July 2016

Viva i cani!

Un simpatico golden retriverNon sono equilibrato quando parlo dei cani. A parte la sfortuna attuale di avere una moglie che ne è allergica, con tanto di prove scientifiche vere e proprie e malesseri conclamati quando siamo andati ad un'esibizione canina, vivo di straordinari ricordi dei miei cani lupo e dell'ultimo gold retriver, prematuramente scomparso. Ogni tanto compaiono nei miei sogni e penso che - qualora esistesse un Aldilà dei cani - mi guardino con benevolenza, sapendo quanto li ho amati, che è sempre meno di quanto loro hanno amato me. Perché i cani sono sempre migliori dei loro padroni, che spesso li maltrattano o li ignorano, ma il cane mantiene per il suo proprietario quello sguardo adorante da pesce lesso.
Mi piace molto quella frase di Milan Kundera, che dice: «I cani sono il nostro tramite con il paradiso... sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all'Eden, dove non fare nulla non era noioso - era la pace».

Un aereo che vola con il sole

Bertrand Piccard al suo arrivo con 'Solar Impulse II'L'altro giorno con un amico ci siamo messi ad elencare - e volendo si può serenamente partire dal tempo delle caverne - le tecnologie nate ad uso militare (cioè per farsi male fra esseri umani) e successivamente volte al civile. Leggo da varie parte che ormai la distinzione dovrebbe essere azzerata, perché la tecnologia è "tecnologia", per cui si affermerebbe la logica - non sono esperto e dunque ne prendo atto - "dual use" e cioè scoperte utilizzabili sia in campo militare che in applicazioni civili. Fatto sta che, almeno per le famose Grandi Potenze, la disponibilità di denaro per tutte quel che ruota attorno all'uso militare resta imponente.
Una felice eccezione di un'idea tutta civile e senza far male a nessuno viene da un'idea - quella dell'aereo solare - nato nel 2003 da una speranza, che sembrava un'utopia, del medico e pilota svizzero (viva la neutralità!), Bertrand Piccard, erede di una dinastia di esploratori.

La cautela di Papa Francesco

Papa Francesco mentre parla durante il viaggio in aereoIeri ho fatto una digressione perché - per una volta - non me la sentivo di scrivere a caldo. Sapete la ragione? In queste settimane, a fronte delle luttuose azioni degli islamisti radicali, ho assistito ad un crescendo in tutte le persone con cui parlavo - compreso me stesso in cuor mio - di fiammate di rabbia e di livore che mi hanno fatto scattare un allarme contro il "diavoletto" che alberga in ognuno di noi. Penso di essere una persona ragionevole e tollerante, ma detesto il "politicamente corretto" ed il tentativo di camuffare la realtà quando non ci piace. Ogni operazione verità tende ad aiutarci a raggiungere quella franchezza che serve a fare in modo che il confronto avvenga sulla realtà e non su immagini edulcorate o manomesse. Per cui, come i conati di vomito, anche a me capitano istinti violenti e pure xenofobi su cui devo lavorare per contrastare la rabbia e la collera.

Occorre pensare

Il primo piano di 'Il pensatore' di Auguste RodinLo scrivo per l'ultima volta, avendo la convinzione profonda che il gioco dei veleni e degli intrallazzi non mi interessa per nulla sia perché nuoce gravemente alla salute sia perché non crea confronti ma scontri e non ce n'è bisogno. Anche se ciò deve avvenire nella necessaria chiarezza fra chi governa e chi sta all'opposizione, ruoli cardine nelle istituzioni e chi non ne tiene conto viola principi costituzionali.
Comunque sia, più passa il tempo e più mi accorgo che il confine fra la tragedia e la farsa è molto sottile. Mi fanno - da questo punto di vista - sorridere amaro quelli che fanno dei cambiamenti del tutto radicali delle proprie posizioni e fanno finta di niente, cercando di camuffare la magagna, come se nulla fosse capitato e nella considerazione che gli astanti siano fessacchiotti facili da buggerare. Le tecniche applicate per "faire semblant de rien" sono simile alla tattica di far abboccare all'amo il pesce e farlo finire nel cesto da pescatore con promesse per il futuro, mentre frigge l'olio nella pentola.

Per un Turismo alpino collaborativo

Sarebbe interessante poter avere qualche ricerca seria, ma immagino costosissima, su questa storia di un mondo sempre complicato per viaggiare e le sue conseguenze dirette su località considerate non a rischio come le Valle d'Aosta, che sia su soggiorni veri e propri con pernottamenti o nelle trasferte in giornata dalle grandi città.
So bene, per esperienza, di come il Turismo - materia in cui si incrociano in modo interdisciplinare tante materie - non sia una scienza esatta, perché le componenti, specie previsionali, sono talmente cangianti da rendere difficili analisi puntuali.
Per altro, come spesso mi è capitato di dire, gli indicatori tradizionali - fatti sui dati rilevati nelle strutture d'accoglienza - sono leggerini per avere certezze, anche se qualche indicazione di massima la danno.

La guerra dei libri

Uno scaffale della 'Libreria Mondadori' di AostaSenza santificare i dati statistici, che sono soggetti a mille varianti, è vero tuttavia che non se ne può fare a meno per orientarsi su certe questioni. Ci pensavo rispetto alla torrida polemica che si sta sviluppando dopo quanto deciso dell'"Associazione italiana degli editori" chiamata a scegliere tra il progetto proposto da Milano e quello di continuità rispetto al passato incarnato da Torino con il suo "Salone del Libro". Gli editori a maggioranza hanno scelto l'idea di una manifestazione a Milano, che rischia di scippare l'ennesima iniziativa al Capoluogo piemontese, che ha dato i natali a decine di cose - pensiamo a "Rai", a "Sip" ed oggi anche alla "Fiat" che fu - che poi si è vista regolarmente portar via.

Consiglio Valle: le regole della democrazia

Le poltrone della Presidenza del Consiglio ValleImmagino che si potrebbe a lungo disquisire, con logiche da legulei fra cavilli e codicilli o con appelli alla logica politica legittimata a compiere qualunque acrobazia, ma la sostanza è che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta è in mano alle sole forze di maggioranza. Questo è quanto non è mai avvenuto dal dopoguerra ad oggi e non ho notizia che sia mai avvenuto qualcosa del genere in Assemblee di Paesi in cui ci siano regimi democratici e la questione, per la sua gravità, va rimarcata perché riguarda un punto sostanziale e non di poltrone occupate dagli uni o dagli altri.
Io stesso allo Camera dei deputati (e poi al "Comitato delle Regioni") ho fatto parte di Uffici di Presidenza e so bene quanto sia essenziale un pluralismo nella rappresentanza dove si decide la regolazione dei lavori, che sono - dove le Assemblee non sono alla mercé dei Governi - meccanismi delicati e decisivi.

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