December 2016

La Giornata della Montagne svanisce

Non se ne può davvero più delle "giornate" dedicate a qualcosa: che siano "mondiali", "europee", "nazionali" o decise in autogestione da chiunque di noi. Manifesto una certa overdose, che finisce per mettere tutto in un grande sacco che rischia ormai di essere quello della spazzatura. Non c'è data libera e anzi nello stesso giorno ormai si sommano le cose più varie senza neppure una grande logica, se non ammonticchiare nel nome del sempre più svilito "politicamente corretto", che lava coscienze come cattive confessioni con quattro "Pater Noster" che ridanno l'anima candida anche a un mammasantissima della Mafia.
Il rischio crescente è che sia una specie di "mercato delle pulci", dove finiscono prodotti ormai usati, mentre sopravvengono nuovi spunti per nuove giornate, esattamente come avviene per le diverse categorie di "patrimonio dell'Umanità" dell'"Unesco", mancando all'appello il dito alluce di mia zia, la vecchia "500" di mio cugino ed il meleto del mio vicino di casa.
Così vedo con tristezza un declino della "Giornata internazionale della Montagna", che ha le sue radici nel 1992 con l'adozione del capitolo 13 della "Agenda 21 - Managing Fragile Ecosystems: Sustainable Mountain Development" in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo.

I tanti aerei nei cieli sopra la Valle

Un aereo che lascia la scia sopra la Valle d'AostaQualche tempo fa un amico mi scriveva per chiedere se mi sono ancora interessato del transito degli aerei sui cieli della Valle d'Aosta, visto che lui da un villaggio della collina di Saint-Vincent ne osserva parecchi in volo. Negli stessi giorni mi sono ritrovato in auto nella Regione svizzera di Gruyère, con i suoi paesaggi da cartolina, scendendo poi verso il sottostante Lago Lemano: è la zona che conosco in cui si vede con maggior nettezza, per la vastità del cielo osservabile, il via vai dei velivoli lungo le rotte alpine.
Il mio amico si riferiva ad alcune mie iniziative parlamentari di anni fa, sia a Roma che a Bruxelles, che avevano dimostrato come a questa osservazione empirica, che riguarda anche aerei in decollo da "Malpensa" o Torino di cui si avverte talvolta il rumore in salita, corrispondessero cifre notevoli di sorvoli quotidiani dovute al semplice fatto che importanti corridoi impiegati in volo hanno come riferimento montagne che si trovano in parte sul territorio valdostano, il Monte Bianco, il Cervino, il Gran Paradiso.

Salvaguardare Babbo Natale

Il Babbo Natale 'torinese'Chissà come si consuma con esattezza l'attimo fatale in cui un bambino scopre che Babbo Natale non esiste. Immagino che possa essere un cuginetto più grande ed autorevole a pronunciare la ferale sentenza. O la goffaggine di genitori cui scappa qualcosa di detto e di insinua il dubbio nella creatura che pian piano diventa certezza. Sono pochi che possono raccontare quel che capitò a Shirley Temple, bimba prodigio del cinema americano: «Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mia madre mi portò a vederlo in un grande magazzino e lui mi chiese l’autografo».
Forse esiste una zona grigia in cui tutti si è coinvolti in un gioco delle parti, in fondo a fin di bene, perché lo spirito del Natale anche senza Babbo Natale può sopravvivere.

La matassa della politica

Paolo Gentiloni, Matteo Renzi e Sergio MattarellaE' ormai appurato che la politica, se concepita come rissa continua, può causare un effetto di rigetto in un parte dei cittadini. Così avviene per i giornali che crollano nelle vendite quando non sono più considerati ancorati alla realtà.
In questo solco, mi spiace per certi commentatori adepti del "sì", i cui editoriali mi sono venuti a noia e penso non solo a me. Appartengono perlopiù alla genia dei "sessantottini", che resteranno nella storia per avere tentato la rivoluzione per poi morire conservatori. Osservo come tengano caldo ancora con articolesse pensose o rubriche graffianti a distanza di una settimana dalla vittoria del "no" al referendum sulla riforma costituzionale, continuando a fare i profeti di sventura, senza incassare e metabolizzare realmente il risultato come tale.

Il senso dei regali (compreso Gentiloni...)

Regali di NataleIl tema è sicuramente di stagione: alzi la mano chi, in piccolo o in grande, non si sta scervellando per decidere quali regali comperare per i propri cari e i propri amici. Verrebbe da dire che un primo regalo, in vista del 25 dicembre, è stato fatto dal nuovo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla graziosa Maria Elena Boschi («se perdo il referendum lascio la politica») assurta a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a Luca Lotti all'incredibile Sport (sic!) e ad Angelino Alfano agli Esteri (giubilo in Kazakistan), mentre le conferme di Beatrice Lorenzin alla Sanità e di Giuliano Poletti al Lavoro non possono essere nient'altro che un refuso, forse sono "big" al "Festival di Sanremo"... Matteo Renzi, oltre alla campanella, deve aver regalato a Gentiloni una fotocopiatrice.

