July 2016

Il bene comune senza maschere

Il Cardinale Carlo Maria MartiniLa storia è stranota e spesso evocata come esempio sulla vigilanza che bisogna esercitare quando si strumentalizzano grandi ideali per bassi fini. La viscontessa Marie-Jeanne Roland de la Platière, nata Manon Philipon, chiamata spesso "Madame Roland" o "Manon Roland" (Parigi, 17 marzo 1754 – Parigi, 8 novembre 1793), fu moglie e consigliera di Jean Marie Roland, visconte de la Platière (1734-1793), Ministro dell'interno di Luigi XVI, Re ghigliottinato nel gennaio del 1793. Animatrice culturale dei salotti girondini (era nota come "La Musa dei Girondini"), dopo la caduta dei girondini, venne arrestata e condannata a morte: condotta alla ghigliottina, prima che la sua testa rotolasse, passando dinanzi alla statua della Libertà, avrebbe pronunciato la celebre frase: «Oh Liberté, que de crimes on commet en ton nom!». Poche ore dopo il marito disperato si suicidò, infilzandosi con una spada.

Contro il fanatismo religioso

L'Holey artisan bakery di Dacca, dove è avvenuto l'attacco terroristicoImmagino che la percezione generale sia quella di non poterne più e di chiedersi come e quando si troveranno misure davvero adatte per contrastare un fenomeno fattosi globale e che pesa sul nostro futuro, come se già un cumulo di altre difficoltà non rendesse il domani pieno di comprensibili preoccupazioni. Ma intanto il quadro è chiaro nella sua desolazione: ogni giorno ormai, alternandosi in diversi luoghi sul mappamondo in una casuale roulette russa, gli estremisti islamici - che siano gruppi organizzati o lupi solitari - colpiscono con odio e violenza, accentuando in modo crescente un senso di impotenza e di insicurezza in ciascuno di noi, vittima potenziale di chi ci vuole morto perché ci considera "carne da cannone" per azioni che hanno un solo scopo: la morte di chi non la pensa come loro.

Il "caso Bossetti" fra banalità e eccessi

Sarei ipocrita se dicessi che ieri non ho atteso la decisione della Corte d'Assise chiamata a giudicare (le giurie popolari mi incuriosiscono sempre) e l'indomani ho letto pure le cronache dei giornali che spesso - nelle mani di bravi cronisti - danno quei tocchi di colore alle cronache che la televisione non è in grado di offrire. Anche perché troppi spazi televisivi in Italia - singolare eccezione che la dice lunga - sono in mano a conduttori improbabili che se non hanno un copione in mano non saprebbero neppure spiaccicare parola e la fragilità pappagallesca emerge in certi contenitori televisivi del pomeriggio, che risultano quantomeno avvilenti.
Ma veniamo al punto: sei anni dopo il delitto della giovanissima Yara Gambirasio e due anni dopo l'arresto di Massimo Bossetti, ieri a Bergamo l'imputato è stato condannato in primo grado all'ergastolo. Personalmente, da quel che ho letto in questi anni, appartengo alla schiera dei colpevolisti e comunque due anni per avere una prima sentenza risulta un tempo tutto sommato ragionevole per un processo complesso e dalla mole e qualità del lavoro svolto per dare un volto all'assassino , anche con l'ausilio di tecniche modernissime come gli accertamenti sul "Dna", pure assai costoso.

La figura dell'imbonitore ciarlatano

Un'antica pubblicità di un ciarlatano, su un fienile in America«Venghino, signori, venghino»: è questo il grido da imbonitori, che ha ormai nel lessico un impiego ironico.
Ricordo che il verbo "imbonire" vuol dire "cercare di convincere qualcuno, esaltando i pregi - la bontà, appunto! - di una merce o di uno spettacolo". In francese l'espressione analoga e ancora più suggestiva: "bonimenteur", che meglio esplicita il concetto, usando "menteur", cioè "bugiardo". Esemplare è anche "ciarlatano" (in francese "charlatan") da "ciarlàre" verbo intransitivo (secolo XIV), cioè intrattenersi in discorsi futili o - come da definizione in francese: "Imposteur qui exploite la crédulité des gens en se faisant passer pour un guérisseur, un savant, un maître spirituel, etc".

Orti & orti

Pomodori in maturazione in un ortoL'altro giorno un mio collega di lavoro, Fabrizio, è arrivato alla pensione: meta agognata per molti che hanno visto in questi anni questo risultato sparire all'orizzonte come avviene con i miraggi, ma a colpi di decreto con cambi repentini dei requisiti.
Solita festicciola e sfottò verso il neo-pensionato, che ha annunciato con solennità: «Farò un orto!». Quando ha detto che questo avverrà nella sua amata Cogne, scelta da anni come buen retiro, c'è stato qualcuno che ha eccepito che lassù a 1.500 metri di altitudine la bella stagione passa con grande rapidità e dunque alcuni consigli riguardavano il fatto di scegliere una localizzazione più in basso. A quel punto, come può avvenire nei capannelli in certe occasioni, si è sviluppata una sanguinosa discussione sul fatto che proprio gli orti di montagna sono per la Valle uno storico fiore all'occhiello e il termine "fiore" è giustissimo perché accanto alle verdure da sempre ci sono stati negli orti tradizionali, come abbellimento per colorare la vita, i fiori!

