May 2016

Votare o tirare a sorte?

David Van ReybrouckUno può raccontarsela come vuole, ma è indubbio che Internet e i suoi figlioletti "social" hanno ristretto la lettura dei libri. La possibilità di passare di palo in frasca attraverso la Rete permette meno concentrazione e più dispersione. Per cui capita di leggere dei libri un po' più tardi dalla loro uscita, perché si è stati distratti. Pensavo ad un volume di David Grégoire Van Reybrouck, classe 1971, scrittore, storico ed archeologo belga di lingua fiamminga e al suo provocatorio ma documentato "Contro le elezioni, perché votare non è più democratico", editore Feltrinelli. L'autore - che cito da qui in poi traendo frasi puntuali dal suo libro in una sorta di riassunto - parte dalla crisi di legittimità degli attuali meccanismi democratici: una crisi della legittimità che si manifesta attraverso tre sintomi innegabili.

L'astensionismo che si mangia la democrazia

Un'urna elettoraleTocca oggi ripartire da dove ci siamo fermati ieri. Ma con una premessa: non è un fatto isolato il distacco dalla politica di cui riparlerò e sul quale spesso astrologo nella speranza che si trovino delle soluzioni, che per altro se non saranno canalizzate arriveranno da sole, come per tutte le cose umane.
Nel senso che - lo dimostra il calo generalizzato il tutte le forme associazionistiche e di volontariato - esiste una chiara scelta di chiusura nel proprio privato e tutto ciò che sa di impegno civico finisce - dunque non solo per la politica - per essere rigettato.
Una sorta di astensionismo dalla vita collettiva e pubblica.

Bon voyage, Marco Pannella

Marco Pannella con Vasco Rossi, in una foto postata da quest'ultimo su 'Twitter' lo scorso 20 aprileDa ragazzo, quando ero liceale a Ivrea, mi avvicinai - fuori dalla scontata militanza autonomista in Valle d'Aosta - al Partito Radicale. Trovavo geniale e fuori dalle righe il suo leader, Marco Pannella, dotato per altro di una dialettica davvero fuori dal comune. Poi, entrato in politica, lo conobbi a Roma: devo dire che non ricordo, anche se da qualche parte lo avrò scritto, se ciò fosse avvenuto durante una Tribuna elettorale, quando mi candidai la prima volta nel 1987, o se durante la Legislatura. Fatto sta che per me ebbe sempre una grande amicizia e io lo ricambiai appoggiando spesso le sue campagne eclatanti per i diritti civili. Anche se l'Union Valdôtaine vietava la doppia tessera, io mi iscrissi più volte al "Partito Radicale Transazionale" e Marco Pannella - specie nella difficile battaglia politica delle elezioni del 1992, quando con César Dujany eravamo in sostanza contro tutti alle elezioni politiche - inviò un videomessaggio al nostro comizio di chiusura, chiedendo di votarci.

La simpatia per i cattivi

Raymond Reddington, il 'cattivo' di 'The Blacklist'Nel "Misantropo" di Molière c'è questo passaggio illuminante che arriva dalla profondità del tempo, essendo l'animo umano immutabile: «...je hais tous les hommes: 
les uns, parce qu'ils sont méchants et malfaisants,
 et les autres, pour être aux méchants complaisants,
 et n'avoir pas pour eux ces haines vigoureuses
que doit donner le vice aux âmes vertueuses».
In sostanza non sono solo cattivi i "cattivi", ma anche quelli che in fondo ne diventano complici. Parole sante. Anche se poi, linguisticamente, forse ha ragione Umberto Saba con la sua sensibilità di poeta: «Buono e cattivo sono termini arcaici, che l'abuso ha degradati a significati solo gastronomici. Propongo di sostituirli con "chiaro" e "oscuro". Tutto quello che (in noi stessi) è chiaro, è buono; tutto quello che è oscuro, è cattivo».
Il Male come oscurità è del tutto convincente.

I dieci "no" di Pasquino

Gianfranco Pasquino è un politologo che ho conosciuto quando eravamo in Parlamento. Carattere non facile, spesso agro, ma originato da una conoscenza approfondita del diritto costituzionale e della scienza politica, che lo rende irritabile in caso si proferiscano scemenze.
Leggendolo mi pareva, ma magari sbaglierò, senza partito preso nei confronti dell'arrivo sulla scena di Matteo Renzi. Posizione in cui io stesso mi riconosco.
Ma poi mi pare che siamo accomunato dal destino che ad un crescente scetticismo - con la celebre riforma costituzionale - si sia passati ad una reale preoccupazione.
Per questo pubblico un suo recente appello in dieci punti contro la riforma renziana e le sue conseguenze.

Gli Spam e le Chat (con ricatto)

'Spam' manualeCome diavolo vivessimo senza Internet è ormai un mistero, che talvolta viene sondato dai figli, come se avessi vissuto in una caverna del paleolitico, dipingendo le pareti di animali come avvenuto nelle grotte di Lascaux. Eppure si campava tranquillamente senza connessione e certi spazi vuoti li si riempiva lo stesso, cosa che oggi appare impossibile. Invece, oggi, se passa un certo tempo senza connettersi ci si sente isolati e impotenti, come il Robinson Crusoe settecentesco sulla sua isoletta.
Ha scritto il filosofo e psicologo Umberto Galimberti: «Acceso o spento che sia, il cellulare non ci dà scampo. Se chiamiamo vuol dire che non sappiamo più attendere e, nell'attesa, pensare ed elaborare, se rispondiamo siamo in ogni momento alla mercé degli altri, se spegniamo il cellulare dobbiamo prima o poi giustificarci. Come ognuno può constatare non siamo più liberi, non abbiamo più chance. Non disponiamo più del nostro tempo per pensare le nostre risposte perché dobbiamo darle subito e di corsa, non abbiamo più la possibilità di interiorizzare i nostri amori perché, se non chiamano, è già subito abbandono. Non sappiamo più stare soli con noi per più di un'ora, e così la nostra interiorità si impoverisce».

