June 2016

Una vecchia villa e la catalpa

Villa De La Pierre' a Saint-VincentNon ho una reale conoscenza delle piante in generale e mi riprometto ogni volta di mettermi a studiare, perché mi piacerebbe non solo distinguerle a vista, ma avere anche qualche elemento in più per capire . In attesa di farlo - quei buoni propositi che di tanto in tanto ciascuno di noi fa - quando visito dei giardini mi applico nel cercare di capire qualche cosa di più. Che sia il parco del castello "Baron Gamba", dove svetta una sequoia, o uno dei giardini alpini che lasciano stupefatti, tipo "Chanousia" al Piccolo San Bernardo o "Paradisia" in Valnontey a Cogne.
La scelta delle piante era una volta un complemento molto forte alle costruzioni, nel senso che la loro scelta non aveva nulla di banale o di sbrigativo, ma faceva parte di un progetto connesso all'abitazione.

Lasciar perdere il Mein Kampf

L'annuncio su 'Il Giornale' del 'panino' col 'Mein Kampf'Uno dei più grandi scoop del celebre giornalista Indro Montanelli fu, il 1° settembre del 1939, quando aveva trent'anni, la notizia per il "Corriere della Sera" dell'invasione della Polonia - triste inizio di una catena di orrori - da parte della Germania nazista.
Qualche giorno dopo avrebbe potuto vantare uno scoop ancora più grande, come racconta Marcello Staglieno in un suo libro su Montanelli: "La notte del 3 settembre - quando già da otto ore Francia e Inghilterra avevano dichiarato guerra alla Germania - viaggiando in "Mercedes" si portò in territorio polacco dove, davanti alla città di Bromberg, gli accadde d’incontrare (me lo confermarono sia Albert Speer sia Adolf Galland, che anni dopo Montanelli m'aveva inviato a intervistare) Adolf Hitler in persona".

La coerenza è un dovere

Anche dopo tanti anni scopro che la politica è talvolta come il "Kamasutra" e c'è chi riesce ad assumere delle posizioni impensabili e soprattutto si ingegna a giustificare operazioni di potere come se fossero un sacrificio fatto per la collettività, chiamata in mezzo come entità quasi mistica che deve fidarsi delle doti previsionali del Capo di turno, che prenderà - come un buon pastore - il gregge smarrito e vuole convincerlo che finire nelle fauci del Lupo è un'ottima operazione.
Mai avrei pensato che un gesto scontato - quello di rifarsi alle posizioni assunte in passato e attenervisi senza cambiare idea - avrebbe potuto creare un flusso di consenso e di considerazione nei miei confronti, che ha mi inorgoglito e riempito di responsabilità per le scelte future.
Mi riferisco alla mia uscita dall'Union Valdôtaine Progressiste, decisione presa in ossequio alla coerenza che mi aveva spinto ad essere nel nucleo di fondatori di questo movimento, nato in particolare per reagire alla mancanza di democrazia nell'Union Valdôtaine ed al ruolo ormai fuori controllo del presidente della Regione, Augusto Rollandin.

L'orrore dei femminicidi

Il funerale di Sara Di Pietrantonio, uccisa e bruciata dall'ex fidanzatoRiflettevo in queste ore sull'Amore e uso la maiuscola per prendere sul serio il discorso, anche se non scalerò i massimi sistemi. Si incrociano nello spunto due elementi diversi e una premessa. L'Amore è un incredibile carburante, che fa funzionare la nostra vita, muove i nostri comportamenti, alimenta le nostre speranze, riempie la nostra esistenza. I due elementi diversi sono: il primo - drammatico e non personale - è questo stillicidio di omicidi che colpisce ogni giorno donne uccise dai propri ex, non rassegnati ad essere lasciati e architettano folli piani di vendetta. Spesso gli assassini decidono di ammazzare anche i propri figli per completare la loro opera criminale. Il secondo elemento - lieve e molto personale - è che ieri, trafficando su Internet, ho trovato le foto, con un confronto ieri ed oggi, di una mia fidanzatina del mare di quando ero ragazzo. Ho provato grande tenerezza ed e come se avessi aperto un album di ricordi.

Orizzonte macroregioni

Matteo Renzi e Maria Elena BoschiAnche le recenti e stupefacenti vicende politiche valdostane mostrano la difficoltà di mettere la mano sul fuoco sulla prevedibilità degli eventi ma soprattutto sull'affidabilità delle persone (diceva Gesualdo Bufalino che «molti diventano personaggi perché non sanno essere persone»). Il tema può riguardare tranquillamente un fantasma che si agita ormai da anni sul futuro del regionalismo, già ridotto a poca roba con la centralistica riforma costituzionale della coppia Renzi - Boschi, che farebbe - se vincesse il "sì" ad ottobre - delle Regioni una sorta di brutta copia delle vecchie Province. Tutto questo grazie ad Partito Democratico che ha cavalcato una controriforma, smentendo clamorosamente la propria stessa riforma del 2001, quando per paura della Lega si avvicinò alle idee federaliste oggi smentite del tutto. Irresistibili i personaggi che allora incarnarono quel balzo in avanti e oggi si presentano anche in Valle per dire il contrario con fantastico toupet, contando sulla smemoratezza popolare.