Le trappole al telefono

Un antico telefonoCi sono storie piccole piccole che da personali diventano collettive e forse, nella loro banalità solo apparente, diventano un segno - oggi si direbbe un "marker" - dei tempi che viviamo molto di più di quanto avvenga con certi grandi avvenimenti.
Ecco un caso: mi domando come si possano difendere le persone anziane dalla presenza in casa del telefono fisso e da certe sue insidie. Non racconto una storia remota, ma la realtà di mia mamma 87enne, assolutamente in gamba e autosufficiente, ma che certo sente il peso dell'età ed è evidente che non è una situazione destinata a migliorare. E' assai probabile che, invecchiando ancora, avrà bisogno di qualcuno che le stia stabilmente vicina e con mio fratello ci avevamo provato tempo fa senza successo, perché l'idea di una badante in casa (io ne avevo incontrate alcune per una prima scrematura) non era per lei non sopportabile e insistere su certe impuntature è davvero una lotta impari.

La Valle d'Aosta e la ghigliottina

GhigliottinaLa politica, in certi suoi passaggi, non risparmia mai qualche stranezza, specie quando il nervosismo è palpabile ed il rischio è che ci si smarrisca perché la bussola non funziona più. Leggo con viva sorpresa il parallelo fra le discussioni politiche - in chiaro ed en cachette - in corso in Valle d'Aosta ed il famigerato periodo del "Terrore" nel corso della Rivoluzione francese, quando lo strumento più adoperato fu quella macchina di morte, la ghigliottina, inventata da Joseph-Ignace Guillotin, quando caddero le teste di ben 2.918 persone.
A creare questo ardito paragone storico è stato, in un'intervista a "La Stampa", Albert Lanièce, senatore della Valle d'Aosta a Roma, e noto appassionato e cultore di storia napoleonica e si sa che Bonaparte si destreggiò con perizia in quegli anni perigliosi.

Contro i fanatici

Panettoni 'Motta'Cominciano ad affacciarsi i buoni propositi per l'anno che verrà e ce n'è sempre bisogno, anche se poi non si sa mai bene se e quando certi semi gettati frutteranno. Devo dire che di questi tempi mi sono detto che una speranza per il 2017 - un giorno scriverò sul fatto che il 2016 va abbastanza bocciato, pur non cedendo alla superstizione del bisestile - è che si trovi un vaccino contro ogni forma di fanatismo. So che il termine "fanatico" è abbastanza passato in cavalleria, ma trovo sempre che abbia un suo perché. Lo "Zanichelli" così ammonisce sulla duplice definizione: "chi, mosso da esagerato entusiasmo per un'idea, una fede, una teoria e simili, si mostra intollerante nei confronti di ogni posizione che non sia la sua: è un credente fanatico; il suo è uno zelo fanatico. Si aggiunge come sinonimi: fazioso, settario".

Cantare per i terremotati

Avrei sperato ci fosse stato il pienone allo spettacolo musicale di beneficenza che a Saint-Vincent ha visto un gruppo d'artisti valdostani riuniti per una buona causa: raccogliere fondi per un paese, Visso, in Provincia di Macerata, che è stato gravemente danneggiato dal sisma e deve ripartire, ritrovando una vita vissuta contro il dolore di un antico borgo colpito severamente dalle scosse. Ed invece l'altra sera si è pagata quella crescente pigrizia che intorpidisce le coscienze e rende difficile avere quel medesimo entusiasmo che in un passato non troppo lontano si vedeva in certe occasioni pubbliche. Purtroppo questo dev'essere, anche a Saint-Vincent, argomento di riflessione.
La buona ragione di questo happening musicale, che è stato comunque gioioso e divertente per i presenti, era così riassumibile: ad essere colpita è una zona appenninica ed è bene che le Alpi compartecipino con forza, nel nome della solidarietà fra montanari, alla ricostruzione. Noi valdostani ne abbiamo goduto in occasione della terribile inondazione del 2000 ed è bene ricordarselo. Per altro va detto che i valdostani sono sempre stati disponibili ad accorre in aiuto di chi ha sofferto in Italia di qualche sciagura.

Il marcio a Roma e Milano

Beppe Sala, sindaco 'autosospeso' di MilanoNon ho particolari elementi originali per commentare gli avvenimenti che investono in queste ore una parte della politica italiana, ma la lettura delle notizie è piuttosto esaustiva. Mi riferisco anzitutto ai fatti di Milano, dove il sindaco del centrosinistra Beppe Sala è stato inquisito per vicende concernenti "Expo" (da cui spunteranno - temo - altre brutte storie) e di conseguenza si è autosospeso (?), neanche fosse già stato rinviato a giudizio. E poi a Roma, dove - dopo le dimissioni dell'assessore Paola Muraro per l'"affaire rifiuti" - c'è stato ora l'arresto di Raffaele Marra, uomo chiave dello staff del sindaco "Cinque Stelle", Virginia Raggi, malgrado il suo tentativo di spacciarlo per un dipendente qualunque.

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