Mare e montagna, il Giano bifronte

Il 'Giano bifronte' di 'Palazzo Magnani' a Reggio EmiliaCapita, nei pensieri, di fare curiose associazioni di idee e il prodigio della mente umana penso sia proprio in questo: la capacità di speculare e di mettere insieme cose molto diverse e giocarci. Era Cartesio che diceva: «La ragione non è nulla senza l’immaginazione».
Gli opposti sono un semplice punto di riferimento: bene e male, chiaro e scuro, dolce e salato, bello e brutto, lungo e corto, bravo e cattivo e via di questo passo. Una duplicità che ci serve per capire e farci capire. In questo senso mi ha sempre affascinato l'antico dio romano Giano ("Ianus", dal cui nome deriva Gennaio), il dio del passaggio (che si compie, in origine, attraverso una porta, in latino "ianua"); in particolare è il dio degli inizi di un'attività umana o naturale, oppure di un periodo. Non a caso era rappresentato come un busto con due volti (erma bifronte) che guardano in direzioni opposte: l'inizio e la fine, l'entrata e l'uscita, l'interno e l'esterno.

Una chiesa e i suoi misteri

Una delle sepolture nel sito archeologico sotto la chiesa di Saint-VincentE' sempre strana la vita perché in fondo finiamo per passare una parte del nostro tempo a interrogare in diversi modi il passato per capire il presente e - esercizio ancora più difficile - prevedere il futuro. Ciò avviene in un flusso culturale continuo, di cui ciascuno di noi non è nient'altro che una piccola linea di un lunghissimo percorso che attraversa le epoche e le generazioni, pur agendo sullo stesso spazio fisico, la Terra e le sue parti che ci interessano.
Trovarsi "a tu per tu" con lo scheletro di qualcuno sepolto in un passato remoto non è che mi impressioni, perché i fantasmi non esistono. Se posso dirlo, con grande rispetto, semmai l'incontro con questo predecessore in quella parte di corpo rimasto mi incuriosisce e immagino quanto sia interessante - per tutte le discipline che riguardano questa persona e quanto la circonda - cercare, componendo questo puzzle, di fornire delle risposte ragionevoli che ci servano per capire e per dialogare attraverso i secoli con questo sconosciuto.
Ci pensavo guardando uno degli scheletri delle diverse sepolture (alcune visitabili, altre no) che risultano nel museo sottostante la chiesa di Saint-Vincent.

Ai lupi pensarci per tempo

'Wolfie' insieme alla modella Cristina ChiabottoCosì ha dato la notizia l'edizione torinese de "La Repubblica": "Niente mascotte del lupo nelle prossime tappe del Giro che, dal Piemonte, sconfineranno in territorio francese. Il sindacato degli agricoltori delle Haute Alpes, ha infatti chiesto e ottenuto che nelle tappe d'oltralpe non passasse in Francia la mascotte del "Giro d'Italia", il lupo Wolfie. Il tutto perché i lupi continuano a fare razzie di greggi, e i francesi lo consideravano un'offesa, al punto da aver mobilitato il prefetto francese e minacciato di bloccare il passaggio dei ciclisti. L'organizzazione del giro ha dato l'ok, quindi nelle due tappe tra Italia e Francia la mascotte Wolfie dovrà "stare in gabbia". Venerdì 27 maggio, con l'arrivo della 19esima tappa tra Pinerolo - Risoul 1850 (162 chilometri, ed il giorno dopo, dalla partenza di Guillestre al Sant'Anna di Vinadio (134 chilometri). La campagna promossa dagli organizzatori del "Giro d'Italia" insieme con il "Wwf" mette uno accanto all'altro sul poster un lupo vero e Wolfie, il pupazzo mascotte della corsa rosa, con lo slogan: «Insieme per proteggere il lupo»".

Lasciate stare i partigiani

Maria Elena BoschiHo seguito con un certo sconcerto la polemica, in verità innescata dalla sempre più frizzante Maria Elena Boschi, volto femminile glamour del Governo Renzi, dotata di indubbia grinta e grande considerazione di sé, a proposito dei partigiani e del referendum sulle riforme costituzionali di ottobre. In sostanza, in televisione e dunque non ci sono frasi riportate su cui equivocare, ha detto pari pari: «L'Anpi come direttivo nazionale ha preso una linea, poi ci sono molti partigiani, quelli veri, e non quelli venuti delle generazioni successive, che voteranno "sì" alla riforma».
Ognuno è responsabile di quel che dice ed a poco vale il fatto che anche questa volta, con linea difensiva secca, non utilizzata per altri membri del Governo, è giunto in soccorso il premier Matteo Renzi. Restano il tono e il contenuto a dimostrazione che certo nuovismo, fattosi clan, diventa qualche cosa di imbarazzante, perché le Istituzioni non possono passare il tempo a far battute ed annunci, in un epoca oltretutto in cui la politica non gode di grande considerazione.

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