August 2016

Ricordi d'infanzia e luoghi del cuore

Io in diretta radiofonica su 'RaiVd'A'E' sempre divertente comparare come a fronte delle stesse domande ognuno - a dimostrazione che, almeno per ora, nessuno è clone di un altro fra noi esseri umani - risponde in modo diverso. L'ultimo caso, nelle quattro settimane di trasmissioni estive che ho fatto per "RaiVd'A", ha riguardato due domande standard, che hanno coinvolto ben più di cento persone, espressione varissima della società valdostana.
La prima era: evocate un'estate della vostra infanzia, concetto - quello di infanzia - che ha oscillato fra la memoria di ricordi lontanissimi, davvero i primi della propria vita fino all'adolescenza. Per altro ci accorgiamo tutti che certe categorie rappresentative dell'età e dei relativi comportamenti sta subendo stravolgimenti mica da ridere.

La miniera d'oro di Brusson

La struttura alla miniera di ChamousiraSe così fosse, allora l'evidenza dovrebbe esserci sin dal nome del Comune: mi riferisco a Brusson, nota stazione turistica della Val d'Ayas, e all'ipotesi che la dizione ufficiale della località derivi da "bruxeum", che sarebbe in latino "miniera d'oro". Questa interpretazione avrebbe un riscontro di fatto proprio nella presenza di diverse miniere d'oro sul territorio del paese, sfruttate da tempo immemorabile e ancora oggi c'è qualche cercatore d'oro della domenica che setaccia materiali di scarto del passato e i vicini corsi d'acqua in una residua febbre dell'oro degna del vecchio Far West.
Considerata l'attrattività del turismo minerario, bene è stato fatto, con l'aiuto di fondi comunitari, a valorizzare la più importante miniera della zona, quella di "Chamousira", toponimo che indica la presenza di camosci sulla parete scoscesa dove si trovano le gallerie.

La musica espressione dell'anima

La musica nelle sue espressioni le più varie accompagna la nostra vita, anzi più il tempo passa e più - come i sassolini di Pollicino - certi brani sono indissolubilmente legati ai ricordi e basta la strofa di una canzone per ricordarne il motivo e si riavviano certi collegamenti emozionali nascosti chissà dove.
Oltretutto, anche se mi sfugge il funzionamento del meccanismo, sono tantissime le canzoni del mio passato che si sono affermate come dei classici e dunque capita di riascoltarle spesso. La più evocativa per me - legata all'estate del 1972 è un brano, che penso però di ricordare solo io, dello sfortunato cantautore irlandese Gilbert O'Sullivan, intitolata "Alone again (Naturally)".
In quel caso mi vedo nitidamente nel bar della "Spiaggia d'oro" di Porto Maurizio che inserisco la monetina nel jukebox per riascoltare il brano ancora e poi ancora.

Il Crociato valdostano

Il castello di AviseHo sempre avuto una simpatia per il piccolo Comune valdostano di Avise - 317 residenti oggi contro i 643 del 1861 - per una circostanza singolare: ricevevo e leggevo quello che fu dall'inizio degli anni Ottanta il primo bollettino comunale apparso in Valle d'Aosta e fu il fondatore, Arturo Jacquemod, che lo diresse per ventitré anni, ad offrirmi di collaborare con qualche articolo e lo feci con piacere. Emergevano, in un quadro ricco di un approccio culturale assai interessante, anche le cronache più minute della popolazione locale, oltreché il racconto di una trasformazione profonda della società locale e del territorio (macroscopico è oggi l'abbandono in zona dell'agricoltura un tempo sviluppatissima, specie all'adret).

Riforma costituzionale e Statuto: problema politico

Valerio Onida e Luciano Violante durante l'incontro di CourmayeurMio zio Séverin Caveri, politico onesto e grande federalista, scrisse questa frase: «Les prémisses de l'existence même de notre liberté valdôtaine et des droits consacrés par le Statut régional sont politiques».
Questa osservazione brevissima è il punto di partenza di ogni ragionamento riguardante lo Statuto speciale attuale e l'impatto su di esso del referendum costituzionale, qualunque sarà l'esito della consultazione, che vinca il "no" e dunque la Costituzione resti tale e quale o che vinca il "sì" e dunque si apra una scenario di cambiamento. Ricordo, infatti, che a Costituzione vigente il punto è e resta il grave ritardo nell'emanazione di quelle norme di attuazione che attualizzano lo Statuto nella logica di un'Autonomia dinamica, che altrimenti resta statica e si inaridisce.

