April 2016

L'evasione fiscale senza scomodare Panama

L'elenco dei primi 'cento nomi' coinvolti nei 'Panama papers' pubblicato da 'L'Espresso'George Orwell, che ha saputo sondare l'animo umano e le distorsioni della vita collettiva, ha scritto: «Nessuno è patriottico quando si tratta di pagare le tasse». Ma certe vicende recenti confermano che gli evasori fiscali sono davvero apolidi, cioè privi volontariamente per disonestà di una cittadinanza.
Mi riferisco ai "Panama Papers", il nome dato agli undici milioni e mezzo di documenti emersi grazie ad un'inchiesta giornalistica, la più grande fuga di notizie finanziarie della storia. Si occupa delle società "offshore", in gergo finanziario questo significa "all'estero", che partendo da Panama, staterello caraibico, si dipanavano in altri "paradisi fiscali" per far sparire una parte o tutta la ricchezza di persone le più varie, accomunate dalla scelta di non pagare le tasse nel proprio Paese. Cittadini del mondo per fregare i propri concittadini.

Contro certa retorica sull'integrazione

Se la retorica servisse da sola a risolvere le questioni di convivenza di culture diverse fra loro, allora saremmo a cavallo con certi atteggiamenti che noto in qualche parte della scuola valdostana.
Se bastassero cartelli e cartelloni buonisti che inneggiano all'Amore, marce della pace con i bambini in fila come i "balilla" per "manifestare", lezioni di tamburi o cucina etnica per far vedere altri Continenti in pillole, i nostri bambini crescerebbero - così instradati - buoni e programmati per capire ogni diversità terraquea. Troppo facile se dietro ci sono convinzioni personali e scelte ideologiche pur condivisibili, ma nel vuoto di una strategia frutto di chi certe questioni le ha studiate e sa come affrontarle.
Il "fai da te" pedagogico genera mostri. Basta leggere cosa hanno scritto fior di sociologi sulle banlieu francesi terreno di coltura per islamisti e pure il Belgio ha dimostrato la totale incapacità di dare un senso ad un modus vivendi con diritti e doveri così chiari da non permettere sbandamenti di massa di giovani musulmani.

Gourmet, Gourmand

La copertina dell'ArtusiA formare, ammesso che sia poi davvero avvenuto, un'immagine di unitarietà dell'Italia dai mille campanili (che poi sono amministrativamente più di ottomila!), ci pensò quel personaggio che fu Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 4 agosto 1820 - Firenze, 30 marzo 1911), scrittore e gastronomo, autore di un celebre libro di cucina, "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", pubblicato nel 1891.
Scritto tre decenni dopo l'unificazione dell'Italia, fu il primo ad includere in un unico volume ricette culinarie provenienti dalle regioni italiane (che poi erano ancora degli Stati veri e propri sino a pochi anni prima) e per questo gli si ascrive il merito di aver posto le basi per la formazione di una cucina nazionale italiana. Anche se, in realtà, oggi il fenomeno è quello distonico di una riscoperta delle cucine locali e, dal lato opposto, di un affermarsi di cucine internazionali a due passi da casa nostra.

Cinguettare come l'uccellino di "Se Chanto"

Un gruppo di fringuelli zebraQualche mese fa mi ero molto divertito con questa catalogazione di noi esseri umani nelle veste di volatili, a seconda delle loro abitudini. Sono "allodole" - ed io sono fra queste senza alcun dubbio - le persone (pare il dieci per cento dell'umanità) che si addormentano presto la sera e si svegliano presto l'indomani, quando dunque sono più attivi, e invece la notte sono out. Mentre i "gufi", per contro, che sarebbero il venti per cento delle persone, stentano a carburare sino in tarda mattinata, ma poi lavorano e vivono meglio la notte e si addormentano tardi. Quelli che sfuggono agli opposti estremismi, che poi si declinano in forme più o meno accentuate tardi o presto o presto o tardi, sono il restante settanta per cento e vengono definiti "colibrì" - dal minuscolo volatile che sta pure in volo stazionario e vola persino all'indietro - per i suoi ritmi "normali" fra giorno e notte.

Referendum trivelle e riforma costituzionale

Una 'trivella' nel Mediterraneo«Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?».
Così domenica si vota per le "trivelle": a differenza dei referendum svizzeri, praticati in gran numero, il referendum all'italiana ha l’indubbio svantaggio di avere - nella logica abrogativa - delle domande sempre arzigogolate e di difficile comprensione.
In sostanza nel caso in cui votate per il "sì" sceglierete di abrogare questa parte della norma e dunque, se vincesse il "sì", l’attività delle trivelle cesserebbe immediatamente alla data di scadenza della concessione.
Se a vincere fosse il "no" le trivelle potrebbero prorogare la concessione fino all'esaurimento del giacimento di petrolio o gas.