Luce e luci

Il sole a mezzanotteCapisco che non si debba esagerare e dunque invocare quel fenomeno - che ho vissuto in Lapponia - chiamato il "Sole di Mezzanotte", quando il sole non scende mai sotto l'orizzonte, e quindi non cala mai la notte. Situazione bizzarra che ha un effetto piuttosto curioso sul nostro organismo e non a caso il nostro orologio biologico va in tilt con il suo ritmo circadiano che vacilla di fronte a questa stranezza che, almeno a me, ha dato un'inquietante ebbrezza, quando sono stato lassù al circolo polare.
Invece - scusate la banalità dell'argomento - mi sento di tessere l'elogio dell'ora legale, che allunga le nostre giornate estive, che proprio in questi giorni raggiungono l'apice con l'approssimarsi del solstizio d'estate.

La passione per la politica

Enrico BerlinguerLa politica resta per me una grande passione. So quanto oggi sia difficile dirlo: se un tempo, anche in Valle d'Aosta, il politico poteva pensare ad un riconoscimento delle sue azioni, magari dopo una lunga carriera, oggi il rischio è quello di essere persino malvisti e disprezzati perché si entra in un rischio di fare di tutta l'erba un fascio. Un gioco al massacro che non mi preoccupa affatto, avendo la coscienza pulita per aver svolto un lavoro che penso sia stato improntato all'impegno costante e all'onestà personale.
Ciò detto e segnalato come so bene che "chi si loda s'imbroda", vorrei dire che la situazione attuale della Valle d'Aosta non consente la quiete del disimpegno o deleghe in bianco firmate a chissà chi.

Contro gli estremisti islamici

Militanti dell'IsisSo che sfondo una porta aperta con la maggior parte delle persone, anche se naturalmente gli umori cambiano a seconda degli eventi e ci sono punte di attenzione cui seguono, com'è nella natura umana, periodi in cui la tensione cala, perché non si può stare perennemente sul "chi vive".
Comunque sia, questa storia degli estremisti islamici che insanguinano il mondo accresce in ciascuno di noi l'apprensione per la propria vita e per quella delle persone che amiamo, cui si aggiunge la compassione e la partecipazione al dolore per tutti coloro che sono state vittime di certi mostri. Se ne stanno vedendo davvero di tutti i colori e stupisce come l'integralismo religioso riesca a riempirsi di violenza di ogni sorta con efferatezze che vanno al di là di ogni confine, come le stragi di persone innocenti nei luoghi più disparati e come le esecuzioni dello Stato islamico degne dei peggiori film dell'orrore.

Io tengo per Mathieu

Gli assassini nel Flegetonte controllati dai Centauri, nell'illustrazione di Gustave Doré del dodicesimo canto della 'Divina Commedia'Questi morti per mano degli islamisti mi addolorano e mi ritrovo - quando posso - a scavare nelle storie personali delle vittime, perché ognuno di noi può e forse persino deve immedesimarsi nelle vicende ordinarie di vite spezzate dal fatto di trovarsi in un incrocio fatale della propria esistenza, che diventa la propria tomba per un destino ineluttabile, di cui sfugge - se ci fosse - il disegno.
Leggo di questo assassino, Larossi Abballa, francese di venticinque anni con genitori marocchini, originario di Mantes-la-Jolie, un comune francese di quarantamila abitanti situato nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell'Île-de-France, posto metà strada tra Parigi, sede della monarchia francese, e Rouen, capitale dei Duchi di Normandia, dove morì, nel 1223, Filippo II di Francia.

Per un sorriso

Raffaele Pisu con ProvolinoLe radici ci sono e non si può di certo far finta di non averle, perché gira che ti rigira devi fare i conti non solo con chi sei, ma anche da chi provieni. Esercizio che poi uno prosegue nella propria vita, cedendo il testimone ai propri figli, e c'è qualcosa di bello e consolante nel "dopo di noi", che tanto prima o poi arriva... E' poetico ma in fondo realista Lev Tolstoj: «Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri».
Incontro spesso delle persone che mi parlano di mio padre: chiamato in famiglia - l'ho visto anche da lettere di mia nonna in cui si capisce che era una "peste" - Sandrino, perché era uno dei figli più piccoli. Quel che si ricordano è che, come veterinario, era uno sgobbone, sempre a disposizione per le visite con un mondo contadino che amava profondamente, ma soprattutto erano del tutto proverbiali le sue barzellette che sparava in ogni occasione, opportune e inopportune. Non era mai ripetitivo, essendo il suo repertorio vastissimo e mi sono sempre chiesto come diavolo facesse ad averne sempre di nuove da proporre.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri