June 2016

La democrazia e la Valle d'Aosta

Norberto BobbioC'è bisogno di pensare e di riflettere e bisogna farlo in modo più ampio possibile e la necessità è che questo avvenga nella società valdostana e non solo nelle stanze, per non dire nei corridoi, dei decisori politici. E' questo per me un autentico tormento di questi tempi in cui mi ritrovo come in sospeso rispetto allo strano scenario politico, che sembra un quadro cubista di Picasso.
La politica valdostana, in modo crescente dagli albori del regime autonomistico del dopoguerra, è stata letteralmente invasa dalla logica amministrativa. I politici eletti nell'Esecutivo - ed anzitutto il presidente della Regione, che doveva essere statutariamente un "primus inter pares", acquisendo invece poteri enormi, spesso legati al carattere di chi incarna pro tempore il ruolo - sono diventati dei superdirigenti con risultati buoni o cattivi, secondo le proprie capacità. Questo ha significato che la politica ha ruotato sempre di più attorno a piazza Deffeyes ed una poltrona in Consiglio, ma soprattutto nel Governo regionale, è diventata la priorità assoluta.

Va bene la pioggia, ma...

Se non fosse che in questa fine di primavera siamo stati gravemente infastiditi da un maltempo a singhiozzo, la pioggia in questa stagione, ma ancor di più d'estate (facendo gli scongiuri) può essere qualcosa di bellissimo e di evocativo.
Ricordo certi temporali in montagna, visti dal coperto con viva impressione e stupore o vissuti fradicio con paura dei fulmini allo scoperto. Penso a certi temporali vissuti a Roma deserta dei primi di agosto con la città d'improvviso bloccata da un fiume d'acqua, cui seguivano schiarite impressionanti e cariche di umidità che consentivano poi limpidezze da cartolina degli scorci più belli della Città eterna.
Come dimenticare le piogge estive di Bruxelles, anch'esse violente e invasive, con i parchi cittadini verdissimi dopo questi scrosci sopportati per abitudine da cittadini che poi tornano al sole come lucertole speranzose con il ritorno del sole. E poi naturalmente i fortunali marini: che siano quelli tropicali violenti e pericolosi, ma spesso brevissimi come scatti d'ira o quelli mediterranei che infradiciano le spiagge e riempiono di odori di natura l'aria.

Pensando alla Maturità

Umberto EcoQuando si pensa all'aggettivo "maturo" viene in mente la definizione del frutto che ha acquisito le qualità per poter essere mangiato oppure, in seconda battuta, all'età adulta - la "maturità" - che si situa fra giovinezza e vecchiaia. Come origine, e ciò vale per tante parole, è latina ma di matrice indoeuropea: "matūrus" è un antico participio futuro da un verbo "māre", col significato di "che diventerà buono", appartenente alla famiglia di "Matūta - dea buona", che generalmente è considerata la dea del mattino, protettrice della nascita degli uomini e delle cose.
Ma se usiamo il maiuscola "Maturità" la questione assume una diversa connotazione e scatta, per i tanti di noi che l'hanno fatta, l'insieme di ricordi e talvolta degli incubi ad essa connessa.

Le Comunali: un gran legno per Renzi

Chiara Appendino, nuovo sindaco di TorinoTocca parlare delle elezioni comunali e del loro esito, anche se nelle prossime ore si rischierà la tracimazione mediatica, però glissare sul punto stamattina qui sul Blog sarebbe stato omissivo, visti i molti spunti utili così come si evince dai risultati derivanti dall'esito delle urne.
Comincio col dire con serenità che con il 2016 si chiude un ciclo di retorica sull'elezione diretta del sindaco e sul cosiddetto e defunto "Partito dei Sindaci", che per un periodo piuttosto lungo sono stati protagonisti di una stagione vincente di feeling con i propri cittadini. Sgombriamo inoltre il tavolo da un problema: è vero che le elezioni politiche sono le vere elezioni generali, ma ogni altro test elettorale anche parziale serve per capire dove vadano gli umori, ormai rapidamente cangianti, di un elettorato sempre più mutevole, quando a votare il cittadino ci va e non sceglie il più grande partito ormai esistente in Italia, quello degli astensionisti. Elettori che, quando torneranno alle urne, saranno sfracelli, perché restano loro la crescente novità della politica italiana più di qualunque altro fenomeno.

La pesca, che passione

Alexis e Fabio impegnati nella pesca a ChampdeprazIl mondo può essere osservato da diversi punti di vista: uno di questi deriva di certo dalle passioni che uno decide di seguire. Così mio padre era appassionato, come mio fratello che poi se n'è distaccato, di pesca nei torrenti. A casa dei miei genitori in cantina ci sono ancora canne e soprattutto i cestini che contenevano oggetti per me affascinanti, come i diversi tipi di "cucchiaini" (per i profani sono esche metalliche in genere con fattezze da insetto). Io ogni tanto li accompagnavo, ma non sono mai stato "folgorato" dalla passione ittica ed ho sempre scherzato sul fatto che la fortuna dei pescatori sta nel fatto che i pesci sono muti, perché se si lamentassero quando vengono recuperati a riva con l'amo ficcato in bocca sarebbe tutto diverso...