Dietro al lessico familiare

Gnocchi!E' ovvio che, oltre ad un ammasso di carne varia, siamo anzitutto un prodotto culturale, che plasma parte della nostra mente. Anzi, c'è un vecchio libro dell'etologo Danilo Mainardi che si chiama "L'animale culturale", teoria spiegata ancora così in un'intervista dell'autore: «No, noi non apprendiamo come tutti gli altri animali. L'uomo è l'unica specie vivente - probabilmente ce ne sono state altre del genere "Homo" che si sono poi estinte - che si è specializzata per diventare l'animale culturale. Per noi la cultura è tutto, mentre per le altre specie è solo una parte, un complemento alla sapienza della specie che sarebbe quella degli istinti».
Ci pensavo, scherzosamente premetto, rispetto ad alcune espressioni che mi capita, come penso capiti a tutti voi, anche arrivano dal mio passato più profondo, spesso dall'infanzia, che - se ci si concentra - non è difficile associare a delle persone, parenti o amici, che ce le hanno date, affinché finissimo per tramandarle, come facciamo nella parte orale della nostra cultura.

La Burocrazia

Un esempio di burocrazia inutileEra la prima metà del Settecento, quando l'economista francese Vincent de Gournay - lo stesso della massima «laissez faire, laissez passer» - inventò la parola "bureaucratie", fatta da "bureau" (ufficio) e "cratie" (potere). Il significato - "potere degli uffici" - è più o meno questo: "Autorité, pouvoir diffus qui se caractérise par des règles procédurières strictes, la division des responsabilités, une forte hiérarchie et des relations impersonnelles".
Il termine arriva in italiano dal francese all'inizio del Novecento, intendendo appunto con il termine il complesso della Pubblica amministrazione, ma assume anche un significato negativo perché incarna un eccesso di potere.

Dal mappamondo alla storia di un paese

Il libro di Chantal VuillermozOgni volta che vedo un mappamondo lo guardo con piacere. Ed è un regalo che ho sempre fatto ai miei figli, nella logica che spesso abbiamo noi genitori di scegliere per loro qualcosa che in fondo piace anche a noi. Leggo talvolta che mappature digitali tipo "Google Earth" stanno uccidendo gli straordinari atlanti di un tempo e mettono in crisi anche il vecchio mappamondo, specie per la rapidità con cui si passa da un piccolo luogo definito ad una visione del nostro pianeta nell'oscurità. Ma la sfericità del mappamondo e la sua tridimensionalità per ora sono preziosi, anche perché è l'immagine di noi come risulta visibile dallo spazio. Ho letto che ora, ma non me ne stupisco avendo visitato proiezioni digitali e interattive in qualche museo, che ci sono globi digitali che sono la versione innovativa del mappamondo con una serie di potenzialità enormi di informazioni e di varianti.

Il Papa a Lesbo

Una presentazione da dépliant suona più o meno così: "L'isola di Lesbo, o "Lesvos", è la terza per dimensioni tra le isole greche. E' un'isola ricca di storia che si perde nella profondità dei secoli, un luogo affascinante e vario. Patria di noti poeti antichi, come la poetessa Saffo ed il poeta Alceo, l'aedo Ariona, suonatore di cetra, il musicista Terpandro e Pittaco da Mitilene, uno dei sette savi dell'antichità".
Saffo, da ginnasiali, ci faceva sempre venire un certo brivido perché negli anni Settanta parlare di lesbismo - anche per chi era di visione aperta - era pur sempre oggetto di stupidi lazzi.
Eppure quei versi erano un potente inno all'amore.

Quel lavoro "valdostano" sulla donazione degli organi

Un momento della celebrazione dei quarant'anni dell'Aido in Valle d'AostaMi capita talvolta, specie con gli amici o in riunioni politiche o anche attraverso questo blog, di annotare ricordi delle mie esperienze politiche. Raramente avviene ormai in occasioni pubbliche, come invece accaduto ieri, in occasione della celebrazione finale dei quarant'anni dell'"Aido" (donatori di organi) in Valle d'Aosta.
Sono stato invitato perché per una ventina d'anni grazie all'entusiasmo che c'era in questo gruppo valdostano diventai, prima alla Camera a Roma e poi al Parlamento a Bruxelles, un "lobbista buono" in favore della donazione degli organi e della pratica salvavita dei trapianti. Ho già scritto di aver provato poche volte la soddisfazione che ho avuto, quando vidi pubblicata la legge numero 91 del 1° aprile 1999, il cui titolo recita "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti", perché avendola seguita sin dalla presentazione come primo firmatario e poi in ore e ore di discussioni (solo in parte presenti nei resoconti sommari e stenografici a Montecitorio) sino all'agognata approvazione.

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