July 2016

Restare chiusi nel cavallo di Troia

Par di capire che la politica spesso sia fatta di cose visibili e di altre invisibili e per questo sarebbe bene non fermarsi mai all'accettazione della semplice apparenza, ma bisognerebbe scavare più a fondo e mantenere il senso della realtà. Talvolta nei piccoli gruppi questo non avviene, perché ci si convince reciprocamente e si perde la capacità di guardare le cose con distacco emotivo e dunque con la freddezza che ridimensioni entusiasmi inutili da tifoseria.
In questo senso, le vicende più recenti della politica valdostana sono illuminanti e tutte giocate su un sistema politico ben radicato e su di un ragionamento: bisogna combattere l'attuale logica di potere che ruota attorno alla figura del presidente Augusto Rollandin con battaglie interne alla maggioranza oppure bisogna farlo dall'esterno, perché è il solo modo credibile per dimostrare di rappresentare un'alternativa?

Quinta cartolina: non è Fontina, parbleu!

La 'Fontina' svedeseQualche anno fa mi ritrovai in un "Club Med" in Sicilia e c'era - prevedibile che accadesse in un villaggio pieno di francesi - una "soirée fromage", in cui campeggiava in bella mostra la dizione "Fontina valdostana".
Purtroppo la sola vista del formaggio bastava per aver conferma che del nostro prodotto tipico non ci fosse traccia, si trattava di un formaggio tarocco di bassa qualità e dunque, attraverso il Capo villaggio, mi trovai a parlare con il responsabile degli acquisti alimentari, che fece autocritica, spiegandomi che gli era stata venduta come tale. Trovo che i valdostani dovrebbero protestare sempre quando si accorgono di frodi alimentari, tipo la singolare "focaccia valdostana", che si trova a Lucca e che la "Fontina" la vede con il binocolo, per non dire di terribili "bistecche alla valdostana" che si mangiano in giro.

Sesta cartolina: albe e tramonti

Un'alba invernale sul Monte RosaOsservare la Natura serve sempre e credo che non si debba mai cedere al rischio di non guardarsi attorno, anzi bisogna ogni tanto rinnovare il nostro sguardo, pensando al privilegio che abbiamo di imprimere nella nostra memoria delle immagini che poi potremo richiamare quando mai ne avremo bisogno. Mi è capitato di farlo in momenti difficili o dolorosi a titolo di consolazione o di distrazione.
Una volta per me la levataccia non era un'eccezione, ma una routine: partire per Roma o per Bruxelles per prendere il primo aereo prevedeva, infatti, risvegli antelucani. Nessuno choc - intendiamoci - visto che mi sveglio presto come abitudine, della serie "il mattino ha l'oro in bocca".
Tuttavia l'altro giorno che sono uscito prima dell'alba e non ero di corsa ho avvertito come un brivido, perché mi sono venuti in mente momenti belli di certe notti infinite, quando vedi nel cielo - perché a dormire non ci sei proprio andato - quella luminosità crepuscolare che sale d'intensità come se ci fosse un reostato nel cielo limpido.

Settima cartolina: il declino del topless

Costumi femminili al ventoQuando sono in vacanza in Italia - circostanza che non è tale quest'anno - capita di comprare in edicola i giornali di "cronaca rosa", quelli di pettegolezzi, modernamente detti di gossip, che è un anglicismo ottocentesco traducibile in "chiacchiera". Questa tipo di stampa non è una peculiarità italiana: ci sono giornali (e ormai siti e format televisivi) dedicati a questo tipo di notizie in tutti i Paesi, ed ormai anche i quotidiani e settimanali più paludati seguono il genere più di quanto avvenisse in passato, alla ricerca spasmodica di spunti acchiappalettori. E farsi i fatti dagli altri, dal comportamento del vicino di casa sino all'universo mondo, è attività molto umana, che trova appunto espressione nelle cronache tinte di rosa, che strillano in copertina scandali e scandaletti ben più innocui di tante brutture che la quotidianità ci assegna.

Ottava cartolina: un incidente ferroviario e la povera rotaia

Il terribile incidente ferroviario in PugliaDovunque uno sia, la violenza delle brutte notizie ormai irrompe e la cartolina - sinora tra il serio e il faceto per colorare la vacanza - si tinge di nero: sono le lugubri notizie della strage ferroviaria in Puglia per uno scontro frontale fra due treni. Una storia, finita in cima ai telegiornali di tutto il mondo, come ho visto facendo "zapping" con il telecomando del televisore, finora inutilizzato. Anche se poi le notizie più vere sono risultate quelle dei cronisti locali, ad esempio sul sito del "Corriere del Mezzogiorno". Stasera è la volta dei quotidiani che leggo qui prima di andare a dormire, per via del fuso orario ed ho già rinvenuto la carica emotiva dei fatti e anche la solita richiesta di attenzione per il trasporto su rotaia, che durerà per qualche giorno per poi eclissarsi per via dell'incalzare di chissà quali altre emergenze di un'Italia che resta piena di magagne, malgrado le operazioni di storytelling del grande narratore, Matteo Renzi. Questa volta il Premier è giunto sul posto, immaginando che faccia parte del cambio di strategia mediatica.

