February 2016

La Finanziaria della Valle d'Aosta "minata" dal Governo Renzi

Matteo RenziUna premessa: spazzati via i vecchi sistemi di controllo sulle leggi regionali, con le riforme costituzionali di una quindicina di anni fa, l'arma in mano al Consiglio dei Ministri è la decisione di impugnare una legge o suo parti di fronte alla Corte Costituzionale ed è quanto deciso ieri sera dal Governo Renzi sulla Finanziaria regionale che ha un'estensione triennale ed è l'atto fondamentale per far funzionare la macchina regionale.
Dice il comunicato di Palazzo Chigi: "Legge Regione Valle d'Aosta n. 19 del 11/12/2015, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d’Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2016/2018). Modificazioni di leggi regionali". L'articolo 1 della legge per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Val D'Aosta è stato impugnato per mancanza di conformità con le norme europee e nazionali. Il Governo si impegna per l'immediata apertura di un tavolo per la ridefinizione dell'accordo finanziario tra Stato e Regione Valle D'Aosta, al fine di risolvere il problema accertato per poter superare l'impugnativa".

Il sonno della ragione genera mostri

Un particolare del dipinto di GoyaPensierino politico "alto" il giorno in cui si celebra l'anniversario dell'Autonomia Speciale e neve e pioggia sembrano scatenate a seconda delle quote.
Quando ci si trova di fronte a momenti di un certo smarrimento - e questo avviene anche in politica, specie se a confusione si somma confusione - il rischio è quello di ricorrere a scorciatoie. Meglio, invece, affidarsi alle buone letture, che si ritengono alla base delle proprie convinzioni.
Mi sarebbe piaciuto vivere nell'epoca dell'Illuminismo (che oggi viene accusato da molti, con leggerezza, di smarrimenti ideologici successivi), cui ho dedicato - studiandone alcuni aspetti di un carteggio - la mia Tesi di Laurea. Per chi crede nel federalismo si trovano lì autori, primo fra tutti Immanuel Kant, la cui modernità è sempre valida, pure in questa nostra epoca in cui si vive di incertezze.

Un libro che turba la narrazione renziana

Antonio GaldoImmagino che a Matteo Renzi il recentissimo libro, intitolato "Così le statistiche condannano l'Italia" (Einaudi), scritto dal giornalista Antonio Galdo, non piacerà affatto, perché turba quel copione fatto di ottimismo ad ogni costo e incrina quella tournée infinita in tutta Italia, toccando ogni settore possibile della società italiana in una lunga campagna elettorale (prima o poi un passaggio elettorale gli toccherà...).
Scrive l'autore nell'Introduzione: «In Italia soffia un vento promettente di voglia di cambiamento e di modernizzazione. Incrociarlo, è la nostra occasione. Per riuscirci, però, non possiamo sentirci rassicurati e gonfiare il petto attraverso una narrazione del Paese distante dalla realtà, piegata alle leggi della propaganda politica e scollegata dall'analisi dei fatti. Mentre si interviene sul malato, mentre si prova a scrivere un'agenda di governo che comprenda un'equilibrata modernizzazione dell'Italia, è bene intendersi sulla diagnosi e sulla terapia, anche con la certezza delle statistiche. I numeri, avvertiva Platone nella sua "Repubblica", sono essenziali per i governanti perché li aiutano a ragionare, a dare un'anima al loro progetto. E la conoscenza è il primo passo verso la nostra salvezza».

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