Il "Dieselgate" nel mio piccolo

Torno ad una 'Volvo'E' dal 1977 che ho la patente per la macchina: uno dei momenti topici di passaggio verso l'età adulta con un esame di guida che era allora una preoccupazione per l'incombere di un minaccioso "Ingegnere" barbuto che strapazzava durante la prova pratica i neopatentandi (specie femmine, per fortuna).
Francamente ho perso il conto di quante macchine ho avuto in questi quarant'anni, ma - tranne rari casi - attorno ai 150mila chilometri ho sempre ritenuto utile, visto che faccio molta strada ogni anno e prima che l'auto si deprezzasse eccessivamente, cambiarla.
Quel che è certo è che mi sono prevalentemente affidato ad auto tedesche del gruppo "Volkswagen" di diversi modelli, ma questa volta - domani ad essere precisi - cambierò marchio e nazionalità con una "Volvo" svedese (a dire la verità negli anni una, già un'eccezione, l'avevo avuta).

Gli eccessi del wingsuit

Un volo con la 'tuta alare'Pensando al volo umano, viene anzitutto alla memoria Icaro, figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse. Rinchiuso con il padre nel labirinto di Creta, fuggì volando con le ali che Dedalo aveva adattato con la cera al proprio corpo ed a quello del figlio. Ma lo stesso Dedalo - così scrive Ovidio nelle sue "Metamorfosi" - ammonì Icaro: «Dopo aver dato l'ultimo ritocco al suo lavoro, l'artefice librò il proprio corpo sulle due ali, e restò sospeso nell'aria agitata. Poi istruì il figlio dicendogli: "tieni la via di mezzo o Icaro, ti raccomando; così se andrai basso l'onda appesantirà le penne, se troppo in alto, il sole le brucerà. Vola tra l'una e l'altra: prendi la strada che io ti mostrerò"». Ma Icaro, preso dall'ebbrezza del volo, ai avvicinò troppo al Sole, perciò la cera si sciolse e così morì cadendo in mare.

L'Appennino insanguinato

Pescara del Tronto dopo il terremoto del 24 aprileSono solidale e vicino alle popolazioni colpite dal terremoto, l'ennesimo che fa vittime e danni in zone che si sa bene, purtroppo, quanto siano a rischio sismico, perché la Scienza non può prevedere purtroppo certi fatti, ma sulla definizione dei gradi di pericolosità e conseguenze potenziali di un sisma non ci sono dubbi.
Per cui non ci si stupisca dell'evento quando arriva, perché non è frutto del Male, ma degli elementi naturali che rendono la vita di noi uomini costellata di problemi su cui non possiamo intervenire, se non con ragionevoli, ma non sempre decisivi, elementi di prevenzione.
Il senso di fraternità e di partecipazione a lutti terribili - ci sono storie che lasciano esterrefatti per le sfortunate combinazioni - deriva anche due elementi soggettivi.

Il mistero del Male

Papa Francesco bacia un bimboSeguo con viva curiosità - direi intellettuale, se non fosse un parolone - quanto giorno per giorno dice Papa Francesco, il Papa più mediatico che ci sia stato a mia memoria, soprattutto perché sa sempre trovare una modalità per stupire per le cose che dice. Qualche settimana fa, ad esempio, ha pronunciato queste frasi: «Tante volte avvertiamo orrore per il male e il dolore che ci circonda e ci chiediamo: "Perché Dio lo permette?". E' una profonda ferita per noi vedere la sofferenza e la morte, specialmente quella degli innocenti! Quando vediamo soffrire i bambini, è una ferita nel cuore. E' il mistero del male. E Gesù prende tutto questo male, tutta questa sofferenza su di sé».

Skyway: gioiello nel gelo politico

La 'Funivia dei Ghiacciai' franceseAnche una gita di fine estate può diventare occasione per una riflessione. Premessa: ho visto che poche settimane fa è stato festeggiato il compleanno - ben venticinque anni - dell'"Espace-Mont Blanc", istanza transfrontaliera che lega Savoie, Haute-Savoie, Valle d'Aosta e Valais nel nome del Monte Bianco. Par di capire che se sia smarrita la ratio originaria: il tentativo nella legge quadro sui Parchi in discussione nel Parlamento italiano di far nascere - con manu militari del Ministero dell'Ambiente - un Parco nazionale del Monte Bianco, tracciato alla carlona su di una carta geografica in larga scala, segno della logica romana di imporre e chi si è visto si è visto.

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