August 2016

Una scrittrice che ama la Valle

'Io con Valeria MontaldiNon mi pare che esista una sorta di antologia con brani di scrittori non valdostani che abbiano dedicato parte del loro lavoro alla Valle d'Aosta. Senza citare i soliti Pietro Giacosa o Salvator Gotta, mi vengono in mente - ma chissà chi dimentico - Lalla Romano, Natalia Ginzburg, Laura Mancinelli e mi ricordo un romanzo d'avventura di Robert Ludlum che mise nel libro un inesistente trenino fra Ayas e Zermatt!
Oggi si parla molto - per via della fiction televisiva girata quest'estate ad Aosta e che arriverà sugli schermi "Rai" - dello scrittore romano Antonio Manzini e del suo vicequestore Rocco Schiavone, che in una serie di libri gialli - che ho trovato divertenti - ambienta storie sul territorio valdostano in cui il protagonista, trasferito ad Aosta per punizione, risolve casi polizieschi.

Storie di disabilità

'Marieke VervoortIl "politicamente corretto" (orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone) è sempre qualcosa di difficile da interpretare. L'altra sera la scrittrice Valeria Montaldi - di cui ho detto ieri - rispondendo ad un insistente interlocutore fra il pubblico durante la presentazione del suo libro, che chiedeva chi fossero da considerarsi - con riferimento a quelle bruciate al tempo dell'Inquisizione - le "streghe" di oggi, ha dato una risposta piena di verità: e cioè che rispetto a tanti fenomeni delicati, in troppi hanno oggi una facciata buonista, ma poi dietro l’apparenza covano cattivi pensieri per nulla coerenti con l'immagine esterna che vogliono dare di sé. Siamo tutti, in determinate circostanze, dei Dottor Jekyll e dei Mister Hyde.

Mangiare bene in Valle d'Aosta

D'estate, accanto alle indispensabili vacanze marine, che ritengo fondamentali per il mio benessere, approfitto del resto della "bella stagione" per vagare per la Valle d'Aosta con mete già note e luoghi da scoprire.
Non mi stancherò mai di rimarcare come la nostra regione, un tempo in una pubblicità indicata come "Isola" (un tempo pure «felice»...), sia invece una sorta di Arcipelago, che contiene diverse realtà consentite dall'altimetria e da una varietà di paesaggi alpini che, con evidente campanilismo, considero unici.
Per cui un turista che ne avesse voglia potrebbe programmare ogni anno una vacanza con delle diversità evidenti pur restando nella relativamente piccola Valle d'Aosta. Per altro - diciamoci la verità - una salutare e maggior conoscenza del proprio Paese farebbe bene anche a molti valdostani, di origine e di adozione, perché spesso verifico io stesso - che credo di conoscere bene la Valle - come esista un diffuso analfabetismo e scopro di tanto in tanto dei tesori che mi lasciano stupito proprio perché sconosciuti pure a me.

La satira e l'indignazione a singhiozzo

'La vignetta di Riccardo Mannelli pubblicata su 'Il Fatto quotidiano'Un putiferio contro il sessismo ed il cattivo gusto si è scatenato in queste ore per due episodi separati, che poi sono stati messi assieme come si fa con i vagoni di un treno, ammiccando sul fatto che in fondo certi comportamenti sembrano essere prodromici a escalation che non solo sviliscono la donna ma spingono sino al limitare dei terribili femminicidi. Modus in rebus, mi verrebbe da dire a chi drammatizza.
Ricordo brevemente i due fatti. Il titolo sulle tre arciere olimpiche "cicciottelle" è costato caro a Giuseppe Tassi, direttore di "Qs - Quotidiano Sportivo": l'editore Riffeser Monti lo ha infatti sollevato dall'incarico. Maria Elena Boschi, disegnata in una vignetta da Riccardo Mannelli con un abito corto, che parla di riforme anche se in realtà esibisce cosce non esattamente in forma, sulla prima pagina del "Fatto Quotidiano" di mercoledì 10 agosto un gioco di parole tra cose e cosce.

Turismo, Agosto e futuro

Turisti ad Aosta, nell'antivigilia di FerragostoCome si fa a non parlare di turismo in queste ore: tutto ruota attorno alle vacanze, che siano quelli che vanno via dalla Valle per farle, quelli che se le fanno qui e poi naturalmente - l'altra faccia da medaglia - le migliaia e migliaia di valdostani che ci lavorano, per dritto o per rovescio, oltreché naturalmente loro - i turisti - che si aggirano per la nostra Valle, che tra l'altro quest'anno ha potuto dare il dare il meglio di sé con una stagione meteorologica di cui non lamentarsi.
Ma resta un nodo, sempre il solito, su cui riflettere. C'è chi è obbligato ad andare in vacanza a Ferragosto. Per cui - io sono stato fra questi in passato quando facevo a tempo pieno attività politica - questo ha sempre significato una doppia fregatura: maggior ressa dovunque si vada e prezzi più cari per i soggiorni, qualunque sia la destinazione.