Saranno cartoline

Cartoline fuori da un'edicola di AostaMi è capitato di raccontare come ci sia stato un tempo, difficile da spiegare ai giovanissimi, ma non molto distante in verità ma oggi la rapidità dei cambiamenti falsa persino la nozione del tempo rendendo tutto più distante, in cui si scrivevano le cartoline illustrate. Nate verso la fine dell'Ottocento, divennero - come racconta un sito sulla storia delle Poste - "a cavallo del Novecento un fenomeno nuovo, paragonabile all'odierno Internet, con cui milioni di persone si scambiavano saluti da un luogo all'altro del mondo per mostrare a chi stava a casa, per la prima volta nella storia, luoghi visitati dal turista".
Per essere più precisi la cartolina, ancora senza immagini, la si deve al dottor Emanuel Hermann, un professore di economia viennese che, studiando l'efficienza del servizio postale austriaco, suggerì l'idea di inviare messaggi più brevi e rapidi così da aumentare il traffico postale e, di conseguenza, anche i guadagni.

Prima cartolina: aveva 16 anni nel lager

Elie WieselLa morte di Elie Wiesel, dopo quella drammatica di Primo Levi tanti anni fa, ci priva di uno dei testimoni più efficaci - attraverso i suoi libri - della tragedia della "Shoah". Ho riletto in queste ore di dispiacere per la sua scomparsa, durante un viaggio aereo, il suo "La Nuit", un romanzo autobiografico che racconta con cruda consapevolezza le sue esperienze di giovane ebreo - aveva solo sedici anni - deportato insieme alla famiglia nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald. Questo libro uscì negli anni Cinquanta, dopo un decennio di silenzio-rimozione per sua scelta dell'esperienza terribile in un lager (vide la morte del papà, massacrato di botte), prima scritto in yiddish in una versione più lunga di quella successiva in francese, che lo fece conoscere al mondo.

Seconda cartolina: conchiglie banali o magnificenti

Un paguro con la sua conchigliaSe fossi un "creazionista" - ideologia che si diffonde, per quanto antiscientifica e spiega perché la Fede esacerbata possa essere una gabbia del Pensiero - segnalerei fra le meraviglie del Creato lo straordinario mondo delle conchiglie, involucri delicati e preziosi.
Anche la più banale - che so, una "patella" avvinta alla sua roccia o una "cozza" nera e pelosa - racconta il mondo nelle stesso modo delle consorelle dai colori magnificenti e dalle geometrie complicate.
Da bambino le cercavo nel Mediterraneo sulla spiaggia in lunghe camminate sulla battigia e nel mare in immersioni senza fine con pinne e maschera su fondali sabbiosi o curiosando fra gli scogli, che sono un universo in miniatura (la barriera corallina, successivamente scoperta in mari tropicali, sembra infinita nei particolari minuti da scoprire).

Terza cartolina: una vacca per amica

Un fotogramma di 'La Vache'Se ho ben capito sarà un distributore indipendente - "Teodora film" - a portare in Italia un film "La Vache" del regista franco-algerino Mohamed Hamidi, che ha avuto un successone in Francia, dov'è uscito all'inizio di quest'anno.
Io l'ho guardato in queste ore e penso che ai valdostani - in genere legati per atavico affetto e pure utilizzo ai bovini - la storia piacerà da matti. La sinossi è questa: "Fatah, petit paysan algérien n'a d'yeux que pour sa vache Jacqueline, qu'il rêve d'emmener à Paris, au "Salon de l'agriculture". Lorsqu'il reçoit la précieuse invitation devant tout son village ébahi, lui qui n'a jamais quitté sa campagne, prend le bateau pour Marseille, et traverse toute la France à pied, direction Porte de Versailles. L'occasion pour Fatah et Jacqueline d'aller de rencontres en surprises, et de vivre une aventure humaine faite de grands moments d'entraide, et de fous rires. Un voyage inattendu et plein de tendresse, dans la France d'aujourd'hui".

Quarta cartolina: più che un raddoppio una caverna

L'interno del traforo del Monte BiancoNon do seguito - essendo via e avendo spento il cervello (ammesso che mai sia stato acceso) - le ultime tappe dopo l'annuncio, dato in favor di "Confindustria" valdostana, dal presidente Augusto Rollandin con un «raddoppiamo il traforo del Monte Bianco», con cui sembrerebbe aver smentito quanto da lui detto sino ad oggi. Oppure - più realisticamente è la cosa non stupisce - ha detto questa volta quel che da sempre pensa, cogliendo l'attimo e mostrando lo scatto considerato buono al momento giusto. Chissà se certi certe grandi entente politiche - che lo hanno messo in una "botte di ferro" - non comprendessero anche questo costoso tunnel nel solco del "bene comune" che alimenta certi tanghi passionali che resteranno nella memoria degli elettori.

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