December 2016

Senza Renzi, basta risse

Il passaggio di consegne tra Matteo Renzi e Paolo GentiloniNon so come la vedete voi, ma certo in questi giorni ci si accorge di cosa abbia significato che Matteo Renzi - come si può osservare con una battuta - non abbia mangiato il panettone natalizio al Governo. Nel senso che, uscito per ora di scena dopo la dura e in verità ammessa sconfitta al referendum, si è tornati ad una sorta di normalità, che evidenzia ancora di più - al confronto con la situazione politica attuale - l'eccesso parossistico del vitalissimo Renzi. Non esisteva giorno e neppure ora in cui il fiorentino rifuggisse da un annuncio o da una polemica e nel periodo della campagna referendaria la sua presenza sui media - e certo ciò non gli ha giovato - era invasiva e a tratti ossessiva.

La crisi senza fondo del Casinò

Il 'Casino de la Vallée' agghindato per le festività natalizieQuel che mi consola è che su certe questioni ho sempre scritto e le cose scritte restano e dimostrano come mi sia esposto quando molti, oggi assai ciarlieri e persino paladini di "nuovismo", tacevano per convenienze varie e magari insolentivano chi alzava la manina per obiettare. Come non osservarlo in un fine anno con vecchi guai che tornano, malgrado ci fosse stato il tentativo o di insabbiare le cose brutte o di spacciare semplice pirite per preziose pepite d'oro. Malvezzo che in politica funziona, almeno fino a quando certi cittadini sono così gonzi da cascare fra le braccia di chi pensa più ai fatti propri che alla comunità. Chissà che in molti, nel buio pesto, non decidano che sia ora di accendere una lampadina.

Ciao ciao, cugino

I cugini materni, Franco è quello in alto a destra Ragionare con qualche certezza sui tempi della nostra vita non è un esercizio nelle nostre mani. Ciò non vuol dire naturalmente cedere a logiche di lasciarsi vivere o di stare sempre sul chi vive per i molti aspetti indeterminati cui siamo legati, qualunque sia la visione religiosa o filosofica che regge i nostri comportamenti. Bisogna farsene una ragione, tanto ci sono passaggi e circostanze che prescindono dalle nostre speranze e di cui possiamo essere osservatori o protagonisti, secondo le circostanze. Questa è la vita nostra e di tutti quelli che ci stanno attorno, compresi quelli a cui vogliamo bene.
I cugini sono, fra i parenti, quelli con cui abbiamo in genere maggior affinità per una questione di vicinanza anagrafica e per frequentazioni giovanili che seguivano quelle dei nostri genitori.

L'europeismo all'angolo

Un dettaglio della statua dell'Europa di May Claerhout, davanti al Palarmento europeo, a BruxellesLa grande politica e la politica locale sono pezzi di diversa grandezza nel puzzle del nostro essere dei cittadini. E questo serve ad evitare il rischio che la politica valdostana sia chiusa nel proprio guscio, come una lumaca convinta della robustezza della casetta da cui è riparata. Invece bisogna avere occhi e orecchie per vedere e ascoltare quanto avviene attorno a noi, perché il vecchio slogan "maîtres chez nous" non vuol affatto dire che questo possa avvenire in un logica di vieto provincialismo, segno di arretratezza.
Prendo il coraggio a due mani e scrivo dell'Europa, ben sapendo che nuoto controcorrente, perché chiunque oggi tenti di lanciare un messaggio europeista lo fa a proprio rischio e pericolo. L'Europa, anche per gravi responsabilità proprie, è avvertita come un'entità politica contraddittoria, da una parte troppo distante dai cittadini e dall'altra eccessivamente invasiva dei poteri degli Stati membri e delle loro democrazie locali.

Un 2017 pensando ai giovani

Auguri per il 2017L'ultimo pensiero dell'anno non è improntato, forse come si dovrebbe fare e come più nelle mie corde, ad uno smaccato ottimismo. Questo avviene, anzitutto, per i molti elementi preoccupanti e depressivi di un 2016 che non lascia bei ricordi, ma lo è anche - pensando a quanto e dove ho vissuto in politica in questi ultimissimi anni - di fronte alla cruda constatazione di aver perso tempo in progetti rivelatisi, comunque la si giri, infruttuosi e deludenti e mi fermo qui.
Ne ho abbastanza di polemiche personalistiche e di certe manovre bradisismiche in politica che sembrano - qualunque ne possa essere l'esito - battaglie di "Monopoli" o di "Risiko", che avvengono in un vuoto di attenzione dell'opinione pubblica che dovrebbe far riflettere tutti.

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