December 2016

Natale ha i suoi problemi

Preparativi in corso per il pranzo di NataleIl conto alla rovescia per il Natale è ormai seriamente avviato, anche se sarà sfortunatamente di domenica e la neve nel fondovalle non ci sarà e questo va considerato un autentico accidente. Guardo in televisione certi film natalizi con ambiente innevato e ciò corrisponde esattamente a certe immagini che ho del passato, prima che quell'AntiNatale dell'Anticiclone delle Azzorre decidesse - maledetto! - di turbare quella meravigliosa realtà.
Ma torno serio. Ricordo di essermi vergognato quella volta in cui dissi ad un mio caro cugino, più grande di qualche anno, quanto fossero noiosi i miei genitori e non ricordo in verità per quale circostanza esatta ne parlassi. Mi gelò con un sorriso bonario: «A me i genitori sono morti entrambi a distanza di pochi mesi quando avevo diciotto anni. Preferirei averli ancora, anche se noiosi». Touché e lezione di vita nella memoria e buona per sempre.

Quando la parità è linguistica

Valeria Fedeli, nel momento del suo giuramentoNon ho mai avuto il benché minimo dubbio sull'assoluta parità - ciascuno con proprie doti da mantenere - fra uomo e donna. Per non passare fittiziamente per un esempio fulgido di "politicamente corretto", preciso che è pur capitato anche a me in compagnia di pronunciare battute veteromaschiliste, che fanno parte, anche se non è una buona giustificazione, dell'indole delle generazioni cui appartengo. Per altro mi pare che un certo gioco della parti scherzoso e innocuo, tipo cane e gatto, sussista anche nei giovani, come mostra la coppia dei miei figli più grandi e quasi coetanei che sulle rispettive caratteristiche maschili e femminili si sfottono più o meno amabilmente.

Ich bin ein Berliner

La celebre frase di JFKL'orrore piomba nelle nostre case addobbate per il Natale, festività ormai rappresentata in tutta Europa dal pullulare di quei gioiosi mercatini natalizi nati secoli fa in area germanica. Come a Nizza il 14 luglio, quando un Tir piombò sulla folla inerme che era lì per i fuochi d'artificio sul lungomare, un grande camion ha spazzato via ieri sera molte persone che a Berlino si aggiravano per le bancarelle di uno storico mercatino natalizio. Un attentato islamista, che diventa una strage efficace nella rozzezza della sua esecuzione tecnica e nel disegno di morte accompagnato non solo dalla scelta politica di data e luogo che mira a colpire la Germania che si prepara alle elezioni ma anche dal gusto criminale di uccidere a casaccio noi occidentali a poche ore da quell'evento simbolico per tutta la cristianità e anche per chi non credente condivide certi valori simbolici che il Natale rappresenta. Tutti noi, le nostre famiglie, le nostre comunità, siamo considerati infedeli da macellare come montoni per chi pratica un integralismo religioso violento e irragionevole, così siamo considerati come birilli abbattuti senza scrupoli e con gioia dei fanatici alla guida di quel camion.

I nostri Natali

Capisco come il Natale nei suoi molteplici elementi, che ne fondano la ragion d'essere di data che troneggia nella nostra vita alla fine di ogni anno, abbia mille punti di osservazione possibili e ognuno guarda non solo a quel che gli interessa, ma pure la stessa cosa cambia a seconda della nostra personale sensibilità. Credo di avere detto molte volte quanto mi faccia venire il latte ai gomiti certa retorica buonista fatta di buoni sentimenti che dovrebbero fare da maquillage anche a chi, prima e dopo, resta un pezzo di carogna e non c'è perdono in terra e quel che capita in Cielo è ben più grande di me.
Certo ogni simbolo del Natale ha una sua storia, che sia il Presepe, l'albero di Natale, le palline di vetro che lo ornano e le luci colorate, così le piante che ne sono diventate simbolo.
Pure Babbo Natale ha un suo percorso e persino il 25 dicembre nasce da una scelta arbitraria, che fissa la storia della natalità di Gesù in quella Betlemme che ha ormai un pugno di cristiano in un Paese islamizzato.
Le musiche natalizie sono come una serie di rivoli che confluiscono in un gigantesco fiume, in cui si sommano stili, sonorità, personaggi, vecchio e nuovo. Ci sono in questa festività, che non ha buttato nulla dei riti precristiani che si affollano attorno al solstizio d'inverno, novità che spuntano nei secoli e diventano tradizioni.
Lo stesso vale per lo scambio di doni, che incombe come un rito pieno di calore, per chi ci crede e non cede al gesto meccanico e agli obblighi sociali. Ci sono dentro civiltà che si incrociano, contaminazioni, segni di fede e esagerazioni consumistiche.

