January 2017

Il 2017 cruciale per l'Europa

Sarà il pasticciaccio brutto delle vicende grilline sul Parlamento europeo, ma per qualche ora sembra riaccendersi il faro sulle vicende dell'Unione europea, finita in un cono d'ombra inquietante per chi, come me, scrive da tempo, avendo anche vissuto l'esperienza politica comunitaria, e spera sempre in una ripartenza su nuovi presupposti della vecchia e indispensabile integrazione europea.
Trovo su "Obs" un articolo molto stimolante di Raphaël Glucksmann, che risponde quasi del tutto - non certo sul dispiacere per l'avventura in discesa di Matteo Renzi - a certi miei pensieri sullo stato dell'Europa e per questo mi permetto di proporlo ai miei lettori.
Ecco l'incipit: «Longtemps on se souviendra de 2016, annus horribilis du projet européen. Du Brexit à la destruction d'Alep, chef-d'œuvre macabre de Vladimir Poutine soulignant notre impuissance en mondovision, de la débâcle de Matteo Renzi à l'alliance russo-turque à nos portes, en passant par une primaire de droite, en France, qui n'eut pas une minute à lui consacrer en huit heures de débats, tout a, dans l'année écoulée, illustré et nourri la crise que traverse l'Union européenne. Une crise que l'élection américaine éclaira soudainement d'une lumière apocalyptique».

Grillo e ALDE: belìn,che botta!

Beppe Grillo con Nigel FarageLa politica non finirà mai di stupirmi per certi rivolgimenti che mi lasciano sempre con un palmo di naso per esiti inaspettati. Penso alla manovra improvvisa, ma evidentemente a lungo preparata nei corridoi di Bruxelles, con cui Beppe Grillo tambour battant aveva chiamato alle urne on-line gli aderenti al "Movimento cinque stelle" per una decisione che faceva trattenere il respiro per la sua bizzarria e l'esito era stato raggiunto con facilità dal leader con il voto via Web, pur con qualche dissapore. Grillo, infatti, aveva deciso di rompere l'alleanza con gli euroscettici dell'Ukip di Nigel Farage e di far aderire i diciassette "pentastellati" eletti a Strasburgo all'ALDE, il gruppo liberaldemocratico, che invece - al posto di accoglierlo con un abbraccio - l'ha impallinato all'ultimo momento come fosse stato un pupazzo al "Luna park".

Il funambolo del telefonino

I primi modelli di 'iPhone'Nelle rare sere in cui mi trovo da solo e posso scegliere liberamente un film, guardo qualche pellicola di fantascienza, essendo l'unico in casa cui piace questo genere cinematografico e perciò perdente in partenza nella selezione, se in compagnia dei familiari. Capita talvolta, facendo zapping, di vedere vecchie produzioni e l'aspetto stupefacente (penso alla serie di telefilm "Spazio 1999") è che ti accorgi - ma ciò vale sin dai libri di Jules Verne - che molti oggetti considerati al tempo pura fantasia sono ormai più che superati da invenzioni contemporanee.
Sintesi eminente è quel "melafonino" della "Apple" che Steve Jobs presentò dieci anni fa e che ha fatto da lepre nell'inseguimento ad uno strumento mobile che è sempre più marginalmente telefono. Mi pare che molti competitor si stiano attrezzando ed arriverà - perché questo è il destino insito nel progresso - qualche sorpasso, considerato già avvenuto da molto degli "antipatizzanti" di Apple.

Montale, il Nobel e la Poesia

Dischi di Bob Dylan in offerta ad AostaQuando venne assegnato il "Premio Nobel per la Letteratura" a Bob Dylan considerai si trattasse di una sorta di riconoscimento al mondo vastissimo di cantautori-poeti, che hanno saputo raccontare il nostro mondo. Oltretutto la mia generazione è cresciuta "a pane e Dylan" e certe sue canzoni accendono dei flash su qualche ricordo in ombra, legandolo a circostanze che tornano in superficie. Poi, come molti, non ho mai giustificato l'atteggiamento di Dylan, che prima è rimasto silente per lungo tempo dopo la designazione e poi è mancato alla consegna del premio a Stoccolma e che questo appartenga al suo stile scientemente dimesso mi importa poco, perché la maleducazione non è mai giustificabile, essendo deprecabile il ragionamento che ai geni artistici vada tutto giustificato.

Il Web fra bufale e post-verità

Il dottor Roberto BurioniOggi andrò a farmi vaccinare contro la meningite: il caso di un giovane morto nel vicino Canavese e il moltiplicarsi di eventi di questo genere in tutta Italia, sommato al fatto che il mio bimbo più piccolo è già stato vaccinato (e forse dovrà essere coperto per altri ceppi della terribile malattia), mi convincono a farlo senza problemi. Mi sono sottoposto a tutti i vaccini obbligatori da bambino (quando certe malattie come la poliomelite e la tubercolosi facevano ancora delle vittime) e poi da adulto, quando i miei figli più grandi erano piccoli, ho fatto il vaccini necessari non avendo, da piccolo, fatto nessuna delle malattie infantili più comuni, pur frequentando gli amichetti che si erano ammalati. Lo stesso è capitato per viaggi esotici per certe patologie locali.

Miseria e Nobiltà

La più nota scena da 'Miseria e nobiltà'C'è un vecchio film, tratto da una commedia, che vi sarà capitato di vedere in una delle molte repliche televisive e che è interessante per la presenza di un godibile Totò, personaggio sottovalutato e sfottuto in vita e assurto poi in una fase postuma - come spesso avviene, purtroppo - a maschera celebrata, essendo erede di certa "Commedia dell'Arte", che rappresenta i vizi umani che restano tali e quali, sfidando il tempo che passa e pure la provenienza geografica. Si tratta di "Miseria e Nobiltà", il cui sunto è: qual è la vera nobiltà? Quella del nome o quella dell'animo?
Il tema è interessante e vale per riflessioni sempre buone nella nostra esperienza di vita, in cui ti accorgi sempre di più che non bastano certi lombi - intesi come stirpe - o certe condizioni sociali o intellettuali per fare di una persona qualcuno che vale. Ci sono elementi altri, diversi che - nella fragilità della nostra condizione umana - fotografano le persone, creando le basi per la stima e talvolta l'amicizia.

McDonald's: una storia americana

Il ristorante 'Mc Donald's' di AostaQuanto il cibo possa avere una componente sociale e persino ideologica non l'ho certo inventato io. Sarà che a tavola passiamo una parte importante della nostra vita, ma tant'è: se ci fate attenzione il tema resta sempre uno dei più importanti nelle nostre conversazioni. Non è male neppure inseguire storie avvincenti, quelle che vengono definite "success stories".
Non ricordo con esattezza quale sia stata la prima volta in cui sono entrato a mangiare in un "McDonald's". Sicuramente non è avvenuto in Italia, visto che l'arrivo del gigante americano del fast food avvenne per la prima volta nel 1985 a Bolzano, quando ero già più che ventenne. Per cui, non essendo stato prima negli Stati Uniti, suppongo che ciò sia avvenuto in Francia negli anni Settanta, direi a naso a Parigi in gita scolastica, quando la multinazionale dell'hamburger aveva ceduto il marchio in franchising per poi - con una complessa vicenda giudiziaria contro un certo Raymond Dayan che aveva alcuni locali - decise di rimpossessarsene, inaugurando poi un ristorante ufficiale a Strasburgo nel 1979.

Dalla Fiera un pensiero sui Borghi

Un momento della 'petite Foire' di DonnasCapita ogni tanto di riflettere su alcuni aspetti della vita valdostana attuale, che derivano magari da un'osservazione estemporanea che riaccende un flash e crea qualche dispiacere, specie quando si constata che certe misure non si sono dimostrate efficaci, come si credeva potesse avvenire. Per questo necessitano sempre di più dei pensatoi in Politica in Valle d'Aosta come altrove, che evitino la crescente impressione che partiti e movimenti siano strutture vitali solo in occasione delle elezioni o "riserve di caccia di voti" in una logica di affermazione personalistica e non momento di confronto per la comunità e di elaborazione di idee da concretizzare.

La cronaca nera, quando il troppo stroppia

Leggo sempre, quando scorro un giornale, le lettere dei lettori. Sarà che la presenza di un quotidiano in casa sin da bambino mi aveva abituato a sbirciare le curiosità derivanti dalla famosa rubrica de "La Stampa", "Specchio dei tempi", ma quel che è certo che sfogliando quotidiani e settimanali guardo sempre che cosa si dice.
Lo faccio anche con la pagina quotidiana della Valle d'Aosta su "La Stampa", anche se il numero degli scriventi - è da sempre così da noi - è così limitato da permettere di scoprire, scorta la firma, quale sarà grossomodo il filone seguito. Ma alla fine ci si affeziona, come avviene con le firme del giornale.
Non me ne stupisco perché si sa che questo valeva in passato anche per le radio private o per le televisioni locali e vale anche per le lettere scritte, sapendo poi che alcuni chiedono - e sono contrarissimo - di celare la loro identità dietro il comodo "lettera firmata".
Oggi guardavo il "Corriere della Sera" e trovo questa lettera breve e preoccupata, che così dice:
«Caro direttore, sono esasperata e molto arrabbiata. Perché i telegiornali sia nazionali, sia locali danno notizia di delitti e tentati delitti? A che cosa e a chi servono?».

Appennino: i terremotati sfiduciati

Un'abitazione lesionata ad AccumoliE' sempre difficile distinguere, nella vita come in politica, che cosa sia un progetto con una ragionevole speranza di concretizzarlo e invece cosa sia l'illusione di ciò che si sa già a priori che non si potrà realizzare. Come in tutto, ci sono "sogni buoni" – che ci aiutano a vivere – e "sogni cattivi", fatti già con una componente d'inganno che ha il gusto del veleno.
Ci pensavo rispetto alle zone dell'Appennino colpite dal terribile terremoto estivo e dalla sua infinita coda di scosse di assestamento, martoriate da gelo e neve e prostrate anche dal dolore, più che comprensibile, delle popolazioni locali, cui mi lega il pensiero affettuoso di una comunanza fra quei territori e le nostre montagne.

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