May 2016

Il perdono e il doping

Alex Schwazer a RomaPerdonare è certamente un dono e resto "terra a terra", limitandomi ai comportamenti umani, e non alla redenzione dai peccati che occupa pieni ben più elevati dei miei pensieri. Questo perdono si può dare e lo si può ricevere e talvolta si incrocia reciprocamente negli errori di cui è piena zeppa la vita di chiunque.
Tendenzialmente so chiedere perdono e so darlo, ammesso naturalmente che esista - in chi ritengo abbia sbagliato con me - una spiegazione delle sue ragioni. C'è sempre il rischio di montare dei casi su delle piccole questioni, facendole appunto gonfiare a dismisura. Tendenzialmente mi inalbero e poi io stesso cerco delle motivazioni per non fare troppo can can. Talvolta mi immedesimo nel pensiero di Cesare Pavese, quando diceva: «Viene un giorno che per chi ci ha perseguitato proviamo soltanto indifferenza, stanchezza della sua stupidità. Allora perdoniamo».

Il lucido pensiero sulla Riforma di Valerio Onida

Il referendum sulla Riforma costituzionale di Matteo Renzi - avvenuta con esplicita proposta avanzata dal Governo e non frutto di strumenti parlamentari - terrà tutti con il fiato sospeso da qui fino al mese di ottobre. Stupisce che il Premier azzardi la carta del plebiscito personale, sempre rischioso in politica e non mi pare che la sua popolarità lo autorizzi ad atteggiamenti muscolari. Si vedrà.
Intanto, come noto, una cinquantina di costituzionalisti - alcuni molto autorevoli - si sono espressi per il "no" e questo è l'incipit del documento, assai moderato nei toni e nella forma: "Di fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma della Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno, i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale, ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche. Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l'anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo. Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le modalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare, in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell'appannamento di alcuni dei criteri portanti dell'impianto e dello spirito della Costituzione".

L'adultizzazione dei bambini

Domanica Guardato, madre di Fortuna Loffredo, nella foto 'Fotogramma' criticata da Corrado AugiasCredo che tutti abbiano letto le storie terribili che si sospetta siano avvenute in un casermone del rione "Iacp" del "Parco Verde" di Caivano in Campania. Due bambini che precipitano dal palazzone e, dopo troppo omertà, la rivelazione - avvenuta con la delicatissima confessione di bambini testimoni e malgrado l'invito al silenzio dei parenti - che si possa trattare di una turpe vicenda di pedofilia finita in omicidio. Non c'è povertà e non c'è esclusione sociale che possano neppure minimamente giustificare certi orrori, anche se certamente il grumo fra ignoranza e violenza genera mostri. Ma gli onesti e i corretti ci sono e certo giustificazionismo è davvero degno di miglior causa.

Ma i Professori come si schierano?

David Follien, Marco Viérin, Andrea Rosset e Stefano Borrello durante la presentazione degli incontri sulla riforma costituzionaleSi incomincia a discutere su come dovrà essere impostata la campagna referendaria per il delicato referendum confermativo sulla "riforma Renzi" della Costituzione. Per altro lo stesso premier Matteo Renzi ha annunciato che a questo appuntamento con le urne si dedicherà anima e corpo da qui ad allora, dando ormai da tempo una coloritura plebiscitaria a questo appuntamento. La sostanza è un «o con me o contro di me», pieno di nervosismo. Come si è visto anche dall'invito ai magistrati a non esprimersi pubblicamente sul punto: questione francamente incredibile, pensando che il referendum, che è stato colorato di valenza politica dallo stesso Renzi, riguarda in realtà una forte riforma della Costituzione e credo che sia del tutto legittimo per qualunque cittadino esprimersi - nelle forme e nei modi più opportuni - nel quadro di un dibattito che in democrazia assume sempre un valore pubblico.
Altrimenti non sarebbe la democrazia.

Prossima tappa: macroregioni

Maria Elena Boschi e Matteo RenziGiuro che per un pochino non ne parlerò più, oggi passo e chiudo fino a nuovi spunti, che non ripetano cose già dette. Mi riferisco alla legge costituzionale "Renzi - Boschi", che ha acceso anche un vivace dibattito in Consiglio Valle in queste ore in quel clima politico generale che talvolta è imperscrutabile anche per chi qualcosina dovrebbe capirne.
Ed è un bene che si discuta di quel che verrà con il referendum confermativo, perché certe vicende che toccano la Costituzione riguardano il nostro futuro come cittadini e concernono anche l'ordinamento valdostano, così come si è configurato dal 1945 ad oggi. Mi pare che i parlamentari valdostani non abbiamo brillato per una connessione, come si cercava di fare in passato, con le Istituzioni regionali, ma capisco che questa valutazione può sembrare polemica, mentre non è niente altro che una malinconica constatazione.
Si poteva contare di più.

