlamentarismo agitano la scena. Ho avuto nel tempo la possibilità di confrontare diverse modalità di approccio. La più classica erano le visite di gruppi a Montecitorio: lo straordinario Palazzo che ospita la Camera dei Deputati, che era già per il suo valore storico ed architettonico è una garanzia di successo e quasi sempre capitava che le persone potessero assistere ai lavori d'aula, che hanno sempre un vivo successo. Ad accompagnare sono commessi già ampiamente esercitati, ma certo il risultato più efficace - a me è capitato spesso - era quella di poter accompagnare e spiegare di persona il funzionamento della "macchina", sapendo che veniva distribuita anche una brochure piuttosto efficace che serviva, anche in una fase successiva, a soddisfare le curiosità non risolte. Non so se ci sia stata un'evoluzione multimediale, ma certo il sito web della Camera è ricco di contenuti.

Artom: messaggi di libertà

La targa commemorativa dei fratelli ArtomCerto che è proprio vero che il Caso ogni tanto ci mette lo zampino. L'altro giorno al Parlamento europeo e ieri sulla mia posta elettronica ho letto di un appuntamento per questa sera all'"Istituto Italiano di Cultura" di Bruxelles - in occasione dell'imminente "Giornata della Memoria" - con questo titolo: "Emanuele Artom - Un eroe della Resistenza contro i nazifascisti". Scopro così che questo martire partigiano era nato ad Aosta: non ricordavo, per mia ignoranza, di averne mai sentito parlare. Sempre ieri per caso, avendo posteggiato lì vicino, ho attraversato la "Cittadella dei Giovani" di Aosta ed ho notato apposta sul muro una targa commemorativa proprio dei due fratelli Artom. Una strana combinazione e occasione per approfondire.
Trovo, per questa decisione del Consiglio comunale di Aosta di apporre lì una lapide, una nota scritta dal proponente, Paolo Momigliano Levi, storico e consigliere comunale, che così spiega sui due fratelli: "Emanuele ed Ennio Artom, nacquero entrambi ad Aosta. Emanuele il 23 giugno del 1915, Ennio il 25 aprile del 1920. Erano figli di Emilio, docente di matematica e studioso di cultura ebraica. e di Amalia Segre. I genitori si erano trasferiti da Torino ad Aosta dove nel 1911 fu assegnata al professor Emilio Artom la cattedra presso la Scuola Normale, dove insegnò sino al 1920, salvo la parentesi della prima guerra mondiale a cui partecipò come volontario".

Riflettere sull'avvenire

César DujanyL'altro giorno, accompagnato dal piccolo Alexis, che è rimasto intimidito solo per qualche minuto davanti a "Monsieur le Sénateur" e poi si è messo buono su di una poltrona incuriosito dai nostri dialoghi in francese, sono andato a trovare il decano della Politica valdostana, César Dujany, classe 1920. Con lui ho condiviso anni di lavoro parlamentare a Roma e poi una lunga amicizia che si basa su una visione realista ma anche ironica di tante cose che osserviamo da diversi punti di vista, trovando poi tante coincidenze, frutto anche di quegli automatismi che derivano dalla lunga frequentazione. Era l'occasione per farsi gli auguri per l'anno che inizia, ma soprattutto per fare due chiacchiere sulla situazione politica, spaziando non solo nel piccolo giardino - talvolta ormai giungla - della Valle d'Aosta, perché César è informatissimo su quanto si muove in Italia, in Europa e nel mondo. Lo fa leggendo i giornali con attenzione e aggiornandosi sui libri più vari, dimostrando un'invidiabile vivacità intellettuale, che è dimostrazione di come a qualunque età si debba fare ginnastica anche con il cervello e che certi discorsi sulla rottamazione facciano sorridere di fronte a certa vigoria intellettuale senza età che dà punti ai rottamatori spesso senza rotta nel loro navigare.

E' partito, ma non è un... partito

Il simbolo di 'Mouv''Nasce il Movimento d'opinione "MOUV'" (apostrofo rosso) e ognuno può sbizzarrirsi nella lettura del nome: il più semplice è l'apocope (abbreviazione) da "Mouvement", ma ci sta anche il dinamismo di "Move", che in inglese vuol dire «darsi una scossa»!
Ma il simbolo, la spirale, spazia dal passato più remoto con questi cerchi ritrovati come simbolo astronomici nell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans e pure in rocce incise fra Montjovet e Saint-Vincent, per non dire di questa figura solare e vitale per i Celti, per matematici come Leonardo Fibonacci, artisti come Leonardo Da Vinci e Vincent Van Gogh, psicoanalisti come Carl Gustav Jung o presenti nelle impronte digitali dei nostri polpastrelli o nella forma del nostro Universo. C'è tutto il senso della vita e - per me - l'immagine del passaggio fra generazioni che rende la nostra vita come un pezzo di una lunga catena.

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