February 2016

Unioni civili ed altri problemi complessi

Vorrei dire anzitutto e con franchezza che il tono delle discussioni su unioni civili e tutto il resto, ormai al voto decisivo al Senato, dopo decenni di confronti stucchevoli e di dialoghi senza ascoltarsi, mi ha fatto impressione per la difficoltà di trovare soluzioni di sintesi al posto di combattere guerre di posizione. Addirittura il tema in sé ha finito per essere trasfigurato per ideologismi al calor bianco assai nocivi, e dietro la porta c'è in più evidente un problema di equilibri politici e di un renzismo in perdita di velocità a furia di usare molti forni (cioè alleanze variabili) a proprio vantaggio.
Che sia chiaro che esiste un indubitabile nucleo di diritti civili nel turbinio di un'umanità che non sta mai ferma e cambia con buona pace di chi vorrebbe congelare quanto invece è materia vitale.
Per cominciare, dunque: il matrimonio civile è piena competenza dello Stato moderno, che da noi è, per diritto costituzionale, laico ed è questa una conquista importante a garanzia del cittadino, visto che le Teocrazie generano mostri, ben visibili nel l'estremismo islamico ed in certe storie ben poco edificanti della nostra Chiesa. Per cui allo Stato non devono riguardare i problemi confessionali di ciascuno, se non per garantire la libertà religiosa e l'eguaglianza dei cittadini.

Arrivano la Quaresima e San Valentino

Un pensiero efficace per San ValentinoTocca rifarsi con facilità per contrasto ad una rappresentazione plastica, quella ben visibile di queste ore, di come si passi in un battibaleno dalla carnalità e dagli eccessi di una festa come il Carnevale ai sacrifici e alle rinunce della Quaresima dei cristiani. Brusco ma significativo.
La Quaresima - una volta praticata e ben nota, mentre oggi incide poco sulle abitudini collettive della nostra società - è quel periodo di quaranta giorni precedente la domenica di Pasqua. Inizia il "Mercoledì delle Ceneri", dopo il gaudente "Martedì grasso" e finisce alla mezzanotte del "Sabato Santo" nell'attesa della resurrezione. Le ceneri hanno una lettura duplice: per prima cosa sono il segno della debole e fragile condizione umana con la morte che incombe e poi la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore.

Festival felliniano, ma "Viva Sanremo!"

Madalina Ghenea, Gabriel Garko, Virginia Raffaele e Carlo Conti sul palco dell'Ariston di SanremoTocca rassegnarci alle circostanze e bisogna prenderla con la giusta filosofia. Ci sono durante l'anno delle manifestazioni ripetitive simili ai vecchi fari marini, che segnano le coste e sciabolano con le loro luci i mari circostanti, malgrado la loro evidente inutilità in un'epoca di satelliti che guidano le navi. Questo vale per certi eventi, che - anche se sparissero - nulla cambierebbe nella nostra vita, se non il fatto che alla fine siamo animali che prendono facilmente delle abitudini e dunque un piccolo smarrimento, ma non sgomento, lo potremmo provare.
La metafora marina viene ispirata dalla mia amata Riviera di Ponente, complessa terra di confine, nota - ed è poco rispetto alla sua ricchezza culturale e naturalistica - per via del solito "Festival di Sanremo", nato non a caso all'ombra di un Casinò, che cercava nel dopoguerra occasioni per farsi pubblicità.

Ciao, coriandoli

Coriandoli...Il Carnevale di quest'anno è stato, nei momenti più importanti, avversato dalla pioggia. Bisogna, per altro, prenderla con spirito - anche se ancora adesso pago l'essere stato inzuppato a puntino - perché "a Carnevale ogni scherzo vale" e devo dire che questa stagione invernale da dimenticare è stato davvero un scherzo climatico di non poco conto. C'è da scommettere che il 2016 parteciperà in toto al solito premio dell'anno più caldo a dimostrazione che c'è poco da scherzare con questo riscaldamento in corso che muterà profondamente anche le nostre montagne.
Ma, a dir la verità, in queste ore - e di fronte ai problemi mondiali farò ridere i polli, ma certo qui non posso solo annotare fatti grandi e perlopiù negativi - combatto contro i coriandoli. L'esordio al Carnevale di Verrès è stata una graziosa bambina, strategicamente posizionata sulle spalle del papà, che mi ha versato addosso un intero sacchetto di coriandoli.

Quei bambini sugli sci

I bimbi a scuola di sci al Col de JouxCi sono cose che mi mettono allegria e tenerezza e pure un pizzico di nostalgia. Le classi delle scuole di sci sono una di queste, quando mi capita di vedere frotte di bimbi ancora alle prime armi, impegnati in pista con i rispettivi maestri, come in una giostra colorata che si snoda sul biancore.
Con l'ultimogenito salgo proprio per quello in questo periodo nella stazioncina del Col de Joux, località sciistica domestica di Saint-Vincent, destinata a tristi destini in epoca di vacche magre, se non sarà integrata - come giustizia richiederebbe in analogia con Estoul-Palasinaz e altre piccole stazioni inserite in circuiti più vasti - nel comprensorio del "Monterosaski".
Raggiunti i cinque anni e con due anni di sci sulle spalle, il piccolo Alexis è entrato a far parte di una lezione collettiva, che è una delle caratteristiche di partenza per chi dev'essere formato allo sci.