Le donne e le Chiese

Johanna Wokalek nei panni della papessa Giovanna"diaconesse" (non preti!) nella Chiesa di Roma. Così mi affiorano ricordi di incontri. Con un pastore valdese nella zona del pinerolese, che mi spiegò le ragioni per le quali da loro - anche se nessuno di loro è sacerdote in senso proprio - ci sono pastori donne senza alcun problema. E lo stesso avvenne nel Regno Unito quando pranzai con un arcivescovo anglicano, che spiegò come per la Chiesa d'Inghilterra l'apertura alle donne al sacerdozio sia la normalità. Per contro trovai una netta chiusura da parte di un vescovo della Chiesa ortodossa di Grecia in una visita nelle zone montane di quel Paese. Da notare che tutte e tre queste confessioni considerano normale il matrimonio per i preti, quanto invece per ora considerato impossibile dalla Chiesa cattolica.

La politica non è una scienza esatta

Le scale di Maurits Cornelis EscherMi fa piacere che di persona ma anche per scritto, visto che sul Sito ci sono i miei contatti, capiti che ci si rivolga a me nell'aspettativa che io sappia decriptare vicende politiche di vario genere. Io educatamente (ed anche perché mi fa piacere la considerazione degli interlocutori) rispondo a tutti, ma talvolta confesso di sentirmi come un improbabile "oracolo di Delfi", impegnato a rispondere su questioni di non semplice lettura e non posso affidarmi a formule enigmatiche od a pratiche di divinazione. Sarebbe comodo ma infruttuoso, per cui ci provo quando capita la necessità, limitandomi prevalentemente alla descrizione della cronaca, che talvolta è una matassa, di cui però non vedo bene il bandolo, pur avendo una certa praticaccia.

Da Gramsci al decalogo di Bertrand Russel

La famosa frase di Antonio Gramsci «Nella vita bisogna avere il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà» si situava nel quadro di una polemica su alcune visioni revisioniste del marxismo. Roba da iniziati, insomma.
Ma - si sa - che certe espressioni sfuggono ai propri autori e diventano suggestive e applicabili in altre situazioni storiche. Per altro lo stesso Gramsci - segnatevela - ricordava che «la storia insegna, ma non ha scolari».
Ci pensavo rispetto al rischio che ho in questo periodo di coltivare un certo pessimismo, che deriva da un contesto generale - basti pensare allo stato della politica e dell'economia - che non volge per nulla al bello.
Anzi, per conservare il sorriso bisogna stringere i... denti.

Bassanesi, un valdostano nel cielo

Giovanni Bassanesi sulla copertina del libroGino Nebiolo, allora corrispondente "Rai" da Parigi, che mi annunciava - una decina di anni fa - l'uscita (grazie a materiale dell'antifascista Alberto Tarchiani) del suo libro: "L'uomo che sfidò Mussolini dal cielo. Vita e morte di Giovanni Bassanesi" (Rubettino Editore).
Scoprii così nella lettura del volume gentilmente inviatomi la storia di questa personalità aostana, di cui non avevo conoscenza e un anno dopo ci fu - all'epoca ero presidente della Regione - una presentazione pubblica del volume, che accese l'attenzione su Bassanesi e la parabola di una vita romanzesca ma dal terribile epilogo. Già quella volta l'allora sindaco di Aosta, Guido Grimod, segnalò la possibilità di dedicargli una via della città come ricordo.

Contro l'omofobia

Il Teatro Romano colorato di arcobaleno per la 'Giornata internazionale contro l'omofobia'Mi è capitato spesso di ricordare l'importanza, come tasso di civiltà, dei diritti civili, classicamente intesi come quei diritti riconosciuti dall'ordinamento giuridico come fondamentali, inviolabili e irrinunciabili (dunque non suscettibili di compressione da parte dello Stato), che assicurano all'individuo la possibilità di realizzare pienamente sé stesso. Il saggio Norberto Bobbio così ammoniva: «I nostri diritti non sono altro che i doveri degli altri nei nostri confronti».
E' bene evocarlo anche il 17 maggio, che è la "Giornata internazionale contro l'omofobia", così statuita dal 2004. Proprio il 17 maggio del 1990, infatti, l'Organizzazione mondiale della sanità depennò l'omosessualità dall'elenco delle "malattie mentali" e dunque venne in seguito scelta come data simbolo, che quest'anno viene ricordata anche in Valle d'Aosta più di quanto sia sinora avvenuto, probabilmente per il contesto politico.

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