Le armi in USA e in Svizzera

Una fiera di armi negli USANon ho mai posseduto un'arma e non aspiro ad averne, ma ricordo bene un caro amico che ha delle pistole, legalmente detenute, quanto fosse contento - quando entrarono dei ladri in casa sua - di non essere riuscito ad arrivare a prendere la sua pistola. Ben allenato al poligono, è probabile - mi diceva - che nel momento emotivo avrebbe potuto sparare con una certa sicurezza, ma poi - si chiedeva - che cosa sarebbe successo? Ed è anche quanto succede, nella cronaca nera, a tutti coloro che, avendo un'arma, danno di matto - magari solo per una volta nella loro vita - e la usano in modo sciagurato.
Ma il "caso americano", come noto, è altra storia e, malgrado tutte le stragi, gli omicidi e gli incidenti domestici che hanno insanguinato gli Stati Uniti ancora in queste ore è fallito il tentativo di introdurre nuovi limiti alla vendita di armi.

Cosa avrei scelto per la Maturità

Eugénie intervistata sulla 'Maturità'Ci sono anche qui, nel post quotidiano, delle ripetitività. Non potrebbe essere altrimenti: assicuro che il ritmo quotidiano è molto incalzante e se un tempo lasciavo poco più di un appunto ormai propongo una sorta di articolo (per i detrattori "articolessa"), appoggiandomi a quel che mi viene in mente. In questo periodo di "Maturità" - come appunto ho fatto spesso in passato nella stessa circostanza - non posso sfuggire alla tentazione di commentare i titoli proposti, che - lo premetto - non mi sembrano malaccio.
Nella versione moderna di quello che chiamavamo "tema", quando l'inizio della prova era a luglio e si sviluppava in piena canicola, ci sono molte varianti e parecchio materiale, mentre una volta - e personalmente lo preferivo - c'erano titoli veri e propri. Ma, si sa, tutto cambia, anche se poi in realtà se compariamo la "Maturità", dalla "riforma Gentile" del 1923 ad oggi, cambiamenti ce ne sono stati ma non così epocali nella struttura portante dell'esame di Stato. Verrebbe voglia di aggiungere che poco è cambiato nella sostanza nella Scuola più in generale...

Il Regno Unito se ne va

L'ex sindaco di Londra Boris Johnson, uno dei leader del 'Leave'Dunque il Regno Unito se ne va dopo 43 anni - entrò il 1° gennaio del 1973 - dall'Unione europea: hanno vinto infatti gli anti-europeisti, smentendo di fatto i sondaggi della vigilia, quando sembrava che contro il "Brexit" agisse ancora la morte brutale della deputata laburista Jo Cox.
La giornata di oggi, con l'esito delle urne che proclama uno squarcio nella cartina dell'Europa, resterà scritta sui libri di Storia. E questo processo di abbandono per scelta popolare è il segno macroscopico di un processo d'integrazione europea in crisi, proprio mentre si avvicinano i sessant'anni dal "Trattato di Roma" che dal 1° gennaio del 1958 sancì l'istituzione della "Comunità Economica Europea". Si tratta di un passaggio choc per chi come me ha vissuto per molti anni, prima al Parlamento europeo e poi al "Comitato delle Regioni", l'europeismo come incontro e dialogo nella speranza che questo processo crescesse sempre, pur con gli alti e bassi che sono naturali per ogni cosa.

La crisi d'identità della Lega

Matteo Salvini con Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina, Comune in provincia di PisaLa Lega è andata male alle elezioni comunali: simbolo chiarissimo è la sconfitta in tutta la Lombardia, ma soprattutto a Varese, città culla del leghismo. Forse l'unica eccezione è l'Emilia-Romagna, mentre a Roma ed al Sud è stata una catastrofe. Insomma. all'elettorato non è piaciuta la svolta giustizialista e molto a destra, fino a flirtare in un recente passato, ed in Valle d’Aosta è ancora così, con "CasaPound" e con movimenti di estrema destra europei e Marine Le Pen è solo la punta dell'iceberg, perché certi movimenti fiamminghi occhieggiano persino al nazismo. Avendo visto nascere la Lega e pensando ai caldissimi congressi cui venni invitato per alcuni anni a partire dalla fine degli anni Ottanta, penso che questa scelta di Matteo Salvini di spingersi a destra e lasciare la vocazione nordista del Movimento non sia piaciuta per nulla alla "base".

Pensando al Regno Unito

Edward WhymperPer me i rapporti politici con gli eletti al Parlamento europeo del Regno Unito hanno sempre avuto tre aspetti diversi ma complementari. Anzitutto la frequentazione continua con i "LibDem" del mio Gruppo parlamentare e la persona con cui lavoravo di più era Graham Watson, il presidente del Gruppo, che amava esprimersi in italiano (e si era pure sposato un'italiana), anche se quando venne per una riunione in Valle d'Aosta - svoltasi a Champoluc - esibì volentieri il suo fluente francese. Con lui visitai il suo collegio elettorale nel sud ovest dell'Inghilterra, atterrando a Bristol ed in certi incontri ebbi conferma di quel che già sapevo: la presenza di uno scetticismo di fondo verso un'Europa avvertita come qualcosa di politicamente distante ma anche di troppo invasivo nelle decisioni più minute. Sempre nel Gruppo ho avuto il privilegio di conoscere una delle teste pensanti del federalismo europeo, Andrew Duff, e di essere vicino di banco di Nick Clegg, grande amante delle Alpi francesi, che è stato poi vice Primo Ministro del Governo Cameron.

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