La legge non ammette ignoranza...

Auto bloccate sulla strada innevataLa frase è breve e apparentemente banale nella sua comprensione: "La legge non ammette ignoranza". Così da sempre si insegna agli studenti di giurisprudenza, ricordando uno dei primi articoli del "Codice Penale", ma in realtà nell'uso meno esatto dal punto di vista giuridico assume una valenza più generale e nella vulgata popolare viene di conseguenza usato in modo onnicomprensivo e non solo con riferimento specifico al Diritto.
Anche se poi, ad essere pedanti, la locuzione latina originaria sarebbe "Ignorantia legis non excusat", letteralmente traducibile con "L'ignoranza della legge non scusa" oppure si rinviene nelle formule analoghe "Ignorantia iuris neminem excusat" oppure nell'assai simile "Ignorantia legis neminem excusat", cioè in italiano "L'ignoranza della legge non scusa nessuno".

Tor! Tor! Tor!

Il manifesto del film modificatoCapisco che è bene anche in politica vivere talvolta di distrazioni, specie da parte di chi se ne occupa da un quarantennio con una longevità politica senza eguali nel mondo occidentale. Non sarebbe logico solo farsi legare alla sedia dell'ufficio, come faceva Vittorio Alfieri per scrivere fino allo sfinimento, ma è necessario ogni tanto godere delle bellezze della nostra Valle e respirare la sua aria buona d'alta montagna.
Ma, ciò detto, esistono pur sempre delle priorità da rispettare quando si esercita un ruolo pubblico. Ci riflettevo rispetto alla scelta del presidente della Regione, Augusto Rollandin, travolto non più giovanissimo dalla passione per la corsa con il gusto della competizione, diventando un runner con risultati di tutto rilievo per la sua età. Una passione privata assurta ad una dimensione pubblica, visto ruolo e notorietà.

Il brano misterioso degli Stadio

Gli 'Stadio', vincitori al 'Festival di Sanremo'Le volte in cui mi è capitato di incontrare in Valle d'Aosta Mogol (nome d'arte di Giulio Rapetti) non ho mai avuto modo di esternare la mia viva ammirazione per il suo lavoro di cesello linguistico in canzoni memorabili. Cominciando dal fecondo lavoro con Lucio Battisti, avrei potuto cantare - senza sbagliare strofe - brani indimenticabili e senza tempo, come devono essere i classici, ed è il caso di "Balla Linda", di "Un'avventura", per non dire - evitando di citarle tutte - di "Acqua azzurra, acqua chiara" o "Mi ritorni in mente". Ma avrei potuto ricordare (e per sua sfortuna cantare) "Perdono" di Caterina Caselli, "Io ho in mente te" dell'"Equipe 84", "A chi" di Fausto Leali, "Riderà" di Little Tony.

Carburanti cari e distributori che chiudono

Il distributore di carburante a MontjovetQuel che è bello nel passare degli anni, nella lotta per non arrugginirsi perché chi si ferma è perduto, è il gusto piacevole nel constatare quanto conti nella vita accumulare esperienze e come questo fatto sia sulla bilancia altrettanto importante del giusto ruolo di qualunque forma di nuovismo, spesso presunto tale.
Ricordo, quando sono stato - una ventina di anni fa - vice presidente della Commissione Bicamerale per la riforma amministrativa, che ci occupammo di decine e decine di decreti legislativi che dovevano migliorare il decentramento amministrativo, rendere più efficiente l'Amministrazione dello Stato, spingere sulla semplificazione e sulle liberalizzazioni. L'esito del lavoro fu interessante e anche molto arricchente per capire settori di cui sapevo poco: quando leggo che Matteo Renzi rivendica qualunque modernizzazione come farina del suo sacco, dando l'impressione di essere il solo nella storia della Repubblica a smuovere le acque lo trovo ingiusto e dimostra di essere affetto da un eccesso di considerazione di sé che sul lungo non gli porterà fortuna. Anche perché "fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...".

Quel parlamentarismo che agonizza

Conoscendo il diritto parlamentare, per averlo studiato e praticato, seguo con curiosità l'evoluzione dei lavori del Parlamento italiano, che immodestamente credo di conoscere bene.
Con il Governo di Matteo Renzi, si sono accentuati i tentativi di ridurre al minimo il peso delle Camere, tant'è che la "produttività" di questa Legislatura ha un tasso ridicolo rispetto al passato. Bastano le cifre a dimostrarlo, qualunque altro giudizio si voglia dare.
Ma soprattutto il giovane Premier adopera tutti gli strumenti possibili per ridurre l'attività parlamentare ad un "flatus vocis", spostando sempre più sulla Presidenza del Consiglio le decisioni topiche. Questo vuol dire uso del decreto legge, delle leggi delega, dei voti di fiducia, di strumenti anti-ostruzionismo come riduzione drastica dei tempi e robe come "tagliole" o "canguri".

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