Olimpiadi e dintorni

Cathérine Bertone con Valeria Straneo dopo la maratona olimpica (foto Giancarlo Colombo)A parte alcuni conoscenti pazzi per le Olimpiadi e che guarderebbero - in diretta televisiva da Rio de Janeiro - anche la gara delle biglie sulla sabbia o la sfida di samba dalla spiaggia di Copacabana (e sarebbe un bel vedere...), mi pare che i Giochi olimpici brasiliani viaggino con un elevato gradimento ma senza troppo uscirne matti, perché molte delle notizie arrivano già in fretta dai "social" e certe "notturne", per via del fuso orario, dissuadono anche i più appassionati.
Al di là dell'apprezzamento per le due valdostane in gara, Catherine Bertone (oggi venticinquesima!) ed il 20 agosto Charlotte Bonin nel triathlon, vorrei annotare qualche pensiero su questa edizione. Certo si è notato che l'organizzazione carioca non è "svizzera" e va ricordato come la sfortuna ha voluto che le competizioni coincidessero con una terribile crisi politica in Brasile per storie di corruzione e bisognerà vedere sul punto che cosa spunterà ex post sui lavori per le Olimpiadi, che attirano appetiti voraci.

150 anni di CAI Aosta e la montagna

La targa del 'Club alpino italianoMi è capitato spesso di riflettere sul rapporto che i valdostani hanno con le proprie montagne quale habitat naturale in cui vivono. Nel tempo - per ragioni economiche, sociali ed anche climatiche - molte zone abitate tutto l'anno di alta e di media montagna non lo sono più state e ha agito fortemente nello spopolamento, in certi casi diventato abbandono, l'attrazione dei paesi del fondovalle e in particolare l'urbanesimo verso la città di Aosta, estesosi poi ai paesi viciniori per la sempre maggior facilità di spostamento.
Se la montagna, nella sua accezione altimetrica più elevata, ha smesso di essere così fortemente abitata come in passato, va detto che esiste in parallelo tutta una storia nuova, che ha fatto della montagna terreno di svago e di attività sportiva, anche a beneficio della popolazione locale e non solo del turismo.

La macchina del fango

Volendo, il fango si superaIl mio post di oggi non sarà un lieve e aulico pensiero post ferragostano, ma visto che Ferragosto si erge come una roccia stagionale da cui si diparte sin da oggi il lento flusso della ripresa, è bene dar libero sfogo ad un'idea che mi angustia, facendo ormai parte - quello di cui parlerò - del panorama politico e sociale valdostano, pur essendo qualcosa di cui si potrebbe fare a meno o almeno limitarlo nell'uso.
Ci pensavo, perché l'altra sera tardi c'è stata una persona che mi ha scritto più messaggi per riferirmi delle cose sapute da chissà chi sul "cantiere politico aperto" cui compartecipo e penso le ritenesse bruttissime, anche se - ormai abituato a certa solfa - non ho neppure chiesto di esplicitarle.

Valdostani nel Far West e l'integrazione

Un momento della festa dei valdostani emigrati negli Stati UnitiStorie da lontano per arrivare poi vicino. Mi scrive dal Colorado Daniele Treves, che dirige laggiù la "Colorado Stone Quarries" (questo è un filmato che descrive il lavoro nelle cave di marmo, realizzato dalla televisione locale "Aspen 82"). Quest'anno Daniele, che è di Issogne, non verrà a casa per le vacanze, ma certo laggiù non gli mancheranno le montagne, visto che il Colorado - anzitutto con le Montagne Rocciose - ha un'altimetria media molto elevata, simile alla nostra Valle d'Aosta. Daniele mi ha mandato una bella foto dei figli con uno sfondo di montagne con un pochino di neve sulle cime (ad Aspen ci sono cinquecento chilometri di piste!), ma soprattutto una significativa immagine di piantine di génépi raccolto laggiù per farne un distillato come avrebbe fatto da noi! Credo che gli amici americani apprezzeranno questo nostro liquore in una zona dove, cominciando dal bourbon, i superalcolici fanno parte della tradizione, visto che siamo nel cuore del vecchio Far West e dunque lo spirito dei cowboy e dei leggendari pistoleri aleggia!

Gli yankees al Casinò de la Valllée?

L'insegna dell'Hard Rock Cafè di HollywoodE' bravo chi ci capisce qualcosa sul futuro del "Casino de la Vallée" di Saint-Vincent e c'è da chiedersi chi stia davvero dettando la linea e creando i contatti sulle delicate prospettive, al di là dell'apparenza delle ultime e interessanti notizie fresche di edicola. Oggi su "La Stampa", infatti, è Enrico Martinet a diradare in parte la fitta nebbia che avvolge la vicenda e a spiegare che, dopo la sparizione dei cinesi salvifici, è l'ora degli yankees di "Hard Rock", quelli dei celebri "Cafè" (ma ormai si occupano di hotel e casinò, come ben visibile nel rutilante sito web), che sarebbero pronti a rilevare tutto il complesso e cioè un "Grand hôtel Billia" fermo al palo e quel che resta dei fasti della Casa da gioco, un tempo la più importante in Europa.

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