Inverno

Una suggestiva immagine invernaleOggi non distraetevi e, come si dice nei film dei "marines", sincronizzate gli orologi. Infatti, anche se è apparentemente immateriale, la data di oggi così non è. Infatti siamo di fronte all'inizio vero e proprio dell'inverno e ciò avviene nel momento in cui il sole raggiunge il suo punto d'inclinazione minimo nel suo moto apparente lungo l'eclittica. Questo da noi avverrà alle ore 10.44, anche se ovviamente non ce ne renderemo conto. Il solstizio invernale coinciderà anche con la giornata più corta dell'anno, smentendo il famoso detto «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia». Ma non è che siamo proprio rimbambiti ad avere questa impressione.

La brutta storia dei voucher

Il ministro Giuliano PolettiA suo tempo, ad essere preciso davanti all'ospedale di Aosta, dove i pensionati "Cgil" raccoglievano le firme, ho sottoscritto i tre quesiti referendari in tema di lavoro proposti da questo sindacato, che chiedono, rispettivamente, l'abolizione del "Jobs act" (anglicismo) con riguardo - in certi casi - al ritorno all'articolo 18 dello "Statuto dei lavoratori" con la reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento disciplinare giudicato illegittimo, la cancellazione dei "voucher" (anglicismo) e infine il ritorno alle garanzie per i contributi dei lavoratori delle ditte che subappaltano lavori. La mia firma, a suo tempo, non entrava neppure nel merito tecnico della proposta, che è nell'insieme complessa, perché si opera in una logica di ritaglio con il referendum abrogativo.

Era il dicembre del 1979...

Un giovanissimo Luciano Caveri in onda in radioHo letto con un pizzico di rimpianto, insito negli anniversari, del ricordo per la nascita della televisione regionale della "Rai", il 15 dicembre scorso, anche se ne scrivo solo ora.
Eravamo nell'ormai lontano 1979 e sembra passato molto di più dei trentasette anni realmente trascorsi. A dire il vero quel giorno io lavoravo per la concorrenza e seguimmo alla televisione quel primo telegiornale regionale, letto da Daniele Amedeo, e che ci sembrò - a noi che facevamo lo stesso lavoro a "Radio Tele Aosta" - un prodotto molto modesto rispetto al nostro standard, ormai largamente assestato. Ma in realtà nei giorni successivi per me si aprì un mondo diverso: una parte della politica valdostana mi riteneva, nel mio ruolo di giornalista in quella televisione privata di Giuliano Follioley, un "rompiballe", per cui - malgrado avessi solo vent'anni - venni serenamente licenziato.

Spigolature natalizie

L'immancabile champagne per brindare a NataleSarà che uno arriva a Natale che è già vagamente stravolto dai molti impegni preparatori, anche se si sa bene che ci sono cose ben peggiori e molto più faticose, ma fa piacere consolarsi vicendevolmente su questo aspetto che precede le festività più lunghe sul calendario. Per cui anch'io compartecipo al coro e oggi succhio le ruote di un simpatico articolo - da cui estrarrò qualche passaggio - scritto su "Le Monde" da Mathilde Dangé e che già dal titolo è tutto un programma: "Neuf questions (pas si) bêtes que vous vous posez sur la nourriture pendant les fêtes".

Buon Natale!

Buon Natale!Buongiorno, Natale! Volevo ringraziarti di essere arrivato anche quest'anno con il tuo carico di simboli e significati, da quelli più antichi a quelli più recenti. Per me, giorno di compleanno, le tinte con cui viene colorata questa giornata sono ancora diverse, perché i compleanni - e per me gli anni sono 58 - servono anche come momento di riflessione. Ma, prima di aggiungere qualcosa, mi sia consentito di ringraziare tutti coloro che - per simpatia o eventualmente per antipatia, ma anche solo per interesse delle cose che scrivo - seguono questo mio spazio, amplificato anche da "Twitter". Nell'anno che verrà modernizzerò il Sito, anche se sono piuttosto restio ad abbandonarlo, perché certi aspetti vintage ormai mi convincono più di tanti eventuali rimaneggiamenti.

Santo Stefano e i Re Magi

L'avvio della parata del 'Wren's Day'Certamente fra le componenti del Natale c'è il terrificante torpore postprandiale che avvolge la giornata di oggi egualmente festiva. Il 26 dicembre - nel caso valdostano - significa anche l'avvio, destinato ad incrementarsi con le prossime ore, del flusso turistico verso la Valle d'Aosta e non è difficile immaginare un fine anno destinato al consueto "tutto esaurito". Le vicende mondiali, specie il terrorismo di stampo islamista, restringono il mondo e molte mete esotiche, così come certe grandi città, sono diventate off-limits e dunque ci si rifugia in mete meno distanti e per i turisti italiani, ma anche per gli europei, la Valle ha tutte le caratteristiche per essere località gettonata.

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