March 2016

Uova e colombe, simboli della Pasqua

Al supermercato colombe di tutti i tipiDiamoci oggi ad un argomento stagionale e leggero, come deve essere, visto che nei giorni scorsi una cappa di terribile angoscia è calata su tutti noi, prima con la vicenda delle giovani universitarie morte in un incidente statale in Catalogna e poi con i fatti gravissimi - e forieri di altre tragedie possibili - degli attentati di Bruxelles.
La Pasqua da questo punto di vista è una festività cristiana adatta a spiegare come la speranza resti, anche di fronte al dolore e alle paure: un sentimento importante, che lo si veda con gli occhi del fedele che trova il cuore della propria fede o del laico che ritrova nella morte e resurrezione di Cristo il significato universale dei messaggi religiosi "buoni" in un'epoca in cui i barbari islamisti esaltano la morte loro e quella di noi infedeli in una distorsione della realtà fattasi allucinazione.

Buona Pasqua!

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi!Buona Pasqua a tutti e mi auguro che questa giornata sia per voi, cari lettori, serena e piacevole.
Oggi, come da antica tradizione e da un condizionamento culturale che ci è stato insegnato, vien naturale parlare di Pace. Di questi tempi il tema è drammaticamente d'attualità e gli orrori delle guerre - nelle incessanti varianti della violenza umana - ci assalgono ogni giorno e non c'è pacifismo serio o di maniera che riesca davvero a fermare questa marea montante. Anzi, come dimostra la rabbia crescente della popolazione - cioè di ciascuno di noi e lo si verifica bene nei momenti conviviali di queste ore - colpita da avvenimenti luttuosi ormai incombenti nella quotidianità, che dimostra quanto l'estremismo islamista inneschi una reazione forte su cui è bene riflettere ed è meglio non banalizzare.

Una Pasqua dalla data fissa?

Ironia su Pasqua e PasquettaGiorni di ozio in questo periodo pasquale, in cui ci siamo trovati con i giornali a singhiozzo prima per lo sciopero dei poligrafici e poi per la vacanza canonica il giorno di Pasqua. Si resta quasi piacevolmente stupiti - perché, ahimè, a far notizia è la cattiva notizia - che in queste ore ci sia una pausa nelle brutte storie che fanno le prime pagine.
Capisco che ci sono problemi più grandi, ma ogni tanto ci sono anche questioni più minute, che in realtà - scava scava - hanno significati che vanno al di là del fatto in sé.
Un esempio di queste ore: questa storia della data della Pasqua cattolica amovibile è da sempre uno degli interrogativi che ogni tanto ci si pone.

Montagna e migranti

Migranti a passeggio per AostaSul futuro dei territori di montagna ho da sempre le mie idee e seguo con interesse quelle degli altri, che talvolta mi stupiscono. Traggo la notizia, che risale allo scorso anno ma mai ne ho parlato qui, da "Mediablog": "Far tornare a vivere e popolare le montagne del nostro Paese con i migranti: ci sarebbe spazio per almeno trecentomila persone. «C'è l'esigenza di sostituire alle reazioni emotive una visione analitica della realtà - spiega Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna - Per questo abbiamo incaricato la "Fondazione Montagne Italia" di mappare il fenomeno dell'immigrazione nelle comunità montane: ne sono emersi due aspetti, che vanno considerati ai fini delle scelte politiche generali".

Le storielle sui Belgi e la triste realtà

Soldati all'aeroporto di 'Zaventem'Quando ho cominciato a frequentare le diverse istanze della francofonia mondiale (ho presieduto il Gruppo francofono al Parlamento europeo), una delle cose di cui ho avuto piena contezza è stato il fatto che esistessero un mare di barzellette sui Belgi. Anzi, ne esiste un repertorio vastissimo, tipo le storielle che in Italia si raccontano sui carabinieri. Prendete un dizionario qualunque e trovete questa spiegazione: "Sous le nom d'histoire belge, on désigne un type français d'histoires humoristiques se moquant des Belges, lesquelles histoires mettent généralement en scène un personnage prétendument belge qui se singularise par sa stupidité, son absence de raison, ou encore un comportement absurde voire inquiétant né souvent de jeux de mots pris à la lettre".

La forza del bricolage

Tutto parte da una semplice viteTocca essere sempre vigili e guardare con curiosità all'evoluzione dei costumi e trarre dalle osservazioni qualche indicazione utile per vedere come le cose cambino. Ammesso poi che la lettura dei fenomeni sia davvero agevole.
Mi è capitato di entrare in questi grandi magazzini del bricolage (o, se preferite, del "fai da te", anche se non mi pare che linguisticamente abbia avuto molta presa) e di restare stupefatto in un mondo affascinante quanto per me del tutto superfluo per lo scarsissimo uso che sono in grado di fare.
La conferma di questo vasto interesse popolare è venuta quando una di queste catene di negozi ha aperto un enorme rivendita a Quart, alle porte di Aosta, dove l'andirivieni è impressionante e se ci capiti incontri persone impensabili che dicono candidamente «sono venuto a fare un giro», come se fosse un luogo d'attrazione e di divertimento.

Le trivelle? Un problema di democrazia!

Seppellito in qualche angolo recondito della mia memoria c'è la certezza, moltissimi anni fa, che ci fu la richiesta, forse mai concretizzata, di fare delle prospezioni petrolifere anche nella nostra Valle d'Aosta. Cercando non trovo nulla, ma chissà che qualche lettore abbia maggior ricordo di me di qualche cosa del genere.
Comunque sia sulle trivellazioni ci sarà un referendum il 17 di aprile ed un editoriale, come sempre assai documentato, di Michele Ainis sul "Corriere della Sera" mi servirà a dire come la penso. Dico già che andrò a votare e che voterò "sì".
Spiega così Ainis la posta in gioco con efficace brevità: «"Sì" o "no" alle trivellazioni sull'Adriatico, però entro le dodici miglia dalla costa, però senza toccare l'estrazione di gas e di petrolio in terraferma o in mare aperto, però senza interrompere le trivellazioni in corso, però senza nemmeno incidere sulle future concessioni, già vietate dalla legge. E' in gioco unicamente l'eventualità che le compagnie petrolifere ottengano una proroga finché non s'esaurisca il giacimento, tutto qui».

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