Nona cartolina: mi piacciono tanto i delfini

I delfini a 'Punta Cana'Confesso le mie colpe: trovo bellissimi ed emozionanti i delfini, quei "pesci non pesci" che ti guardano negli occhi e paiono sorriderti con quel loro strano linguaggio musicale. Il mio interesse non è certo isolato, vista la presenza di questo singolare animale presente già nella mitologia classica e nei suoi simboli.
La prima volta ne avvicinai uno in libertà, scavalcando una barriera corallina alla Maldive, in acque profonde e poi li ho diviso tante volte durante escursioni in barca, ma certo l'incontro con quelli in cattività permette una vicinanza che colpisce. Non basta il fatto - a spiegare questa affezione - che si tratti di mammiferi e che siano intelligenti ed ammaestrabili.

Decima cartolina: TripAdvisor e la media fra marchette e stroncature

Il gufo simbolo di 'Tripadvisor'Una volta la scelta della località per le proprie vacanze estive era basata su alcuni capisaldi. La tradizione familiare poteva essere legata ad abitudini pregresse che uno si porta dietro. Classico per i valdostani la croce e delizia dell'alloggetto in Liguria o per il villeggiante l'appartamentino ereditato in Valle d'Aosta. Altrimenti per i "vaganti" - cioè chi non si faceva imprigionare dalle sole scelte stanziali - esistevano anzitutto le agenzie di viaggio e poi la forza del passaparola per determinare nuove rotte di svago.
Oggi Internet spadroneggia per determinare la meta e, nel limite della propria destrezza, pure per pacchetti che i più intraprendenti riescono a costruirsi, smentendo sempre più quella pubblicità di "Alpitour" che aveva come slogan: «Turista fai da te? No Alpitour! Ahi! Ahi! Ahi!».

Cartolina non prevista: il sangue a Nizza

Il camion assassino di Nizza crivellato dai colpi della PoliziaQuesta mattina ero in un "Club Med" a Punta Cana e la fine della vacanza ha coinciso con la Fête Nationale del 14 luglio. Le sei ore di fuso orario renderanno la grandissima festa di questa sera un momento terribile, che non vivrò perché sono davanti ad un televisore, in transito per uno scalo dell'aereo, e stanotte raggiungerò Parigi, immagino in un clima di dolore e di lutto che io stesso provo con grande partecipazione.
Questa mattina ammiravo i primi festeggiamenti al Club, simbolo francese per eccellenza anche se ormai a capitale cinese. Tutti, di ogni nazionalità, avevamo in spiaggia una bandierina tricolore e notavo con gioia francesi di tutte le provenienze - intendo come Paese d'origine - che cantavano la "Marsigliese" con trasporto in un clima poco ufficiale e divertito. Una lezione di attaccamento per un vecchio Stato nazionale, che ha saputo accogliere persone da tutto il mondo, pur con le piaghe del colonialismo, oggi colpito al cuore da luridi assassini che meritano solo il nostro odio e le risposte opportune. Non esiste, in questo caso, perdono o la decisione di porgere l'altra guancia.

Ancora su Nizza

Il camion assassino di Nizza lanciato verso la folla mentre un poliziotto in scooter cerca di fermarloE' stata una realistica finestra sul dramma di Nizza delle scorse ore quel volo per Parigi, cui accennavo ieri. Un ritardo in partenza ha consentito ad una giovane hostess nizzarda di avere attese notizie dei suoi due bambini piccoli affidati alla nonna mentre lei era via: all'ultimo momento avevano rinunciato ad andare a vedere sulla celebre "Promenade des Anglais" - come sempre avevano fatto - i fuochi di artificio sul mare del 14 luglio per la Festa nazionale d'Oltralpe. Una vicina di poltrona anche lei di Nizza messaggiava furiosamente con un fratello che aveva salvato una nipote, spingendola con forza per evitare l'urto con il "Tir" che come in un videogioco crudele cercava di abbattere più passanti possibili nel disegno stragista. Un coro di commenti, paure, rabbia in un crescendo di compartecipazione a più voci e più nazionalità.

Matrimonio d'amore o d'interesse?

Un camaleonteMettiamoci sempre un pizzico di buonumore nell'esaminare le cose del mondo e la politica spicca sempre per certe situazioni che creano sbigottimento e la sorpresa suscita la voglia di trovare chiavi di lettura originali.
Chissà - ad esempio - se esista o no un'analogia fra un libro che fece molto discutere, anni fa, in Francia e l'evoluzione di certa politica. Mi riferisco a "Le mariage d'amour a-t-il échoué ?" di Pascal Bruckner ("Grasset").
Per capirci traiamo il filo del suo ragionamento da un'intervista all'autore di Patrick Demailly nel "Nord Eclair": «C'est un constat de semi-échec, en tout cas de crise grave. On peut dire qu'un siècle après son invention, le mariage d'amour n'est pas en meilleur état qu'était le mariage bourgeois à la fin du XIXe siècle. Il y a aujourd'hui 35 pour cent de mariages en moins, on divorce de plus en plus».

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